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I cantieri di pratiche

ABSTRACT DEI CANTIERI DI PRATICHE

TRIO CAFÈ. Costruire podcast audio narrativi

Alice Carminati, Filippo Gatti, Simone Giusti

In collaborazione con Progetto TRIO della Regione Toscana

Il podcasting (iPod + brodcasting) è un mezzo di diffusione su Internet di file multimediali (audio o video) che possono essere scaricati automaticamente mediante la sottoscrizione di un abbonamento. Questi file, chiamati podcast, possono essere trasmissioni radiofoniche, conferenze, corsi, ecc. L'utente può utilizzare i file offline utilizzando un dispositivo portatile come un iPod, un lettore mp3 o lo stesso pc.

Le principali finalità che si perseguono attraverso l'utilizzo di podcast didattici sono:

  • approfondire alcune conoscenze fondamentali o passaggi particolarmente complessi di un corso
  • migliorare l'erogazione di un corso e-learning con prodotti utilizzabili offline che possono aiutare gli utenti a personalizzare il percorso di apprendimento
  • motivare all'apprendimento e all'utilizzo dell'e-learning
  • aumentare la visibilità dei corsi e dell'offerta didattica in generale.

TRIO, il portale di Web Learning della Regione Toscana (www.progettotrio.it), ha messo in produzione alcune serie di podcast audio dedicati a vari temi e target, caratterizzati da un impianto fondamentalmente narrativo (casi, learning history, dialoghi, ecc.).

Alcuni componenti dello staff che sta realizzando le serie di podcast propongono un cantiere di lavoro che ripercorre le varie fasi della produzione:

PREPRODUZIONE

v Ideazione e progettazione didattica

v Scrittura del soggetto e della sceneggiatura

v Scrittura delle musiche originali

v Pianificazione della produzione esecutiva

PRODUZIONE

v Riprese audio e video in studio e in esterno

POSTPRODUZIONE

v Montaggio audio e audio video

v Grafica

v Metadati

v Caricamento su piattaforme (iTunes ecc.)

I partecipanti, quindi, dopo aver compreso le fasi di produzione di un podcast audio, sono invitati a individuare un tema formativo e, quindi, con la guida dei conduttori, a sviluppare un episodio podcast con approccio narrativo, dalla stesura del soggetto alla scrittura della sceneggiatura, dalla composizione delle musiche alla registrazione e al montaggio.

Mi racconto, riprogetto e scelgo. Bi.dicomp.: un percorso Isfol di bilancio di competenze

Francesca Campisi

In collaborazione con ISFOL

Crisi economica e sociale, disagi organizzativi, percorsi dispersi, carriere arrestate: una realtà attuale evocatrice di disattese e malessere. Sempre più spesso, lavoratori e lavoratrici, si confrontano con un vissuto di perdita di senso di sé, di ambiti e percorsi di autonomia decisionale e realizzazione professionale, che accentuano, per contro, il senso di incertezza e di precarietà più generale.

Le storie di vita, che diversamente permeano la quotidianità, sono pervasi da tali vissuti e, metaforicamente, il testo di ogni storia in divenire nel trascorrere quotidiano non è tra i più incoraggianti. Chi di noi può affermare il contrario?

Un'epoca, la nostra che, proseguendo per metafore, della struggente bellezza di uno scenario crepuscolare, accentua soprattutto, l'oscuramento delle brillantezze di valore e talenti degli elementi del suo ambiente, piccoli o grandi, pochi o numerosi che siano.

Inevitabile diviene per chi crede nella capacità di poter riscrivere ciascuno la propria storia scegliendo, narrandola, come utilizzarla al meglio in modo evolutivo e creativo di valore per sé e per gli altri, decidere di riparlare della legittimità del riconoscimento dell'empowerrment di ogni persona e del diritto al benessere psicosociale individuale e collettivo.

Convinti del valore e dell'efficacia del bilancio di competenze quale pratica di autovalutazione con finalità orientativa per la definizione del proprio progetto personale-professionale, proponiamo con Bi.dicomp la metodologia del bilancio di competenze sperimentato e messo a punto da Isfol.

L'approccio narrativo-autobiografico, del bilancio, supporta la persona nella sua interezza e unicità permettendole di rivisitare ed esplorare la propria storia socio professionale ridefinendola e ricostruendola in termini di competenze: padroneggiate, inosservate nella loro potenzialità, o nuove da esercitare.

Realizzando un "viaggio esplorativo" che attraverso un processo trasformativo e organizzativo, perviene ad una riflessione che apre nuove possibilità, lascia spazio all'intuito o alla capacità di osare e sperimentare. Con l'obiettivo di poter provare, ancora una volta, ripartire da un nuovo sentire che ridiviene valore, creatività, azione e decisione, autorientata a far ri-splendere la luce delle brillantezze del proprio capitale umano rilanciando se stessi.

Riportiamo di seguito una breve scheda tecnica del percorso.

