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Dispersione, bullismo, omofobia, intercultura

Bullismo
Corsi di formazione gratuiti finanziati dal Fondo Sociale Europeo per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sui temi della dispersione scolastica, il bullismo, l'omofobia e l'intercultura. I corsi saranno attivati nella provincia di Arezzo in 4 zone: Arezzo, Valdichiana, Casentino, Valdarno. Pratika è accreditata dal MIUR per la formazione del personale scolastico pertanto questa iniziativa formativa dà diritto, agli insegnanti che vi partecipano, al riconoscimento dell'esonero dal servizio.

Formazione gratuita per gli insegnanti

Corsi di formazione gratuiti finanziati dal Fondo Sociale Europeo per insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sui temi della dispersione scolastica, il bullismo, l'omofobia e l'intercultura. I corsi saranno attivati nella provincia di Arezzo in 4 zone: Arezzo, Valdichiana, Casentino, Valdarno. Pratika è accreditata dal MIUR per la formazione del personale scolastico pertanto questa iniziativa formativa dà diritto, agli insegnanti che vi partecipano, al riconoscimento dell'esonero dal servizio.

POR FSECorsi finanziati

FSE Investiamo nel vostro futuro Cresce l’Europa, Cresce la Toscana
Il corso è finanziato con le risorse assegnate alla Provincia di Arezzo quale Organismo intermedio del POR Ob.2 Regione Toscana, Reg. n. 1081/2006, cofinanziato dal FSE e FdR di cui all'Asse IV Obs H/7

Bullismo

Disperdere = lat. DISPÉRDERE - p.p. DISPÉRSUS - comp. della partic. DIS indicante divisione e PÉRDERE mandare in malora (v. Perdere). Propr. Spargere, Mandare in parti diverse, per modo che della cosa si perda la traccia; indi Distruggere, Sterminare; ed altresì Far perire in mal modo; altrim. Mandare in perdizione, Sperdere.

Omofobia

Bullo è parola antica che risale al Rinascimento. Tommaso Garzoni la usò in una sua opera monumentale, qui era affiancata a bravazzi, spadaccini e sgherri di piazza. Il primo a registrare questo termine in un dizionario è Alfredo Panzini: lo dice voce romanesca (derivata dal settentrionale bulo) che sta per smargiasso, bravaccio, teppista. Il significato della parola dunque si attacca all’inizio a un’idea di violenza organizzata. Nel Novecento si attenua: indica per lo più soltanto un giovane arrogante, se non addirittura un gagà pacchiano.  Nel secolo scorso si trova attestato in letteratura (da Pasolini) persino un vezzeggiativo: bulletto di provincia. L’etimologia è incerta: arriverebbe dal germanico dell’alto Medioevo BULE che vuol dire intimo amico o dall’inglese BULL toro

Intercultura

Omofobia = dal greco HOMOS stesso, medesimo e FOBOS paura. Letteralmente significa "paura dello stesso", tuttavia il termine "omo" è qui usato in riferimento ad omosessuale. Il termine è un neologismo coniato dallo psicologo clinico George Weinberg nel suo libro Society and the Healthy Homosexual (La società e l'omosessuale sano), pubblicato nel 1971. Un termine precursore è stato omoerotofobia, coniato dal dottor Wainwright Churchill nel libro "Homosexual behavior among males" (Comportamento omosessuale tra maschi), pubblicato nel 1967.

Disagio scolastico

Due termini che spesso vengono confusi e utilizzati come sinonimi: interculturale e multiculturale. In base alla distinzione di ordine concettuale e terminologico proposta dal Consiglio d'Europa nel testo programmatico del 1989, (Conseil de l'Europe, L'education Interculturelle. Concept, context et programme, Strasbourg 1989), il termine multiculturale descrive una situazione di fatto, indica una realtà in cui sono presenti individui e gruppi di etnie e culture diverse. Il termine interculturale ha invece carattere dinamico ed evidenzia le relazioni e i processi che si stabiliscono tra soggetti o gruppi appartenenti a culture o etnie diverse.

