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Conclusi

Esperto consulente di orientamento - Edizione 2009/2010

Consulente di Orientamento

Chi è il Consulente di Orientamento: E' una professionalità che opera nel settore dei servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale. Interviene a supporto dei processi decisionali nelle scelte scolastico-formative e nella maturazione di progetti professionali verso o sul lavoro. Rielabora le storie formative/lavorative personali e prefigura le traiettorie di sviluppo secondo le opportunità lavorative e coerenti con l'identità del soggetto. Svolge il counselling orientativo, bilancio di competenze e counselling di carriera...

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Dispersione, bullismo, omofobia, intercultura

Bullismo
Corsi di formazione gratuiti finanziati dal Fondo Sociale Europeo per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sui temi della dispersione scolastica, il bullismo, l'omofobia e l'intercultura. I corsi saranno attivati nella provincia di Arezzo in 4 zone: Arezzo, Valdichiana, Casentino, Valdarno. Pratika è accreditata dal MIUR per la formazione del personale scolastico pertanto questa iniziativa formativa dà diritto, agli insegnanti che vi partecipano, al riconoscimento dell'esonero dal servizio.
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Tecnico qualificato per l'animazione di comunità - Edizione 2009/2010

Animatore di comunità

Chi è l'Animatore di Comunità: E' una professionalità che opera nel settore della sanità e dell'assistenza sociale. Promuove lo sviluppo della crescita personale, dell' inserimento e della partecipazione sociale dei soggetti. Definisce interventi educativi, sociali e culturali rispondenti ai bisogni e promuove momenti di animazione, comunicazione interpersonale, dinamica di gruppo, attività ludiche. Opera assumendo le responsabilità connesse al ruolo tecnico che svolge, ivi compreso il proprio aggiornamento professionale...

 

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L'Isola sconosciuta

Percorsi di accoglienza ed orientamento per le scuole medie superiori ed inferiori

L'isola sconosciuta

Il progetto si rivolge a 6 gruppi classe  tre delle medie inferiori (due istituti coinvolti) e tre delle medie superiori (due istituti coinvolti). Ognuno dei gruppi classe usufruirà di un intervento di 30 ore: 6 incontri da 5 ore. Sono previste tre azioni: un’azione rivolta ai ragazzi delle scuole superiori (ripetuto per le tre classi), un’azione rivolta  ai ragazzi delle scuole medie (ripetuta per le tre classi) ed un’ azione rivolta ai genitori.

 

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Riscrivere la dispersione

Riscrivere la dispersione

Un percorso di prevenzione del disagio e della dispersione scolastica sviluppato con metodologie narrative in una logica di integrazione tra operatori, studenti e docenti delle classi coinvolte. Nel dettaglio sono stati coinvolti 4 gruppi classe per 200 ore di cui: 20 ore di rilevazione (ex ante, in itinere, ex post, ex post dopo alcuni giorni), 80 ore di percorso, 100 ore di colloqui individuali...

 

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Insieme

Percorso per ragazzi e ragazze

1° FASE – TEAM BUILDING E ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’ (5 ore)

Presentazione del percorso e del progetto, presentazione dei partecipanti, evidenziazione delle attese e delle motivazioni, conoscenza reciproca, costruzione del gruppo, organizzazione attività...

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Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta an che noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Dal 2000 al 2007, in Europa, i minori che hanno abbandonato la scuola sono diminuiti ma, nonostante tutto, i numeri degli abbandoni sono ancora alti: 14,8%. Lo dice il primo Rapporto...
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Formazione

Il Metodo Delphi, con la sua particolare struttura, consente, tramite la somministrazione ripetuta di questionari, di ottenere non soltanto opinioni singole, ma di sollevare un confronto...
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Orientamento

Dunque le strutture narrative, derivanti dai concetti di schemi di storie, di modelli mentali, di sistemi funzionali della memoria, sono forme universali attraverso le quali le persone compre...
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