All'interno del laboratorio esperienziale saranno proposti, fra tutti quelli previsti da Bidi.comp., i due seguenti strumenti:

"Tra ieri e oggi mi vedo"

Con "Tra ieri e oggi mi vedo", strumento, aperto, destrutturato e comprensivo della possibilità narrativa in forma anche scritta, ideato e messo a punto dall'Area Politiche per l'orientamento, specificamente dedicato alla ricostruzione della storia socio-professionale creeremo lo spazio perché ogni partecipante possa in prima persona raccontarsi in riferimento ad ambiti diversi della sua vita: famiglia e altre attività; formazione; lavoro. Dopo un momento iniziale individuale, in cui ciascun partecipante potrà decidere come organizzare il suo racconto (rappresentazione grafica, scritta, o solo mentale), ognuno nel gruppo potrà, attraverso la descrizione soggettiva degli eventi più significativi della propria vita sia di successo che insuccesso e degli intrecci tra gli ambiti, al di là della scansione temporale con cui si sono succeduti, esperire una riflessione e una prima consapevolezza su come gli elementi ricordati ed esplicitati, pertinenti a luoghi diversi di apprendimento, rappresentino il patrimonio (una prima bozza) di competenze della persona, appartenente all'autobiografia che nella ricostruzione di sé facilita i passaggi tra passato, presente e futuro.

"Dentro la foto"

È un set di fotografie inerenti situazioni e contesti diversi, ideato e messo a punto dall'Area Politiche per l'Orientamento dell'Isfol. È uno strumento finalizzato a indurre un processo di elaborazione immaginativa, caratteristico di una fotografia e attraverso il compito, pervenire alla descrizione soggettiva delle caratteristiche degli stimoli. Ogni individuo, infatti, tende ad attribuire agli stimoli i contenuti e i sentimenti della propria esperienza nonché delle proprie caratteristiche personali.

In questo modo, il "gioco" immaginativo in cui ciascuno viene invitato a sperimentarsi, sarà spunto per la narrazione, facilitando così il processo di esternalizzazione di pensieri e sentimenti altrimenti difficili da esplicitare, in una situazione di gruppo e di fase iniziale di un percorso. A livello metodologico, l'introduzione in apertura di una procedura-gioco di questo tipo consentirà ai partecipanti di presentarsi al gruppo facilitando, con uno strumento creativo ed evocativo, l'instaurarsi di un clima accogliente e positivo per facilitare l'interazione e il lavoro del gruppo.

Letteratura e competenze orientative. Un quaderno delle competenze per la scuola secondaria di I grado

Paola Brunello e Paola M. Giangrande

In collaborazione con Zanichelli

Il progetto editoriale e pedagogico L'altra città - Antologia per la scuola secondaria di primo grado (Zanichelli, 2011) si basa sull'idea che attraverso l'esercizio del dialogo, della lettura e della scrittura di testi prevalentemente narrativi gli alunni sviluppino sia competenze linguistiche sia competenze sociali e di autorientamento. Le competenze indicano la comprovata capacità di usare conoscenze (che sono il risultato dell'assimilazione di informazioni attraverso l'apprendimento e si possono considerare l'insieme dei fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio e di lavoro) e di applicarle (abilità o capacità personali, sociali e/o metodologiche) per portare a termine compiti e risolvere problemi, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale

Secondo un'altra definizione - ma il dibattito sulle competenze è di proporzioni davvero vaste – le competenze consistono nella capacità di mettere in pratica sapere, saper fare, attitudine e abilità in situazioni abituali o nuove.

La scuola secondaria di primo grado ha avuto da sempre una funzione orientativa, nel senso che è stata pensata come una scuola utile a formare le capacità di scelta degli alunni che, alla fine della classe terza, sono chiamati a progettre il loro futuro. Negli ultimi anni la concezione dell'orientamento è molto cambiata e si è adeguata ai mutamenti delle condizioni sociali e culturali: oggi si ritiene che l'orientamento riguardi tutto l'arco della vita e che esso debba consistere in una vera e propria educazione alla scelta. L'orientamento, dunque, non si riduce a una valutazione di opportunità di una scelta piuttosto che un'altra, e nemmeno a fornire informazioni, ma è un processo di apprendinmento che deve consentire lo sviluppo di competenze orientative.

Per affrontare la complessità del mondo odierno occorre sapersi orientare, individuando una meta e trovando la via per raggiungerla con i mezzi che si hanno a disposizione. Così ogni giorno ci troviamo a dover prendere decisioni più o meno importanti che influenzano la nostra vita futura, ad affrontare situazioni impreviste, a riflettere sul nostro passato, sui nostri errori e sui successi, su che cosa ci piace e che cosa non ci piace fare, su chi e che cosa vorremmo essere.

Alla base delle competenze di orientamento c'è la capacità di:

- riflettere su se stessi per individuare ciò di cui sia ha bisogno e ciò che si è in grado di fare con le proprie risorse

- utilizzare le esperienze già fatte per imparare a gestire e risolvere problemi nuovi

- trovare ciò che ci serve per raggiungere i nostri obiettivi

Il cantiere di pratiche consente di riconoscere e sperimentare le proprie competenze orientative, attraverso alcune attivazioni costruite a partire da spunti letterari tratti dal Quaderno delle competenze dell'antologia L'altra città.

in.la.v.: consulenza e conciliazione tra vita e lavoro

Rita Porcelli e Giuseppa Montalbano

In collaborazione con ISFOL

Quanto incide il bisogno di tenere insieme ambiti diversi di vita nelle scelte lavorative e nella definizione del proprio progetto professionale? Come può l'orientamento sostenere un'azione finalizzata a favorire una migliore conciliazione tra vita professionale e vita personale? Quali caratteristiche distintive deve avere un percorso di orientamento a ciò finalizzato? Questi alcuni dei perché che hanno spinto Isfol – Area Politiche per l'Orientamento - ad occuparsi dell'impatto che il tema della conciliazione tra ambiti di vita ha sulle strategie di orientamento messe in atto dalle persone.