Seguendo questo link troverai alcune risorse sui temi trattati nel corso

ZONA ARETINA

CONCLUSO - TUTTI UGUALI, NESSUNO UGUALE - Differenze come risorse

Scarica il modulo d'iscrizione

Area territoriale: Arezzo
Durata:
  • 50 ore di aula
  • 70 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)
  • 10 ore di affiancamento nel luogo di lavoro

Scarica tutte le informazioni

Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Terminologia e costrutti relativi a disagio, dispersione, bullismo
  • Teorie principali di riferimento e spiegazione per i fenomeni del bullismo
  • Tecniche di gestione del bullismo e di intervento contro disagio e dispersione
  • Principi fondamentali di psicologia applicati alle relazioni interculturali
  • Tecniche di ascolto attivo per la gestione del colloquio
  • Tecniche di base della comunicazione per la gestione del colloquio
  • Programmi e sistemi di integrazione interculturale
  • Definizioni scientificamente fondate di sesso biologico, identità sessuale, orientamento sessuale, ruolo di genere
  • Giochi ed attività didattiche sull'accettazione della differenza
  • Storia del pregiudizio e della discriminazione sessuale
  • Sviluppo dell'identità ed evoluzione nel periodo dell'adolescenza

ZONA VALDARNO

CONCLUSO - CON GLI ALTRI - Insieme

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Area territoriale: Valdarno
Durata:
  • 50 ore di aula
  • 71 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)
  • 10 ore di affiancamento nel luogo di lavoro

Scarica tutte le informazioni

Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Terminologia e costrutti relativi a disagio, dispersione, bullismo
  • Teorie principali di riferimento e spiegazione per i fenomeni del bullismo
  • Tecniche di gestione del bullismo e di intervento contro disagio e dispersione
  • Principi fondamentali di psicologia applicati alle relazioni interculturali
  • Tecniche di ascolto attivo per la gestione del colloquio
  • Tecniche di base della comunicazione per la gestione del colloquio
  • Programmi e sistemi di integrazione interculturale
  • Definizioni scientificamente fondate di sesso biologico, identità sessuale, orientamento sessuale, ruolo di genere
  • Giochi ed attività didattiche sull'accettazione della differenza
  • Storia del pregiudizio e della discriminazione sessuale
  • Sviluppo dell'identità ed evoluzione nel periodo dell'adolescenza
ZONA CASENTINO

CONCLUSO - DIFFERENZI-AZIONE - Benessere a scuola

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Area territoriale: Casentino
Durata:
  • 25 ore di aula
  • 15 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)

Scarica tutte le informazioni

Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Terminologia e costrutti relativi a disagio, dispersione, bullismo
  • Teorie principali di riferimento e spiegazione per i fenomeni del bullismo
  • Tecniche di gestione del bullismo e di intervento contro disagio e dispersione

IN SVOLGIMENTO - DIFFERENZI-AZIONE - Conosciamoci

Scarica il modulo d'iscrizione

Area territoriale: Casentino
Durata:
  • 25 ore di aula
  • 32 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)

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Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Modelli di relazione ed accettazione dell'altro.
  • I processi di rispecchiamento e di conflitto.
  • Il confronto ed il conflitto culturale.
  • La negazione dell'altro (“quando l'altro vale zero”).
  • L'ascolto attivo ed il colloquio di mediazione interculturale.
  • Cornici culturali, comprensione e spiegazione.

DIFFERENZI-AZIONE - Identità

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Area territoriale: Casentino
Durata:
  • 25 ore di aula
  • 39 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)

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Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Definizioni scientificamente fondate di sesso biologico, identità sessuale, orientamento sessuale, ruolo di genere.
  • Giochi ed attività didattiche sull'accettazione della differenza.
  • Storia del pregiudizio e della discriminazione sessuale.
  • Sviluppo dell'identità ed evoluzione nel periodo dell'adolescenza
ZONA VALDICHIANA

CONCLUSO - LA SCUOLA CHE CAMBIA - Vivere bene a scuola

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Area territoriale: Valdichiana
Durata:
  • 30 ore di aula
  • 15 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)
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Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Terminologia e costrutti relativi a disagio, dispersione, bullismo
  • Teorie principali di riferimento e spiegazione per i fenomeni del bullismo
  • Tecniche di gestione del bullismo e di intervento contro disagio e dispersione

CONCLUSO - LA SCUOLA CHE CAMBIA - La diversità come risorsa

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Area territoriale: Valdichiana
Durata:
  • 25 ore di aula
  • 32 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)
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Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Modelli di relazione ed accettazione dell'altro.
  • I processi di rispecchiamento e di conflitto.
  • Il confronto ed il conflitto culturale.
  • La negazione dell'altro (“quando l'altro vale zero”).
  • L'ascolto attivo ed il colloquio di mediazione interculturale.
  • Cornici culturali, comprensione e spiegazione.

