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Registrazione e missaggio audio

SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLA 1° EDIZIONE (2012)

Inizio: MARZO 2012

Chi è l'Addetto Registrazione e missaggio audio: Si occupa delle produzioni sonore dal vivo (durante rappresentazioni teatrali, concerti, film, trasmissioni radiofoniche o televisive), delle registrazioni musicali, dal vivo e in studio (destinate per esempio ad essere pubblicate come CD), e della composizione e del mixaggio di musiche ed effetti sonori utilizzati nei prodotti multimediali (sound editor). Nella produzione dal vivo è responsabile dell'output sonoro di una produzione teatrale, cinematografica o televisiva e utilizza diffusamente il suono digitale, che viene prodotto e registrato in formato elettronico utilizzando il computer e software dedicati

Alcune informazioni sul corso

Durata: 120 ore

Numero minimo e massimo di allievi: 9 - 15

Periodo svolgimento indicativo: gennaio 2012 - aprile 2012 (il periodo di svolgimento è indicativo e va dall'inizio del corso all'esame conclusivo)

Requisiti di accesso e eventuali criteri di selezione: Titolo di istruzione secondaria superiore o almeno 3 anni di esperienza lavorativa nell'attività professionale di riferimento o possesso delle competenze di livello 2 EQF da accertare attraverso procedura di valutazione delle competenze in ingresso.Nel caso in cui si presentassero un numero di domande superiori ai posti previsti, si procederà a strutturare un test di valutazione attitudinale ed un colloquio individuale. Sulla base dei risultati di test e colloqui, verrà stilata una graduatoria di ammissione al corso.

Finanziamenti attiviServizio riconoscimento crediti in entrata per l'esonera dalla frequenza delle UF
Il riconoscimento dei crediti verrà effettuato attraverso una verifica condotta da personale qualificato dell'agenzia formativa e dal docente di riferimento della UF interessata. La verifica sarà effettuata attraverso l'analisi documentale (attestati rilasciati da istituzioni scolastiche agenzie formative o università) e attraverso un colloquio individuale.

Competenze conseguibili: L'utente sarà in grado di assemblare armonicamente le tre differenti fonti sonore (voci, effetti e musiche) che compongono l'audio della produzione (cinema e tv); effettuare l'equalizzazione e il mixaggio finale del prodotto audio; pulire le tracce da rumori e imperfezioni sonore; realizzare una colonna sonora assemblando una serie di brani musicali e una sezione di accompagnamento (cinema); sincronizzare la parte sonora con la produzione in video

 

L'Associazione Pratika organizza, in virtù del "riconoscimento" concesso, ai sensi della legge regionale 26/07/02 n. 32/02 lettera b) comma 1 art. 17 e succ. modifiche, dalla Provincia di Arezzo con determinazione dirigenziale del Servizio FP n.600/FL del 09/09/2011, il corso matricola 2011AR0487 Certificazione competenze in REGISTRAZIONE E MISSAGGIO AUDIO

E' possibile richiedere voucher per la formazione individuale o altri tipi di finanziamenti  in diverse province italiane. Pratika offre consulenza gratuita per la richiesta di Voucher formativi e altre forme di finanziamento relative ai corsi proposti  

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Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta an che noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

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