La questione della conciliazione, come sostiene Claudia Piccardo (2007) , rappresenta un problema per il percorso di sviluppo professionale delle persone in quanto le esigenti e talvolta contrastanti richieste provenienti dai diversi domini di vita possono limitare e in alcuni casi impedire la ri-definizione e lo sviluppo del proprio percorso lavorativo. Oggi la dinamica del tenere insieme lavoro e vita è sempre più centrale nelle azioni a supporto dello sviluppo professionale. Se infatti molte delle riflessioni intorno alla capacità di conciliare diversi ruoli e responsabilità sono state tradizionalmente rivolte a target di persone con livelli culturali medio-alti, oggi è crescente l'esigenza di sensibilizzare un pubblico di donne e uomini sempre più ampio che si trova a dover progettare e ri-progettare più volte il proprio percorso professionale. In questo progetto di ricerca una delle prime domande a si è voluto dare una risposta è stata: cosa significa sostenere la persona nel suo processo di sviluppo professionale con un'attenzione ai bisogni di conciliazione?

Per l'équipe di ricerca significa offrire alle persone una nuova chiave di lettura, rispetto alla propria storia di vita, finalizzata a sostenere scelte professionali in sintonia con la fase di vita che si sta attraversando, con l'obiettivo di favorire una ri-definizione delle risorse professionali e personali che consenta ai soggetti di avere più strumenti per cercare soluzioni e prendere decisioni.

Il progetto Isfol ha visto, sin dalle fasi iniziali di lavoro, il coinvolgimento in un tavolo di lavoro operativo di un significativo gruppo di operatori che hanno fornito alla ricerca il valore aggiunto senza il quale sarebbe stata difficile la progettazione del percorso in.la.v.. Questi stessi operatori ci hanno più volte riportato le storie di vita delle persone che si rivolgono ai servizi territoriali. Queste storie propongono, nell'ambito della loro domanda di orientamento, difficoltà di vita personali che rendono difficili risposte in termini di progetti professionali. E allora cosa si può fare di fronte a questo? Cosa si può rispondere alle donne e agli uomini che ci pongono, senza a volte esserne del tutto consapevoli, una serie di "non posso" di fronte alle diverse alternative di definizione di piani di azione? Alcuni dei "non posso" posti dagli utenti sono:

  • Un lavoro a tempo pieno? E come faccio con i bambini?
  • Un corso di formazione a Roma, Firenze.....? E allora devo rinunciare alla piscina altrimenti non riesco a fare tutto?
  • Un lavoro solo di mattina? E come faccio a portare mia mamma a terapia?
  • Sono stato/a fuori dal mercato del lavoro 4 anni, e ora? Non so da dove cominciare?
  • Devo lavorare ma ho i miei genitori anziani da curare, cosa posso fare?

Queste solo alcune delle mille domande a cui gli operatori devono rispondere ogni giorno. A queste domande come Isfol - Area Politiche per l'Orientamento - abbiamo tentato di dare una risposta con il progetto di ricerca e sperimentazione dal titolo in.la.v. (insieme lavoro vita), di cui il volume "La consulenza orientativa per la conciliazione lavoro-vita. il percorso in.la.v." (Grimaldi, Porcelli, Rossi, 2007) ne rappresenta il risultato finale.

Nello specifico, il percorso consulenziale a finalità orientativa rappresenta una risorsa per i professionisti dell'orientamento dei Servizi per il lavoro pubblici e privati e per tutte le persone che avvertono come problematica la progettazione del proprio futuro professionale in relazione ai diversi ambiti di vita. L'ottica di orientamento a cui si fa riferimento è quella "preventiva" che intende le azioni di orientamento come leve trasversali alle diverse esigenze di scelta e inserimento formativo/lavorativo. In questa prospettiva è centrale il richiamo al concetto di empowerment e di ricerca di opportunità: il tema della conciliazione non viene interpretato nella sua accezione negativa di "soluzione tra parti contrastanti" ma nella sua accezione di attivazione rispetto alla valorizzazione delle potenzialità di cui il soggetto è portatore lette nella sua interazione con il proprio contesto di appartenenza.

Il percorso in.la.v.

Il percorso Isfol in.la.v., rappresenta con la sua struttura modulare, un insieme di "possibilità" consulenziali da adattare alle esigenze dei differenti target di persone e dei contesti di vita personale-professionale in cui essi si trovano. In virtù di questo la lettura approfondita della domanda degli utenti è uno degli elementi cruciali del percorso. I professionisti di orientamento devono chiedersi, al fine di poter offrire delle risposte mirate, qual è il problema su cui è importante intervenire in modo prioritario, in quello specifico momento e con quella precisa persona, e sulla base di questo quale articolazione è più corrispondente alle esigenze della persona. Complessivamente in.la.v. si compone di nove moduli (figura 1):

  • Tre moduli propedeutici alla realizzazione del percorso:
    • Accogliere e leggere la domanda (di conciliazione);
    • Storie di conciliazione: il colloquio in profondità;
    • Sensibilizzare sui temi della conciliazione: il seminario informativo;
  • Tre moduli laboratoriali tematici che si svolgono in gruppo:
    • Tempi e spazi;
    • Risorse ed esperienze;
    • Vincoli e opportunità;
  • Tre colloqui individuali che affrontano gli stessi contenuti dei laboratori ma con modalità e strumenti specifici.

Figura 1. L'articolazione dei moduli del percorso in.la.v.