CONCLUSO - LA SCUOLA CHE CAMBIA - Noi: orientamento sessuale

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Area territoriale: Valdichiana
Durata:
  • 35 ore di aula
  • 39 ore di FAD (Formazione A Distanza da poter svolgere da casa)
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Numero utenti: 15
Contenuti:
  • Definizioni scientificamente fondate di sesso biologico, identità sessuale, orientamento sessuale, ruolo di genere.
  • Giochi ed attività didattiche sull'accettazione della differenza.
  • Storia del pregiudizio e della discriminazione sessuale.
  • Sviluppo dell'identità ed evoluzione nel periodo dell'adolescenza

I DOCENTI

CLAUDIA MAZZESCHI - Professore Associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Perugia. La sua attività di ricerca è suddivisibile nelle seguenti aree d’interesse: L’interazione madre bambino e il suo studio attraverso il gioco del bambino condotto con il metodo osservativo. Il test di Bender (Bender Gestalt Test). Tecniche proiettive e psicodiagnosi. Psicologia Dinamica. Teoria dell’Attaccamento. Genitorialità e funzione riflessiva. Valutazione dell’efficacia della psicoterapia. Prevenzione ed interventi psicoeducativi nei contesti scolastici. Alcune pubblicazioni: Modelli di intervento nella relazione familiare, Lis Adriana; Mazzeschi Claudia; Salcuni Silvia, 2005, Carocci - Breve dizionario di psicoanalisi, Lis Adriana; Zennaro Alessandro; Mazzeschi Claudia, 2003, Carocci.

FEDERICO BATINI - Ricercatore di pedagogia sperimentale presso l’Università di Perugia, direttore dell’agenzia formativa Pratika e dell’associazione culturale Nausika. Presidente nazionale di COFIR, dirige la Rivista Focus on Lifelong, Lifewide Learning (Transeuropa). Fondatore della metodologia dell’orientamento narrativo, ha curato con Renato Zaccaria, Per un orientamento narrativo (Franco Angeli 2000) e Foto dal futuro (Zona, 2002). Tra le ultime pubblicazioni sull’orientamento: con G. Del Sarto, Narrazioni di narrazioni (Erickson 2005), Manuale per orientatori (Erickson 2005), con S. Giusti e G. Del Sarto, Narrazione e invenzione (Erickson 2007) con G. Del Sarto, Raccontare storie. Politiche del lavoro e orientamento narrativo (Carocci, 2007), con S. Giusti L’orientamento narrativo a scuola (Erickson 2008), con M. Gadotti, P. Mayo, P. Reggio, A. Surian, Competenze e diritto all’apprendimento (Transeuropa, 2008) ha scritto L’Isola Sconosciuta (Pensa, 2008), con A. Surian, Storientando (Pensa, 2008) e con Maria D’Ambrosio, Riscrivere la dispersione (Liguori, 2008).

ALESSIO SURIAN - Ricercatore in Didattica e pedagogia speciale dell’Università degli Studi di Padova, collabora con L.P.P., Laboratorio di Politiche Pubbliche, il Consiglio d’Europa e con reti come l’Alleanza Internazionale degli Abitanti in programmi di ricerca e formazione. Fra le sue pubblicazioni recenti: Apprendimento e competenze interculturali, con Anke Miltenburg (EMI, 2002), Un’altra educazione in costruzione (ETS, 2003), OFF THE LINE. L'innovazione educativa nella percezione degli studenti. 20 Scuole europee a confronto, (Pensa MultiMedia, 2004), Lavorare con la diversità culturale (Erickson, 2006).

SIMONE GIUSTI - Dottore di ricerca in italianistica, dirige l’agenzia formativa L’Altra Città. Dopo aver svolto attività di ricerca e di insegnamento nelle Università di Lecce, di Cassino e di Siena ha cominciato a dedicarsi alla teoria e alla didattica della letteratura (La congiura stabilita, Franco Angeli 2005; Linea meridiana, Unicopli 2005) e alle metodologie narrative in formazione e in orientamento (Narrazione e invenzione, Erickson 2007, L’orientamento narrativo a scuola, Erickson 2008). È condirettore della rivista “Per leggere” (Pensa Multimedia).

