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Matrice di Eisenhower

di Simone Cini

La matrice di Eisenhower è un supporto alle decisioni. La schematizzazione aiuta nell'individuazione più appropriata di cosa e quando fare qualcosa.

matricedieisenhower01

Dallo schema sopra, dove si intrecciano importanza ed urgenza della cosa da fare, abbiamo quindi quattro situazioni possibili:

  1. Importante ed Urgente
  2. Importante e Non urgente
  3. Non importante ed Urgente
  4. Non importante e Non urgente

Che daranno come risultato:

matricedieisenhower02

Scegliendo come criterio d'ordine l'importanza

  1. Nel caso 1 quindi non abbiamo nessuna possibilità di fuga, l'unica nostra scelta possibile è quella di agire.
  2. La non urgenza del caso 2, vista l'importanza, ci da la possibilità di pianificare.
  3. Del resto non posso nemmeno distruggermi l'esistenza quindi, caso 3, visto soltanto il criterio temporale delego ad altri o, al limite, lo rimando al primo momento libero.
  4. L'ultimo, il caso 4, l'oggetto dell'attenzione essendo privo di importanza e di urgenza non sarà preso in considerazione. Al limite potrà essere delegato ma, spesso, si tratta di un eccesso di scrupolo in quanto è meglio eliminare quello che può essere eliminato.

La schematizzazione qui proposta serve soltanto ad inquadrare e rendere evidente come impieghiamo le nostre risorse e può essere un buon punto di partenza nei corsi di gestione del tempo.

Vi sono, infatti, alcune cose su cui è bene porre attenzione:

  1. C'è una certa tendenza a dare più valore alle cose Urgenti e Non importanti che a quelle Non urgenti e Importanti. Questo avviene perché, frequentemente, abbiamo il tempo come criterio di scelta. Spesso i problemi di tempo nascono proprio dalla confusione che facciamo, e abbiamo, rispetto a queste due aree.
  2. Non sempre è facile delegare gli altri.
  3. Molto spesso le persone tendono a dare troppo valore a quanto invece dovrebbe stare nel settore 4 del nostro schema. Questo perché le cose che qui compaiono potremmo pensarle come di facile realizzazione quindi come punti da segnare subito sensa pensarli come distrattori.

Un buon modo per utilizzare la matrice è quello di organizzarsi:

  1. Elenco delle cose da fare
  2. Ordinare le cose per importanza dimenticando il tempo
  3. Definire le urgenze
  4. Agire

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: ©Materiale prodotto da Associazione Pratika e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

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Partecipazione

di Michela Alviani

"Vogliamo la partecipazione attiva dei ragazzi: maggiore consapevolezza e rispetto fra le persone di ogni età verso il diritto di ogni bambino di partecipare pienamente, nello spirito della Convenzione sui diritti dell'infanzia," era il grido di Severn Cullis-Suzuki, 13 anni, rivolto ai delegati delle Nazioni Unite presenti al Summit della Terra del '92.

I diritti di partecipazione dei bambini rientrano nella più ampia gamma di tutele indicate nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancita dall'ONU il 10 dicembre del 1948. Questi diritti "sono concessi alle persone solo in virtù del fatto che sono esseri umani" (OMS,2004).

Sulla stessa linea si trova Ban Ki-Moon, il Segretario generale dell'ONU, che, in occasione della giornata dei diritti umani, il 10 dicembre 2011, ha lanciato il seguente messaggio:

"I diritti umani appartengono a ciascuno di noi senza eccezioni. Se non li conosciamo, se non pretendiamo che vengano rispettati e se non difendiamo il nostro diritto, e quello degli altri, ad esercitarli, rimarranno solo parole vuote in un documento scritto decine di anni fa" (A.A. V.V. 2011).

Esattamente come gli adulti, i bambini godono di diritti fondamentali: hanno bisogno di nutrirsi, di vestirsi, di una casa, di cure e di protezione. Hanno inoltre il diritto di imparare e di esprimere la propria opinione, e anche quello di divertirsi.

Chiaramente bisogna creare un terreno adatto affinché possa svilupparsi un ottimale processo partecipativo, come ad esempio l'accesso ad una buona informazione e l'utilizzo di spazi, procedure e strumenti che incoraggino, piuttosto che intralciare, il coinvolgimento dei bambini.

Per quanto concerne il diritto al gioco, questo non va negato neanche qualora ci sia necessità di ricoverare un bambino in ospedale. Uno degli articoli della Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale recita così "I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco,ricreazione e studio - adatte alla loro età, sesso, cultura e condizioni di salute - in ambiente adeguatamente strutturato ed arredato e devono essere assistiti da personale specificatamente formato per accoglierli e prendersi cura di loro." (ABIO, 2007)

In riferimento agli spazi educativi che i bambini quotidianamente frequentano, va tenuto conto, nel momento della progettazione e/o disposizione degli ambienti, del diritto di frequentare un ambiente vivibile, funzionale alle loro particolari esigenze e al loro bisogno di sperimentare. Tutto ciò richiama il diritto al gioco e ad una corretta fruizione del tempo libero, il quale andrebbe vissuto con spontaneità e non sulla base di bisogni indotti. La formula della partecipazione dei bambini alla progettazione dei propri spazi di vita risulta, dunque, essere la più adatta per rispondere a queste esigenze.

Anche in situazioni di gravissima povertà e in zone di guerra, in bambini non rinunciano a reclamare il diritto di giocare, di sorridere, di avere dei luoghi belli e tranquilli in cui incontrarsi, impersonando così la speranza per una condizione di vita migliore e più dignitosa. (Hart, 1992)

Riferimenti:

A.A. V.V., (2011), Ban Ki-Moon: "Ancora troppa repressione". L'appello per la giornata dei diritti umani, quotidiano La Repubblica, del 10-12-2011.

Baraldi C., (2001), I diritti dei bambini e degli adolescenti: una ricerca sui progetti legati alla 285, Donzelli, Roma.

Bobbio N., (1992), L'età dei diritti, Einaudi, Torino.

Fondazione ABIO, (2007), Fondazione italiana per il bambino in ospedale.

Harrison G., (2010), "Antropologia e diritti umani dei minori di età", in: Cittadini in crescita, n°3, Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Lansdown G., (2001), Promuovere la partecipazione dei ragazzi per costruire la democrazia, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

OMS, (2004), ICF versione breve: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, Erickson, Trento.

 

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