L'esito del percorso in.la.v. è rappresentato da un piano d'azione individuale che consiste in uno schema operativo che aiuta a fissare con chiarezza obiettivi, metodi e risorse utili a gestire un cambiamento personale/professionale. Il piano d'azione è stato pensato come uno strumento che si costruisce passo dopo passo nel corso del lavoro di consulenza: è infatti un documento articolato in tante pagine quanti sono i moduli che articolano la proposta consulenziale. Proprio perché il percorso può essere articolati in modi diversi le schede del piano di azione sono utilizzabili in modo flessibile a seconda delle scelte operative.

Kung-Fu Panda: percorso di orientamento narrativo per le scuole con la Lavagna Interattiva Multimediale

Fabio P. Corti

In collaborazione con Progetto Next Level

L'intervento proposto si situa nell'ambito del progetto di orientamento denominato Next Level, giunto alla III edizione, ideato da CNA Grosseto in collaborazione la Rete delle scuole della provincia di Grosseto allo scopo di sviluppare la propensione al lavoro autonomo negli studenti che frequentano le scuole superiori del territorio provinciale. La microprogettazione didattica e la realizzazione degli strumenti multimediali sono effettuati dalla società di consulenza PhP.

Il percorso di orientamento di gruppo si rivolge agli studenti delle scuole di istruzione secondaria di primo grado con l'obiettivo di agire sia sulla percezione dell'artigiano moderno e del suo ruolo professionale, sia sulle capacità e le conoscenze che sono fondamenta della competenza "senso di iniziativa e imprenditorialità" (Una delle competenze chiave individuate dall'UE). Il metodo di lavoro prevede lo svolgimento di incontri strutturati con un esperto degli stimoli narrativi e dei lavori individuali e di gruppo. Gli stimoli narrativi sono affidati a giochi di ruolo, letture ad alta voce e materiali multimediali. L'orientatore si avvale di una lavagna interattiva multimediale (LIM).

Il percorso di orientamento è articolato in 2 giornate da 2 ore ciascuna ai quali possono seguire visite guidate in aziende o in CNA. I due incontri guidano i ragazzi e le ragazze nella esplorazione dei propri saper fare, ritenuti la base di qualsiasi iniziativa imprenditoriale di tipo artigianale, poi, in una seconda fase, nella conoscenza di cosa occorre fare per trasformare le proprie competenze in un lavoro autonomo.

Lo stimolo narrativo principale è rappresentato dal film "Kung Fu Panda" (Dreamworks – 2008).

L'arte della scelta: percorso di orientamento narrativo per l'inserimento lavorativo

Gabriel Del Sarto

In collaborazione con CNA Grosseto

Il percorso, finalizzato all'inserimento lavorativo, è concepito per essere utilizzato da consulenti di orientamento. Le attività sono focalizzate sul tema della scelta intesa come processo di attribuzione di significato (sensemaking), che trova riscontro nella teoria dell'azione situata, secondo la quale "gli attori possono trovarsi a dover agire perché le circostanze lo richiedono, anche se non si sono fatti ancora un'idea chiara della situazione: l'azione serve per esplorare l'ambiente" (Mantovani, 2000, p. 34). Secondo questo approccio la conoscenza è strettamente legata all'azione, per cui la persona vede nella situazione delle opportunità che sfrutta con la sua azione, il cui esito retroagisce sulla diagnosi della situazione iniziale confermandola o correggendola. Anche la scelta, dunque, ha un carattere retroattivo, e consiste in un processo di comprensione delle azioni compiute piuttosto che in un processo di selezione e analisi del problema, come sostengono i modelli razionali della decisione (Mantovani, 2000, p. 34).

Il cantiere fornisce stimoli narrativi, strumenti pratici e indicazioni operative per la gestione di attività in gruppi formali.

– Per creare il futuro che forse esiti a creare, che potrebbe rivelarsi problematico per tutta una serie di ragioni, devi informare la gente. Devi parlare con loro e informarli. [...] Devi dire tutto. Anche se al momento non hai alcuna intenzione di realizzarlo per paura o esitazione, devi cominciare a dargli corpo esprimendolo a parole. Questo cambia il percorso della vita. Basta parlarne per dare avvio al cambiamento. Se, alla fine, decidi di insistere in quello che è stato un elemento problematico della tua vita, benissimo, sono fatti tuoi. Ma se proprio vuoi sentirti sull'orlo di uno straordinario cambiamento nella tua vita, che poi si verifichi o no, devi dirlo agli altri. «Sono alla vigilia di uno straordinario cambiamento. Tutte le fibre del suo essere saranno elettrizzate, signore, quando le dirò che cosa ho in mente di fare». Articolarlo in parole ti farà intravedere la possibilità di attuarlo. [...] La cosa fondamentale è dar l'impressione di essere sul punto di fare qualcosa. E allora comincia a essere vero, almeno un pochino.

Don De Lillo, Giocatori, Torino, Einaudi, 2005

De-scrivere un territorio per riappropriarsene

Silvia Seracini e Luca Soverini

In collaborazione con Associazione culturale RaccontidiCittà

Le storie siamo noi, ma noi siamo anche i luoghi in cui trascorriamo le nostre vite. I laboratori RaccontidiCittà si basano sul presupposto che per scrivere occorra soprattutto affinare la capacità di percepire stimoli, anche i più semplici, anche i più comuni. Anche quelli che provengono dalla città dove viviamo ogni giorno. Ecco lo spirito di un corso di scrittura itinerante che viaggia verso le parole, proponendosi di suggerire accorgimenti e tecniche di base con l'obiettivo di catalizzare le energie del gruppo dei partecipanti verso la riconquista di una terra che già c'è.

