pratika
Metodi e tecniche dell'orientamento narrativo
Registrazione e missaggio audio
Addetto all'assistenza di base
Tecnico qualificato in tatuaggio
Esperto mediatore familiare
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di Simone Cini
Porsi obiettivi non è facile e frequentemente le persone si ritrovano ad abbandonarli. Questo succede, il più delle volte, perchè un obiettivo è poco realistico o perchè non si riesce a definire le tappe con cui raggiungerlo. Ci viene in aiuto l'acronimo SMART.
Con questo acronimo viene sintetizzato il metodo che in The Practice of Management, volume del 1954 di Peter Drucker (http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Drucker), propone riguardo agli obiettivi.
Questa parola gioca su due piani. Uno legato al significato diretto e l'altro alle parole che escono dal suo sviluppo.
Nel primo caso: SMART in inglese vuol dire intelligente, come a sottolineare quale sia la caratteristica che deve avere qualunque obiettivo.
Nel secondo caso abbiamo l'acronimo:
Proviamo ad analizzarle una per una:
Specifico vuol dire che gli obiettivi devono essere posti in maniera tale che sia chiaro cosa si vuole raggiungere. Devono essere riferiti a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico. Devono essere tenuti presenti molti fattori: cosa vogliamo fare, come vogliamo farlo, entro quando vogliamo portarlo a termine, chi vogliamo coinvolgere, perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo.
Misurabile significa che un obiettivo ben strutturato deve consentire di capire in termini quantitativi se è stato raggiunto o quanto manca al suo raggiungimento.
Accessibile vuol dire che l'obiettivo deve essere pensato in funzione di quello che ho a disposizione: capacità, risorse, strumenti, motivazione ecc. Se non prendo in considerazione tali parametri rischio di venire scoraggiato, di subire un crollo della motivazione. Contemporaneamente l'obiettivo prefissato deve essere in grado di stimolarmi (per obiettivi semplici non ho bisogno di tutta questa riflessione).
Realistico perchè è facile farsi prendere la mano e puntare a risultati eccessivamente lontani. Cadere in questo errore vuol dire rischiare di farsi scoraggiare e quindi mollare tutto. Fissare obiettivi importanti è affascinante e fissarne di immensi affascina ancora di più però, frequentemente, rende tutto irrealizzabile.
Temporizzabile ovvero definire l'obiettivo in funzione del tempo. Occorrerà quindi definire un tempo di scadenza di quell'obbiettivo. Questo definisce l'urgenza e la mancanza di tale parametro da la possibilità di "tirarla per le lunghe". Urgente non è un parametro temporale.
Qualcosa che è sottinteso ma mai fortemente esplicitato, se non alla domanda "Perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo?", sono i valori. Ma forse emergono sempre nel momento in cui ci poniamo obiettivi, forse sono valori specifici e momentanei o forse sono valori che ci accompagnano sempre; sta di fatto che non è facile fare qualcosa che è contrario ai nostri principi anche quando questo qualcosa è strutturato in maniera ineccepibile.
di Federico Batini
Formare gli orientatori è un atto fondamentale per il futuro. Non porsi domande sul nuovo ruolo dell'orientamento e dunque sulle nuove necessità di competenze per gli orientatori significa ignorare completamente le dinamiche di forte cambiamento che si sono innestate nella società.
L'orientamento è oggi in piena "crisi di crescita" e, come tutte le crisi, questa produce una rilevante confusione, anche se, probabilmente, l'esito finale sarà quello di una ridefinizione dell'identità dell'orientamento stesso in una direzione più coerente con i tempi che stiamo vivendo: "quello che manca al sistema di orientamento nazionale, connotandosi così come un sistema dagli obiettivi poco chiari e dai contorni sfumati, è una chiara e condivisa produzione normativo-legislativa. E necessario quindi che pratiche e servizi siano ancorati a solidi e stabili modelli di riferimento, ad obiettivi espliciti e condivisi, ad una attenta e permanente lettura ed analisi della domanda, a strumenti validi e attendibili, a modelli di competenze e professionalità degli operatori chiaramente definiti, a strutture ed attrezzature comode ed agevoli" (Grimaldi, 2005, p. ).
Si ritiene allora fondamentale aumentare l'attenzione circa l'offerta di formazione per i professionisti dell'orientamento, ponendo attenzione ed aumentando la severità nei confronti delle improvvisazioni, delle denominazioni equivoche e non trasparenti, verificando la capacità di dialogo tra teoria e pratica, ponendo attenzione a quelle proposte per le quali le competenze in uscita degli orientatori sono chiaramente indicate e costituiscono il vero obiettivo di riferimento. In gioco c'è il futuro dell'orientamento e delle persone che intercetta.
La formazione degli orientatori totalmente centrata su aspetti teorici e/o su strumenti riferibili ad un solo modello è oggi di bassa utilità. Scarsamente utili si rivelano anche quei percorsi che fanno riferimento a titoli "orientatore" oppure altre denominazioni, ma che si esauriscono in poche decine di ore di aula. La formazione degli orientatori è una formazione complessa che richiede di essere svolta in alcune centinaia di ore (il riferimento di un minimo di 700 ore tra aula, stage e formazione a distanza può costituire un riferimento efficace) e di centrarsi sulle pratiche, sugli strumenti e sulla formalizzazione teorico-metodologica degli stessi.
Senza dubbio utili sono, inoltre, i contributi in grado di comparare le differenti modalità di formazione e i relativi obiettivi in termini di competenze di altri paesi (Grimaldi, a cura di, 2003b; Capecchi, 2005).
Riferimenti bibliografici
Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.
Batini F. (2011), Storie, futuro e controllo, Napoli, Liguori.
Capecchi G. (2005), La formazione degli orientatori: esperienze europee, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.
Grimaldi A. (a cura di, 2003a), Profili professionali per l'orientamento: la proposta ISFOL, Milano, Franco Angeli.
Grimaldi A. (a cura di 2003b), L'orientamento in Europa: alcune esperienze significative, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.
A. Grimaldi, R. Porcelli (a cura di, 2003), Orientamento e scuola: quale ruolo per l'insegnante, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.
Grimaldi A. (2005), Verso un nuovo scenario per l'orientamento, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.
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