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Elenco dei corsi conclusi

Nuovi "Circoli di Studio"

Circoli di studioA seguito del grande impatto sul territorio del precedente progetto METTERE IN CIRCOLO l'agenzia formativa Pratika gestirà 8 circoli di studio finanziati dalla Regione Toscana sull'area tematica della cultura e della memoria individuale che si svolgeranno nella provincia di Arezzo (area territoriale dalla quale provengono le richieste)...

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Dispersione, bullismo, omofobia, intercultura

Bullismo
Corsi di formazione gratuiti finanziati dal Fondo Sociale Europeo per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sui temi della dispersione scolastica, il bullismo, l'omofobia e l'intercultura. I corsi saranno attivati nella provincia di Arezzo in 4 zone: Arezzo, Valdichiana, Casentino, Valdarno. Pratika è accreditata dal MIUR per la formazione del personale scolastico pertanto questa iniziativa formativa dà diritto, agli insegnanti che vi partecipano, al riconoscimento dell'esonero dal servizio.
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L'Isola sconosciuta

Percorsi di accoglienza ed orientamento per le scuole medie superiori ed inferiori

L'isola sconosciuta

Il progetto si rivolge a 6 gruppi classe  tre delle medie inferiori (due istituti coinvolti) e tre delle medie superiori (due istituti coinvolti). Ognuno dei gruppi classe usufruirà di un intervento di 30 ore: 6 incontri da 5 ore. Sono previste tre azioni: un’azione rivolta ai ragazzi delle scuole superiori (ripetuto per le tre classi), un’azione rivolta  ai ragazzi delle scuole medie (ripetuta per le tre classi) ed un’azione rivolta ai genitori.

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Riscrivere la dispersione

Riscrivere la dispersione

Un percorso di prevenzione del disagio e della dispersione scolastica sviluppato con metodologie narrative in una logica di integrazione tra operatori, studenti e docenti delle classi coinvolte. Nel dettaglio sono stati coinvolti 4 gruppi classe per 200 ore di cui: 20 ore di rilevazione (ex ante, in itinere, ex post, ex post dopo alcuni giorni), 80 ore di percorso, 100 ore di colloqui individuali...

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Homofobicus? No! Homosapiens!

Percorsi di prevenzione e contrasto del bullismo omofobico a scuola

Il Progetto, proposto dall’Associazione Pratika, finanziato dall’Amministrazione Provinciale di Arezzo,  con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Arezzo - Assessorato Politiche Giovanili, con il coinvolgimento 15 classi degli Istituti Statali Superiori “Fossombroni” e “Piero della Francesca” ed il Liceo Scientifico “Francesco Redi” di Arezzo, con la collaborazione della sezione Aretina di PROTEO mira a ridurre il disagio di studenti e studentesse omosessuali e di abbassare il grado di violenza omofobica, psichica e fisica, nelle scuole oggetto dell’intervento.

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Insieme

Percorso per ragazzi e ragazze

1° FASE – TEAM BUILDING E ORGANIZZAZIONE ATTIVITA’ (5 ore)

Presentazione del percorso e del progetto, presentazione dei partecipanti, evidenziazione delle attese e delle motivazioni, conoscenza reciproca, costruzione del gruppo, organizzazione attività...

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Animazione

Nel ventennio 1984-2004 i paesi dell’Unione Europea sono stati profondamente interessati da riforme dei sistemi di istruzione, in particolare si assiste, assieme alle logiche, e sostanziali...
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Partecipazione

di Michela Alviani

La partecipazione alla società ha inizio nel momento in cui il bambino viene al mondo, e si scopre capace di influenzare gli eventi con il pianto e con i gesti. Il grado e la natura di tale influenza variano in relazione alla cultura o alla particolarità della famiglia in cui egli viene a trovarsi. Dunque, partecipare fin da piccoli si può, basta trovare la strategia e gli strumenti appropriati per coinvolgere e stimolare i bambini. Chiaramente va posta attenzione a non attribuire loro il ruolo di adulti, rendendoli partecipi di troppe iniziative che magari non sono alla loro portata. (Lorenzo,1998; Rossi, 2005)

I bambini hanno una peculiare attitudine alla ricerca e alla progettualità, mostrano sensibilità ai bisogni dei più deboli e dei diversi, sono dei suggeritori continui di interessi. Inoltre, possiedono una naturale capacità di coinvolgere altre fasce di età ed altre categorie sociali, fungendo da catalizzatori nei processi partecipativi.

Assumere come punto di partenza lo sguardo, il pensiero, la parola, il gesto di un bambino, avvicinarsi al suo linguaggio verbale, visivo e corporeo, possono rendere alcune situazioni molto più semplici di come appaiono all'occhio adulto.

È meraviglioso osservare come coloro che sono considerati minori, in quanto ad età, siano capaci di mettere in difficoltà i grandi con la loro essenzialità di linguaggio, meravigliandosi, inoltre, per l'incapacità degli adulti di agire, di pensare alle piccole cose e di risolvere i problemi tramite azioni semplici.

È dunque importante quanto mai necessario assicurare il diritto di partecipazione dei bambini a tutte le questioni che riguardano la loro vita, nel gioco come nello studio, in famiglia come nella società. Ma questo può essere garantito dalle Agenzie educative che del bambino si occupano sin dalla primissima infanzia. Deve essere programmato un percorso di crescita che miri all'autodeterminazione del bambino, un processo mirato a rendere capace il soggetto di esercitare influenze sulla propria vita, di compiere scelte, di accogliere il punto di vista altrui e di saper trovare soluzioni pratiche ed immediate a situazioni problematiche. (Batini, Capecchi, 2005)

La partecipazione dei bambini alla vita sociale e scolastica può avvenire a vari livelli e si può manifestare in molteplici forme. Roger Hart, esperto internazionale dei diritti dell'infanzia e della partecipazione, nel 1991 ha elaborato una Scala che misura il grado in cui i bambini vengono coinvolti dagli adulti.

I livelli della Scala della Partecipazione sono otto, raggruppati in due aree, quella della Partecipazione e quella della Non-partecipazione. I primi tre livelli rappresentano forme illusorie di coinvolgimento e riguardano quelle situazioni in cui gli adulti utilizzano i bambini per un proprio tornaconto, per rafforzare un'idea o per fungere da simboli durante incontri pubblici. Entrando, invece, nel merito dei modelli di partecipazione vera e propria, si passa a quelle situazioni in cui i bambini sono investiti di un ruolo all'interno di un progetto, vengono consultati, possono partecipare alla condivisione degli obiettivi e alle decisioni operative del progetto stesso. Il più alto livello di partecipazione si raggiunge quando i progetti sono pensati e gestiti dai giovani i quali coinvolgono gli adulti, dando vita ad un ribaltamento di ruoli. (Hart, 1992)

Riferimenti:

Batini, F., Capecchi, G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attività per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale, Eickson, Trento.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innoce nti, Firenze.

Lorenzo R., (1998), La città sostenibile. Partecipazione, luogo, comunità, Eleuthera, Milano.

Rossi F., (2005), Di chi è la scuola? La partecipazione responsabile dei bambini, Carocci Faber, Roma.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

Il problema della democratizzazione dei sistemi formativi dovrebbe porsi ai primi posti nelle nostre attenzioni se, come viene continuamente dichiarato, in una pluralità di...
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Orientamento

Dunque le strutture narrative, derivanti dai concetti di schemi di storie, di modelli mentali, di sistemi funzionali della memoria, sono forme universali attraverso le quali le persone compre...
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