RaccontidiCittà è un laboratorio creativo focalizzato sul genere del racconto breve, ma anche un significativo slancio di progettualità politica e sociale. La scrittura è infatti finalizzata a un progetto in comune fra tutti i partecipanti: de-scrivere la propria città, fornirne un ritratto vivo e attuale da molteplici punti di vista.

Il laboratorio è aperto a tutti quanti abbiano passione per la lettura e la scrittura, senza limiti di età o professione.

Tutti possiamo danzare

Pietro La Motta

Dal punto di vista dell'umanità la vita è memoria è dentro il nostro corpo, ma anche nell'universo risiede questa memoria... "

Kazuo Ohno

"Tutti possiamo danzare perché viviamo..."

Ohno Sensei

Nella comunicazione non verbale passano infiniti messaggi non mediati spontanei spesso incontrollabili nonostante la nostra volontà.

Se impariamo a leggere questi segni abbiamo un immenso bagaglio di informazioni che ci raccontano chi siamo e chi abbiamo attorno.

La relazione d'aiuto non può prescindere da questo prezioso strumento di conoscenza di sé e dell'altro.

In venti anni di lavoro come educatore nel disagio sociale ed insegnante di capacità personali, ho integrato sempre questa disciplina parallelamente a strumenti didattici propri della scuola.

Questa metodologia che facilità la creazione di un clima favorevole può essere un valido supporto per educatori, orientatori, insegnanti, animatori e per tutti coloro che leggono nella relazione con l'altro valenze che vanno oltre il linguaggio verbale.

L'esperienze più intense di conoscenza e di apprendimento le facciamo in gruppo.

Fino da bambini impariamo dall'altro chi siamo.

Il laboratorio che propongo offre strumenti di conoscenza di se e dell'altro nel rispetto della persona.

Martini. Percorso di orientamento narrativo per il reinserimento lavorativo

Simone Cini

Il percorso, pensato per un'utenza adulta, integra l'orientamento narrativo con le tecniche di ricerca attiva del lavoro e la riscrittura espressiva. La narrazione guida è il racconto breve "Martini", Piero Grossi, Sellerio, Palermo, 2010.

Il percorso parte dall'idea di unire i tre punti di forza delle metodologie elencate: l'orientamento narrativo offre una visione specifica e confrontabile sulle modalità di fronteggiamento che le persone hanno rispetto agli accadimenti, le tecniche di ricerca attiva del lavoro sono uno strumento pratico che offre sicurezza, la riscrittura espressiva, adattata dal modello di Pennebaker secondo le modalità già sperimentate nel percorso "Riscrivere la dispersione" di Pratika, offre uno stimolo più intimo che parte dalle emozioni legate ad un vissuto specifico.

I partecipanti al cantiere, dopo aver compreso il quadro di riferimento e osservato la microprogettazione di dettaglio, saranno invitati a sperimentare direttamente alcune attività del laboratorio.

Io e te. Percorso di orientamento narrativo per la scuola secondaria di II grado

Andrea Paolini

In collaborazione con rete scuole Livorno – capofila I.C. "G. Micali" e Provincia di Livorno

- Se vuole altro caffè lo può prendere da solo al buffet. - Grazie. - Dovere. 
Appena si allontana tirò fuori dal portafogli un biglietto piegato in quattro. Lo stendo sul tavolo. 
Lo ha scritto mia sorella Olivia dieci anni fa, il 24 febbraio 2000. Io avevo quattordici anni e lei ventitre.

Un gabbiano era appollaiato sullo scheletro di un albero ricoperto di buste di plastica che spuntava dall'acqua color fango.
Se fosse venuto Dio e mi avesse chiesto se volevo essere quel gabbiano, avrei risposto di sì.

Niccolò Ammaniti, Io e te, Einaudi, Torino, 2010

L'intervento, pensato per le classi prime delle scuole secondarie di II grado, è stato strutturato intorno alla narrazione guida "Io e te", Niccolò Ammanniti, Einaudi, Torino, 2010 .

La narrazione in questione, si tratta di un "romanzo di formazione", ha forte valenza evocativa rispetto alle esperienze personali dei ragazzi di questa fascia di età e riscuote consenso in virtù dello stile narrativo attuale ed immaginifico. Il percorso collegato a questo romanzo ha come obiettivi principali: conoscersi meglio (area dell'identità), sapersi rappresentare e raccontare, saper immaginare il controllo e percepire la propria influenza rispetto ad esso (area del controllo e dell'empowerment).

Le aree di competenza nelle quali il percorso si muove sono: Presentazione di sé; Comprendere i diversi punti di vista rispetto ad una situazione o alla valutazione di sé; Conoscenza delle proprie conoscenze (e del loro utilizzo); Rafforzamento identitario; Capacità di immaginare il futuro; Individuazione di bisogni e desideri del proprio passato e della relazione con gli altri al proposito; Fronteggiamento (coping); Esercizio di controllo sulla propria vita; Autovalutazione.

I partecipanti al cantiere, dopo aver compreso il quadro di riferimento e osservato la microprogettazione di dettaglio, saranno invitati a sperimentare direttamente alcune attività del laboratorio.

Il percorso è stato sperimentato presso ITG Buonatlenti (Livorno) e ISIS Palli (Livorno) in collaborazione con una rete di scuole del territorio livornese ad opera di Pratika: capofila - Istituto Comprensivo "G. Micali" ; Scuola Media Bartolena (Livorno); ITG Buonatlenti (Livorno); ISIS Palli (Livorno); ITIS Galilei (Livorno); ITC Vespucci (Livorno); Scuola Media Galilei (Cecina); Istituto Comprensivo Mascagni (San Vincenzo); Scuola Media di Venturina; Scuola Media Guardi (Piombino); ISIS Foresi (Portoferraio - Isola d'Elba).

