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Circoli di studio gratuiti finalizzati alla conoscenza della cultura del lavoro

Grazie al finanziamento dell'Amministrazione Provinciale di Siena con risorse FSE l'agenzia Pratika propone questi 6 circoli di studio che si ripeteranno identici nell'area Amiata Val D'Orcia e nell'area Valdelsa (città di riferimento sono Montalcino e Poggibonsi senza escludere lo svolgimento dei circoli in altre città e paesi delle due aree coinvolte).

I CIRCOLI SONO UN'ATTIVITA' DI FORMAZIONE IN CUI IL PROTAGONISMO E' LASCIATO AI CITTADINI PARTECIPANTI. LA PARTECIPAZIONE E' COMPLETAMENTE GRATUITA MA E' RICHIESTA LA FREQUENZA REGOLARE. PER L'ISCRIZIONE OCCORRE COMPILARE UN MODULO REGIONALE CHE POTRA' ESSERE RICONSEGNATO ALL'ASSOCIAZIONE PRATIKA O ALLE DUE AMMINISTRAZIONI COMUNALI MENZIONATE AL QUALE SI DOVRA' ALLEGARE IL PROPRIO CURRICULUM VITAE, LA COPIA FRONTE RETRO DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA', UNA BREVISSIMA LETTERA IN CUI SI SPIEGANO LE PROPRIE MOTIVAZIONI ALLA FREQUENZA DEL CIRCOLO STESSO. AD OGNI CIRCOLO SONO AMMESSE 12 PERSONE.

Ogni circolo ha la DURATA COMPLESSIVA di 26 ORE (13 con un esperto del tema e 13 in cui gli stessi partecipanti, con l'assistenza di un tutor approfondiscono l'argomento).

A CONCLUSIONE DEL PROGETTO A POGGIBONSI SI SVOLGERA' UN SEMINARIO PER PRESENTARE TEMI E RISULTATI DEI 12 CIRCOLI (6 AREA VALDELSA E 6 AREA AMIATA, VAL D'ORCIA). PER PARTECIPARE AI CIRCOLI OCCORRE AVER COMPIUTO 18 ANNI ED ESSERE DISPONIBILE ALLE FREQUENZA REGOLARE.

I CIRCOLI PREVISTI IN ENTRAMBE LE AREE SONO:

1 "Informare e Orientare al Lavoro"

Molti cercano un'occupazione o, insoddisfatti della propria, di collocarsi diversamente, ma come si fa a cercare lavoro? Quali sono le informazioni necessarie? Come si costruisce un progetto su di sé? Il circolo affronterà le modalità essenziali per cercare lavoro e le informazioni che servono per farlo. A ciascun partecipante verranno offerti stimoli e strumenti per riflettere sul proprio progetto professionale e personale. Si lavorerà inoltre sulle tecniche di ricerca attiva del lavoro. Previsto l'uso di film e racconti come esempi rispetto alle varie dimensioni.

2 "Comunicare per farsi comprendere"

Come si può comunicare meglio? Come si possono evitare incidenti di comunicazione? Cosa significa entrare in relazione con gli altri? Il circolo ha come obiettivo quello di incrementare le competenze comunicative di ciascun soggetto a partire da stimoli di tipo narrativo, migliorare le capacità comunicative ha effetti sulle nostre relazioni, sui risultati professionali, sul nostro futuro. Verranno utilizzati come strumenti: il fotolinguaggio, la lettura ad alta voce, la scrittura creativa...

3 "La logica per la matematica, le scienze e la tecnologia"

Quante persone abbiamo sentito affermare: "la matematica non fa per me"? Il pensiero matematico consente di risolvere una serie di situazioni quotidiane. Attraverso giochi ed attività divertenti come esperimenti, racconti ed altro verranno affrontati i fondamenti della logica matematica, scientifica, tecnologica utili nella vita di ogni giorno. L'obiettivo è non dire mai più: "non sono portato per la matematica", ma iniziare a vederla come una cosa divertente attraverso la quale si possono risolvere situazioni problematiche della vita di ogni giorno.

4 "Imparando"

Troppo spesso il concetto di imparare è legato soltanto alla dimensione scolastica e ad una concezione negativa. Imparare è invece una cosa molto pratica e divertente. Non si impara solo a scuola, si impara nella vita di tutti i giorni, in ogni gesto ed in ogni azione, relazione o altro con cui ci confrontiamo. Sapremmo dire perché alcune cose le impariamo facilmente ed altre no? Come è possibile fare tesoro delle nostre esperienze e farle diventare punti di forza? Come si possono ottenere migliori risultati di apprendimento in tempo minore? Come si può guidare il nostro apprendimento e rafforzarlo? In un modo divertente, utilizzando storie e giochi affronteremo questo tema essenziale per la vita di ogni giorno.

5 "Intraprendo"

Come è possibile costruirsi da soli un lavoro? Che cosa è necessario (oltre ai permessi burocratici) per un'attività imprenditoriale? Serve senza dubbio un'idea, un progetto, ma quali sono le caratteristiche personali che ci permettono di avviare qualcosa che abbia una durata? Come si traducono, più in generale, le nostre intenzioni in azioni? Il circolo proporrà una serie di attività e strumenti che ci permetteranno sia di conoscere le nostre abilità di iniziativa e imprenditorialità sia di potenziarle.

6 "Mi esprimo"

La capacità di esprimersi in maniera efficace è una delle competenze più importanti nella vita di un soggetto. Non soltanto nell'ambito lavorativo, ma in qualsiasi ambito è molto importante (basta pensare soltanto all'ambito affettivo) esprimersi correttamente e in modo da farci comprendere dagli altri. In questo circolo rifletteremo (e le miglioreremo) sulle capacità di espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un'ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.

SCARICA LE INFORMAZIONI E I MODULI PER L'ISCRIZIONE PER LA ZONA AMIATA VAL D'ORCIA | VALDELSA

OGNI CIRCOLO VERRA' DUNQUE RIPETUTO NELL'AREA DELLA VALDELSA E DELL'AMIATA-VAL D'ORCIA. ISCRIZIONE, MATERIALI DIDATTICI E PARTECIPAZIONE AI CIRCOLI SONO COMPLETAMENTE GRATUITI

Siena

Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta an che noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Le slide dell'intervento di Alessio Surian dal titolo Lavorare con la diversità culturale nella scuola.Alessio Surian, ricercatore in Didattica e...
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Formazione

Le presentazioni utilizzate in aula sono uno strumento efficace di cui, frequentemente, si abusa. La maggior parte delle persone che devono svolgere una lezione si avvale di computer e proiettore per affiancare il proprio insegnamento quando, nella maggioranza dei casi, questo potrebbe essere benissimo svolto con l'utilizzo di lavagna a fogli mobili e poco altro. Leggi tutto  

Orientamento

Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 - "Integrare maggiormente l'orientamento permanente...
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