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Il Cantiere Narrativo si svolgerà a Grosseto

Scrittura creativa in musica. Da un'attività di musicoterapia all'animazione sociale. Il cantiere narrativo si propone di creare un contesto in cui condividere con altre realtà legate alla salute mentale o all'ambito socio-sanitario in generale (operatori, volontari, utenti, familiari), ma anche cittadini interessati alla musicoterapia, gli argomenti e le modalità di creazione e fruizione musicale del nostro gruppo.

I testi delle canzoni sono scritti dagli utenti e rielaborati durante gli incontri in forma collettiva o individuale, a seconda delle richieste che vengono dall'autore. Sempre durante gli incontri settimanali si esegue un lavoro di scelta del tipo di musiche e stili appropriati al testo proposto. Il lavoro tende quindi a valorizzare quanto più possibile l'identità sonora dell'autore e le musiche che si sono sviluppate hanno delle caratteristiche molto specifiche.

Durante il cantiere ci proponiamo di fare un'introduzione sulla nostra attività attraverso le parole di alcuni membri del gruppo che racconteranno la loro esperienza di scrittura musicale e di animatori musicali, e attraverso l'esposizione più tecnica dei musicoterapisti.

Vorremmo dare visibilità alla nostra specifica attività e spiegare, attraverso l'esperienza diretta, come utilizziamo la musica per fare animazione per il sociale e di quale ritorno positivo e di consapevolezza questa attività e la presenza sul territorio, ha sui membri del gruppo.

Alla fine della discussione si prevede un'esibizione del gruppo.

Animatori del cantiere:
Il gruppo musicale "Liete Dissonanze" è nato nel 2001 da un'attività di musicoterapia all'interno di un servizio della ASL 10 di Firenze. Impegnato inizialmente in attività terapeutico-riabilitative, il gruppo svolge adesso attività di animazione musicale per il sociale con oltre 55 spettacoli svolti. Il gruppo mette in scena poesie e racconti scritti da ciascun partecipante e musicati insieme ai due musicoterapisti, Paolo Pizziolo e Nicola Corti (appartenenti al CETOM). Oltre alla chitarra, basso e batteria, il gruppo è composto da un coro di 14 cantanti. L'attività del gruppo consiste nelle prove musicali del venerdì, negli incontri di espressione teatrale del lunedì e nei concerti pubblici. Il gruppo ha pubblicato 2 CD: "Liete Dissonanze" e "MusicaMente".

Animazione

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Partecipazione

di Michela Alviani

La partecipazione alla società ha inizio nel momento in cui il bambino viene al mondo, e si scopre capace di influenzare gli eventi con il pianto e con i gesti. Il grado e la natura di tale influenza variano in relazione alla cultura o alla particolarità della famiglia in cui egli viene a trovarsi.

Dunque, partecipare fin da piccoli si può, basta trovare la strategia e gli strumenti appropriati per coinvolgere e stimolare i bambini. Chiaramente va posta attenzione a non attribuire loro il ruolo di adulti, rendendoli partecipi di troppe iniziative che magari non sono alla loro portata. (Lorenzo,1998; Rossi, 2005)

I bambini hanno una peculiare attitudine alla ricerca e alla progettualità, mostrano sensibilità ai bisogni dei più deboli e dei diversi, sono dei suggeritori continui di interessi. Inoltre, possiedono una naturale capacità di coinvolgere altre fasce di età ed altre categorie sociali, fungendo da catalizzatori nei processi partecipativi.

Assumere come punto di partenza lo sguardo, il pensiero, la parola, il gesto di un bambino, avvicinarsi al suo linguaggio verbale, visivo e corporeo, possono rendere alcune situazioni molto più semplici di come appaiono all'occhio adulto.

È meraviglioso osservare come coloro che sono considerati minori, in quanto ad età, siano capaci di mettere in difficoltà i grandi con la loro essenzialità di linguaggio, meravigliandosi, inoltre, per l'incapacità degli adulti di agire, di pensare alle piccole cose e di risolvere i problemi tramite azioni semplici.

È dunque importante quanto mai necessario assicurare il diritto di partecipazione dei bambini a tutte le questioni che riguardano la loro vita, nel gioco come nello studio, in famiglia come nella società. Ma questo può essere garantito dalle Agenzie educative che del bambino si occupano sin dalla primissima infanzia. Deve essere programmato un percorso di crescita che miri all'autodeterminazione del bambino, un processo mirato a rendere capace il soggetto di esercitare influenze sulla propria vita, di compiere scelte, di accogliere il punto di vista altrui e di saper trovare soluzioni pratiche ed immediate a situazioni problematiche. (Batini, Capecchi, 2005)

La partecipazione dei bambini alla vita sociale e scolastica può avvenire a vari livelli e si può manifestare in molteplici forme. Roger Hart, esperto internazionale dei diritti dell'infanzia e della partecipazione, nel 1991 ha elaborato una Scala che misura il grado in cui i bambini vengono coinvolti dagli adulti.

I livelli della Scala della Partecipazione sono otto, raggruppati in due aree, quella della Partecipazione e quella della Non-partecipazione. I primi tre livelli rappresentano forme illusorie di coinvolgimento e riguardano quelle situazioni in cui gli adulti utilizzano i bambini per un proprio tornaconto, per rafforzare un'idea o per fungere da simboli durante incontri pubblici. Entrando, invece, nel merito dei modelli di partecipazione vera e propria, si passa a quelle situazioni in cui i bambini sono investiti di un ruolo all'interno di un progetto, vengono consultati, possono partecipare alla condivisione degli obiettivi e alle decisioni operative del progetto stesso. Il più alto livello di partecipazione si raggiunge quando i progetti sono pensati e gestiti dai giovani i quali coinvolgono gli adulti, dando vita ad un ribaltamento di ruoli. (Hart, 1992)

Riferimenti:

Batini, F., Capecchi, G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attività per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale, Eickson, Trento.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innoce nti, Firenze.

Lorenzo R., (1998), La città sostenibile. Partecipazione, luogo, comunità, Eleuthera, Milano.

Rossi F., (2005), Di chi è la scuola? La partecipazione responsabile dei bambini, Carocci Faber, Roma.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

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Orientamento

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