M. Ibrahim e i fiori del Corano. Percorso di orientamento narrativo per la scuola secondaria di II grado

Leonardo Lambruschini

In collaborazione con rete scuole Livorno – capofila I.C. "G. Micali" e Provincia di Livorno

L'intervento, pensato per le classi delle scuole secondarie di II grado, è stato strutturato intorno alla narrazione guida M. Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt, Edizioni E/O, Roma, 2010.

La narrazione in questione, potrebbe essere definita come un "romanzo di formazione". L'obiettivo principale è quello di orientare alla scelta e tracciare ideali unioni tra l'esperienza formativa scolastica dei ragazzi e quella che è la loro idea di futuro, con una forte valenza evocativa rispetto alle esperienze personali dei ragazzi di questa fascia di età. Il percorso collegato a questo romanzo ha come obiettivi principali: conoscersi meglio (auto-percezione, area dell'identità), sapersi rappresentare e raccontare (conoscenza e gestione dei registri di comunicazione), saper immaginare il controllo e percepire la propria influenza rispetto ad esso (area del controllo e dell'empowerment).

Le aree di competenza nelle quali il percorso si muove sono:

  • Presentazione di sé;
  • Comprendere i diversi punti di vista rispetto a una situazione o alla valutazione di sé; Conoscenza delle proprie conoscenze (e del loro utilizzo); Rafforzamento identitario;
  • Capacità di immaginare il futuro;
  • Individuazione di bisogni e desideri del proprio passato e della relazione con gli altri a proposito;
  • Fronteggiamento (coping);
  • Esercizio di controllo sulla propria vita;
  • Autovalutazione.

I partecipanti al cantiere, dopo aver compreso il quadro di riferimento e osservato la micro-progettazione di dettaglio, saranno invitati a sperimentare direttamente alcune attività del laboratorio.

Il percorso è stato sperimentato da Pratika presso Liceo "Foresi " (Portoferraio-Isola d'Elba).

LA VITA NON È UN FILM!™

Matteo Bortolotti e Paolo Vergnani

Come affrontare le avventure entusiasmanti della vita, come diventarne l'eroe e l'autore, e cambiare il finale di quelle meno entusiasmanti.

La vita non è un film. Oppure sì. A volte la realtà supera la fantasia, perché certe cose sono più facili da spiegare in una sceneggiatura piuttosto che a se stessi.

Il modo in cui ci raccontiamo quello che succede – dai piccoli episodi di ogni giorno alle grandi sfide, dai traumi

che ci hanno segnato ai bruschi cambiamenti ai quali abbiamo

dovuto far fronte, - spesso influisce su di noi lasciandoci segni addosso che possono non essere quelli che avremmo voluto. Capita che a volte dobbiamo raggiungere un obiettivo e ci perdiamo in un bicchiere d'acqua, e rischiamo di affogarci perché non sappiamo costruire un salvagente, non vediamo il bordo del bicchiere, non ci orientiamo tra le onde di quello che ci sembra un grande mare indomato. 'La vita non è un film' è un esperimento di comunicazione e di problem solving, di narratologia e di strategia, un nuovo strumento che ci permette, entrando dentro ai meccanismi della creatività, capendo come da sempre si sono raccontate le storie, dal cinema alla letteratura, dalla poesia al mito, di tracciare la mappa di un viaggio dentro noi stessi. Il viaggio eterno dell'uomo alla scoperta e alla risoluzione di sé.

Uno scrittore esperto in tecniche narrative va dallo psicologo, e non è uno psicologo qualunque, ma un maestro nella risoluzione dei conflitti. Perché alla base di ogni storia c'è un conflitto, e i due dovranno affrontarne parecchi. Primo fra tutti, quello tra le loro diverse visioni del mondo. Ma finzione e realtà sono poi così distanti?

Una sfida fra due professionisti, uno spettacolo interattivo, un metodo per vedere le cose da altri punti di vista, per cambiare efficacemente il proprio film e renderlo un vero campione d'incassi.

Generazione A. Percorso di orientamento narrativo per l'università

Federico Batini

Sperimentato alla Facoltà di Scienze dell'Educazione – Università di Perugia

L'intervento è pensato per studenti universitari (sperimentato il 19 e 20 gennaio 2011 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Perugia e condotto da Federico Batini che lo ha ideato).

L'obiettivo principale è quello di orientare alla progettazione del proprio futuro e dunque a rivedere e ripensare il proprio tragitto formativo in relazione agli obiettivi futuri.

La narrazione guida è: Generazione A, di Douglas Coupland, Edizioni ISBN, Milano, 2010.

Si tratta di un laboratorio breve, di 10 ore, all'interno del quale, tramite la narrazione guida che fornisce una serie di stimoli di livello metaforico e metanarrativo ed attraverso otto schede attività si riflette sull'uso delle storie nella propria vita, sulla funzione che esse rivestono, sull'esplorazione della propria identità, sulle preoccupazioni e sull'ansia rispetto al futuro, sul giudizio e sul prendere decisioni. All'interno del cantiere saranno fornite indicazioni pratiche sulla possibilità di utilizzo con studenti universitari di questo cantiere e verranno sperimentate direttamente alcune attività con illustrazione delle modalità di conduzione e riflessione sugli effetti.