SARA CIACCI - Docente a contratto di Adolescentologia presso il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze. Lavora per l’Agenzia Formativa dell’Associazione L’Altra Città e dove svolge attività di supporto alla direzione nella progettazione, coordinamento progetti, orientamento/consulenza individuale e di gruppo. Oltre a numerosi articoli su riviste specializzate, ha pubblicato: L’età dell’ansia. Breve guida all'adolescenza (Pensa, 2005), L’educazione nutrizionale pediatrica dalla nascita all’adolescenza: principi e pratica (Piccin, 2005), Accompagnare gli adolescenti (Erickson, 2007).

BARBARA SANTONI -  Psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, responsabile del consultorio della salute dell'associazione  GLBT Ireos di Firenze (www.ireos.org), dove da anni svolge attività di consulenza su tematiche inerenti l'identità sessuale. Titolare di un contratto di insegnamento integrativo sul “Transessualismo e riattribuzione chirurgica di sesso” entro l'insegnamento di Psicologia e Psicopatologia del Comportamento sessuale presso la Facoltà di Psicologia dell'università di Firenze. Ha elaborato e condotto svariati progetti nell'ambito della prevenzione al bullismo omofobico ed educazione alle diversità sessuali nelle scuole medie inferiori e superiori e ha svolto attività di formazione su questi temi in diversi ambiti.

DAVIDE DÉTTORE - Professore associato di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, dove insegna Psicologia e e Psicopatologia del Comportamento Sessuale. Presidente dell’Istituto Miller di Genova, dove svolge attività di psicoterapeuta, è Docente e Supervisore dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e di Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC), della quale è attualmente President Elect, e membro di numerose associazioni scientifiche nazionali e internazionali, fra cui l’International Academy of Sex Research. Svolge il ruolo di coordinatore e supervisore di un reparto specialistico per il trattamento del Dusturbo Ossessivo-Compulsivo presso una clinica psichiatrica di Firenze. Ha pubblicato nove volumi e circa 70 contributi scientifici nel campo della psicologia sperimentale e clinica e della sessuologia.

GABRIELE PRATI - Psicologo, dottore di ricerca in Psicologia Sociale, dello Sviluppo e delle Organizzazioni presso l'Università di Bologna. Attualmente è professore a contratto presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna (Sede di Cesena). E' socio del Centro Italiano di Sessuologia. Ha pubblicato ricerche scientifiche sul tema dell'orientamento sessuale e ha condotto interventi volti alla riduzione del pregiudizio e della discriminazione nei confronti di persone gay, lesbiche e transessuali.

 

Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta anche noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Dal 2000 al 2007, in Europa, i minori che hanno abbandonato la scuola sono diminuiti ma, nonostante tutto, i numeri degli abbandoni sono ancora alti: 14,8%. Lo dice il primo Rapporto...
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Formazione

di Federico Batini

"Bisognerebbe vivere a posteriori. Decidiamo tutto troppo presto."

(Daniel Pennac, La passione secondo Thérèse)

Questa matrice viene attribuita ad Eisenhower nel periodo in cui non era ancora generale.

Si tratta di uno strumento utile alla presa di decisioni.

Come all'interno di una storia si possono individuare i personaggi e le azioni fondamentali e quelli secondari così nella matrice di Eisenhower veniamo invitati a incrociare importanza ed urgenza.

Cappuccetto Rosso è un personaggio importante della propria storia, ma non tutte le sue azioni possono essere ritenute "urgenti" per la storia.

Quando usiamo il pensiero narrativo, dunque disponiamo il passato o la nostra previsione del futuro, come una storia, riusciamo ad accorgerci di cosa è importante e cosa non lo è, la stessa funzione la riveste, per il pensiero paradigmatico, questa matrice.

Incrociando i quadranti si ottiene allora una tabella come questa sotto in cui è possibile circa varie attività o obiettivi, o azioni che dobbiamo fare... provare a stilare delle priorità reali.

Per la procedura completa rimando al contributo di Simone Cini in questa stessa area risorse.

 

Orientamento

Dunque le strutture narrative, derivanti dai concetti di schemi di storie, di modelli mentali, di sistemi funzionali della memoria, sono forme universali attraverso le quali le persone compre...
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