Il cantiere è organizzato in 4 sessioni:

Prima sessione – Presentazione: i percorsi con narrazioni guida (durata: circa 45 minuti)

Seconda sessione – Generazione A- sperimentazione di micro attività del percorso (durata: circa 1 ora e 30 minuti)

Terza sessione – Conclusioni ed indicazioni operative (durata: circa 45 minuti)

Durata complessiva del laboratorio: circa 180 minuti.

Storie che crescono. Letture e storie per bambini 0-3

Federico Batini, Gianni Bruschi, Francesco Botti

In collaborazione con Koinè e LaAV

Il Cantiere nasce dall'intervento di formazione insegnanti per la sperimentazione del metodo dell'orientamento narrativo nei nidi Koiné.

L'intervento è stato realizzato all'interno del Piano formativo "Koinè in formazione", finanziato sul FONDO DI ROTAZIONE FONCOOP Avviso 12.

Il cantiere è pensato come un laboratorio sulle funzioni che le storie hanno nella fascia di età degli 0-3 anni ove spesso viene sottovalutata la possibilità di comprensione e di fruizione da parte dei bambini delle storie.

Si sottolineeranno le funzioni fondamentali delle storie in una fase di sviluppo molto importante come quella degli 0-3 anni ponendo attenzione alle ricerche più attuali ed agli effetti della lettura ad alta voce.

All'interno del cantiere saranno fornite anche indicazioni pratiche sull'utilizzo della voce, sull'interpretazione, sull'utilizzo dei toni e dei ritmi nella lettura rivolta a quella fascia di età che sarà possibile sperimentare direttamente. Non mancheranno indicazioni sull'uso della voce e sulla respirazione. Nella parte finale saranno spiegate e proposte anche alcune attività con le storie già sviluppate e/o proposte all'interno dei nidi Koiné rivolte alla stessa fascia di età.

Il cantiere è organizzato in quattro sessioni:

Prima sessione – Presentazione: la funzione delle storie (durata: circa 45 minuti)

Seconda sessione – Tecniche ed esercizi di lettura ad alta voce (durata: circa 1 ora e 15 minuti)

Terza sessione – Attività con le storie (durata: circa 45 minuti)

Quarta sessione - Conclusione (durata: circa 15 minuti)

Durata complessiva del laboratorio: circa 180 minuti.

Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Un'esperienza autobiografica al Centro di Salute Mentale

Bianca Pananti, Irene Massetti

Dipartimento di Psicologia – Università degli Studi di Firenze

Un laboratorio autobiografico è uno spazio in cui si parla di sé in forma narrativa. Esso si può realizzare sia in un contesto di gruppo che individuale e pertanto si prefigge scopi ed obiettivi differenti a seconda dell'ambito in cui viene realizzato (scuola, comunità educative minorili, Centri di Salute Mentale).

Verrà illustrata ai partecipanti la modalità di realizzazione, in tutte le sue fasi, di un laboratorio autobiografico in ambito psichiatrico fino alla costruzione di un vero e proprio "libretto autobiografico", tappa conclusiva dell'intero percorso.

Dopo aver descritto le principali tecniche per la raccolta del materiale autobiografico, farà seguito una parte pratica dove verranno presentati in gruppo specifici esercizi autobiografici finalizzati a sperimentare su di sé la valenza educativa e terapeutica del metodo narrativo.

Centocinquanta. Le storie d'Italia raccontate dagli scrittori contemporanei

Vanessa Roghi

In collaborazione con Gush

"150. LE STORIE D'ITALIA" è un progetto che ha portato alla produzione di 8 DVD distribuiti in edicola a partire mese di aprile 2011 con l'Espresso. Attraverso la narrazione dei momenti cruciali della nostra storia, Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Alessandro Baricco, Dacia Maraini, Sandro Veronesi, Giancarlo De Cataldo, Francesco Piccolo raccontano le storie degli uomini e delle donne che hanno fatto l'Italia, ossia gli aspetti più umani della storia nazionale, la forza e la debolezza di un popolo, i cambiamenti sociali, le vicende personali che hanno modificato il corso degli eventi. La cura del progetto è affidata allo scrittore Andrea Camilleri e allo storico Giovanni De Luna. Gli otto filmati che costituiscono la serie 150 sono prodotti da Gush. In essi confluiscono le immagini degli autori e quelle delle Teche Rai e dell'Istituto Luce. La regia del progetto è di Franco Angeli. La ricerca e la cura dei materiali d'archivio sono di Vanessa Roghi.

L'obiettivo di 150 è affidare la trasmissione del sapere storico ai grandi comunicatori odierni che, infrangendo la rigidità dell'accademia e la superficialità del senso comune, tracciano un affresco storico emozionante e avvincente, e quindi accessibile al grande pubblico.

Il valore aggiunto rispetto ad altri programmi di storia è quello di proporre una "sfida tra narrazioni", incrociando i percorsi della letteratura e della storiografia, del romanzo e della ricerca, e confrontandoli sul terreno strategico della memoria. Gli scrittori coinvolti hanno affrontato questi temi nei loro romanzi.

La scelta degli argomenti pone l'accento su episodi determinanti della storia italiana e sugli avvenimenti che hanno contribuito a costituire un'identità nazionale e un tessuto sociale comunitario.

Questi i titoli delle puntate:

Andrea Camilleri – I mille, la Sicilia, l'Unità

Carlo Lucarelli – Adua: la sconfitta di un'utopia

Melania Mazzucco – Emigranti: la ricerca della felicità

Alessandro Baricco – Caporetto: il racconto di un'infamia

Dacia Maraini – La vergogna delle leggi razziali

Sandro Veronesi – Gli italiani invisibili del boom economico

Giancarlo De Cataldo – Il terrorismo e il caso Moro: un Paese interrotto

Francesco Piccolo – La televisione che ci ha cambiati.

A partire dall'illustrazione del progetto e dalla visione di spezzoni di filmati, il cantiere intende fornire stimoli e strumenti utili all'utilizzo di audiovisivi nella didattica della storia con approccio narrativo.

Suonare come parlare. Il metodo Suzuki per l'apprendimento della musica come lingua materna

Carolina Scaglioso e Alessio Nacuzzi

ll metodo Suzuki, conosciuto anche come metodo madrelingua, elaborato dal violinista giapponese Shinichi Suzuki nel 1929, si basa sull'idea che la musica possa essere appresa in modo del tutto naturale, secondo gli stessi meccanismi che guidano l'apprendimento della lingua madre da parte del bambino. La musica è vissuta come un gioco, in compagnia dei genitori, che partecipando in modo attivo all'apprendimento, creando un clima incoraggiante e rassicurante. Il percorso di apprendimento parte dai suoni prima che dalla notazione, come gli uccelli che imparano a cantare per imitazione, stando vicino ad un altro uccello abile nel canto " il maestro cantore" il quale, in termini costruttivistici, assume il ruolo di sostegno degli apprendimenti fino a quando l'usignolo "allievo" non è capace di cantare da solo.

Il metodo, tuttavia, non si propone unicamente come percorso finalizzato allo studio di uno strumento musicale. Infatti la musica viene vista come indispensabile mezzo di formazione umana, cammino che sviluppa capacità diverse: dalla memoria alla sensibilità ritmica, alla disciplina nello studio, alla socializzazione.

La finalità ultima non è ottenere che il bambino sappia suonare più o meno bene uno strumento, ma far sì che la musica e la pratica strumentale ne facilitino e ne sviluppino, ma far sì che la musica e la pratica strumentale ne facilitino e ne sviluppino la personalità nel modo più armonico e completo possibile, pur nel rispetto degli stili cognitivi di ognuno.

Il cantiere intende mostrare, attraverso la pratica, le possibilità di sviluppo offerte dal metodo e, in generale, dall'adozione di pratiche costruttiviste e cooperative nell'apprendimento dei linguaggi.

Storytelling management

Andrea Fontana

In collaborazione con Associazione Industriali di Grosseto

Lo storytelling è ormai pervasivo della vita umana, dalla vita personale a quella lavorativa, quotidianamente ci confrontiamo con storie perché la nostra realtà, e in primis la nostra mente, hanno una struttura discorsiva. Ma lo storytelling non significa solo saper raccontare storie.

Oggi si parla di "Scienze della narrazione" e "Storytelling skills" cioè un vero e proprio sistema metodologico che permette di presidiare, gestire e controllare le dinamiche narrative che intessono le nostre realtà.

In particolare le organizzazioni contemporanee sono sempre più caratterizzate da dinamiche narrative che riguardano i processi interni ed è in questo quadro che lo Storytelling Management si inserisce offrendo una serie di competenze chiave per gestire le complesse dinamiche organizzative.

Le applicazioni dello Storytelling nelle organizzazioni riguardano:

• Definizione dei Principi Strategici

• Creazione di strategie per il Brand Management

• Progetti di Comunicazione Integrata (interna ed esterna)

• Approccio per il potenziamento dell' Education Training

• Modelli di riferimento per lo sviluppo del Product Design

I partecipanti saranno quindi introdotti alle strutture metodologiche dello Storytelling e avranno la possibilità di approfondire la conoscenza della disciplina attraverso la visione di una case history relativa ad alcune applicazioni operative nelle organizzazioni.

Il cantiere sarà quindi organizzato in 3 sessioni:

Prima sessione – Lo storytelling e le narrazioni pervasive

(durata: circa 30 minuti)

Seconda sessione – Le storytelling skills e la gestione delle dinamiche organizzative

(durata: circa 45 minuti )

Terza sessione – Applicazioni operative e conclusioni

(durata: circa 45 minuti)

Durata complessiva del laboratorio: circa 120 minuti.

La pratica dell'assessment. La relazione interpersonale quale strumento per lo sviluppo del potenziale individuale

Antonio Capone

La pratica dell'assessment si è sviluppata nei contesti produttivi quale strumento per la individuazione dei comportamenti dei singoli inseriti in contesti complessi e diversi rispetto alle posizioni e prestazioni svolte comunemente nelle proprie organizzazioni. L'assessment si basa sull'utilizzo delle tecniche audiovisive quali supporto per la registrazione, validazione e analisi dei comportamenti dei singoli inseriti in contesti originali e complessi. La relazione interpersonale, nell'assessment, assume valore di stimolo e contesto nell'ambito del quale i soggetti esprimono le loro performance che sono successivamente analizzate, sotto la guida dell'assessor, sulla base di specifiche griglie di osservazione.

La pratica dell'assessment, rappresenta uno strumento di valutazione ma al tempo stesso di verifica e crescita dei soggetti che hanno l'opportunità di essere guidati attravero metodi di autovalutazione.

L'esperienza di laboratorio proposta permetterà ai partecipanti di cimentarsi in una classica sezione di assessment in cui verranno proposte occasioni di relazioni interpersonali finalizzate al raggiungimento di un obiettivo. i prodotti audiovisivi scaturiti dall'esperienza verranno successivamente analizzati dal gruppo di lavoro.

Animazione

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Partecipazione

Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa (18/01/2006)

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