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Metodi e tecniche dell'orientamento narrativo

ISCRIZIONI APERTE

Inizio: MARZO 2012

Metodologia e tecnica dell'orientamento narrativoAttraverso il percorso in Metodi e tecniche dell'orientamento narrativo si acquisiscono competenze di progettazione e somministrazione di attività volte all'orientamento, la prevenzione della dispersione e l'empowerment dei soggetti. Saper progettare percorsi educativi fondati sulle narrazioni e saper interpretare testi narrativi, conoscerne le regole di produzione e le modalità descrittive, riuscire quindi a produrre testi narrativi atti a varie funzioni riconoscendo un testo narrativo e la funzione che gli viene attribuita e per la quale è stato prodotto.

Durata: 4 fine settimana intensivi alternati per un totale di 72 ore di aula e 78 di FAD per un totale di 150 ore.

Numero allievi: Il corso sarà attivato al raggiungimento di 10 allievi. Il numero massimo dei partecipanti è stato fissato in 25.

Costo: 990 € + IVA

Le materie: psicologia culturale, sociologia della vita quotidiana, antropologia, pedagogia narrativa, storytelling, narratologia, orientamento narrativo, percorsi di orientamento narrativo, fotolinguaggio, narrazioni guida.

Requisiti di ammissione: laurea umanistica o esercizio della professione di orientatore da almeno due anni

Alcuni dei docenti...

smortiANDREA SMORTI è Ordinario di Psicologia dello sviluppo cognitivo presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Firenze. Si è occupato di interazione sociale tra bambino e genitore, con riguardo al ruolo svolto dalla figura paterna e ai rapporti tra pensiero e sviluppo sociale. Negli ultimi 10 anni si è occupato di pensiero narrativo, ambito in cui ha pubblicato Il pensiero narrativo e il Sé come testo (Smorti, 1994 e 1997). Sulla tematica affrontata in questa presentazione ricordiamo inoltre il volume La Psicologia culturale (Smorti, 2003) e più recentemente Narrazioni (Smorti, 2007). Al centro del suo interesse, attualmente, è lo studio della narrazione autobiografica delle esperienze traumatiche sia come modo per studiare il significato di queste esperienze sia come strumento di trasformazione e di modificazione per il Sé.

batiniFEDERICO BATINI è ricercatore Federico Batini ricercatore presso l'Università di Perugia, laureato in lettere (Univ. di Firenze) e in Scienze dell'Educazione (Univ. di Siena), Master in Gestione Processi formativi (Bologna), Phd in Pedagogia e Scienze dell'Educazione (Università di Padova); dal 2008 ricercatore presso l'Università di Perugia. Già professore a contratto presso la SSIS Toscana, presso il Corso di Laurea in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione – e in Scienze Infermieristiche ed ostetriche della Facoltà di Medicina; presso la facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze e presso la Scuola di Specializzazione per Insegnanti di sostegno (cattedra di audiologia e comunicazioni non verbali) e presso Master etc; Direttore di PratiKa (agenzia formativa – www.pratika.net) e di NausiKa (consorzio di associazioni culturali www.narrazioni.it), Partner e senior consultant di Thélème s.r.l. (www.theleme.it), Presidente nazionale di COFIR (www.cofir.net), membro della Segreteria Nazionale del Forum Permanente per l'Educazione degli Adulti (FORUMEDA www.edaforum.it) e coordinatore nazionale per l'area comunicazione. Insegnante di ruolo dal 2000 al 2008, nel 2006 risulta vincitore di concorso presso l'IRRE Toscano e rinuncia. Nell'aprile 2008 risulta vincitore di valutazione comparativa per ricercatore MPED04 (pedagogia sperimentale) presso l'Università di Perugia e lascia la scuola dopo 10 anni di insegnamento per passare a titolo definitivo all'Università.

ciniSIMONE CINI è laureato in Scienze dell’Educazione, qualifica di Consulente di orientamento. Lavora con Pratika e Nausika e collabora con agenzie formative e istituzioni sul territorio nazionale. Si occupa di orientamento di primo livello, di attività di prevenzione della dispersione e del disagio scolastico, di bilancio di competenze e valutazione finale in relazione a corsi di formazione. E’ coautore del volume Gestire i gruppi in formazione edizioni Erickson ed ha collaborato all'elaborazione dei materiali per altre pubblicazioni. Suoi articoli compaiono in riviste specialistiche.

delsartoGABRIEL DEL SARTO si occupa a tempo pieno di Formazione e Orientamento Professionale, con particolare interesse per il sociale e il volontariato. Ha pubblicato la raccolta poetica I viali (Atelier, 2003), è presente in diverse antologie fra cui L'opera comune (Atelier, 1999) e Nuovissima poesia italiana (Mondadori, 2004), l'ultima opera poetica è Meridiano Ovest (Transeuropa, 2008). Per le Edizioni Erickson ha pubblicato, con Federico Batini, Narrazioni di narrazioni (2005) e, per le stesse edizioni, con F. Batini e Simone Giusti, Narrazione e invenzione (2007) e con F. Batini, Raccontare storie (Carocci, 2007), con F. Batini e M. Perchiazzi Raccontare le competenze (Transeuropa, 2007, 2° ristampa, 2008).

giustiSIMONE GIUSTI è formatore, si occupa di orientamento narrativo, di progettazione partecipata, di eventi culturali e di animazione socioculturale. Dirige la rivista "Per leggere" e insieme a Federico Batini la collana "Comunità e Persone" edita da Erickson. E' redattore delle riviste letterarie "Il Gallo Silvestre" e "Semicerchio". È direttore dell'agenzia formativa "L'Altra Città" ed è presidente dell'AISE di Grosseto (Associazione Insegnanti Solidarietà Educativa). Ha pubblicato numerosi saggi e volumi sulla letteratura moderna e contemporanea, sul volontariato come strumento di cambiamento sociale, sui metodi narrativi in formazione ed orientamento tra cui: Oggi vado volontario (Erickson, 2006), Narrazione e invenzione (con F. Batini e G. Del Sarto, Erickson, 2007), L'orientamento narrativo a scuola (con F. Batini, Erickson, 2008). Attualmente collabora con l'Università di Siena e Ginevra.

lambruschiniLEONARDO LAMBRUSCHINI dal 2001 collabora con l'agenzia formativa Pratika e con la Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika. Si occupa di orientamento di primo livello, di attività contro la dispersione e il disagio scolastico, di bilancio di competenze e valutazione finale in relazione a corsi di formazione. Si è occupato di logistica, fund raising e gestione relazione con sponsor in relazione a eventi quali: Festival Narrazioni negli anni 2006, 2007, 2008 (Nausika), Arezzo Festival 2008 (Nausika), Festival Arezzo Poesia 2008 (Nausika).

Animazione

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Partecipazione

di Michela Alviani

La partecipazione alla società ha inizio nel momento in cui il bambino viene al mondo, e si scopre capace di influenzare gli eventi con il pianto e con i gesti. Il grado e la natura di tale influenza variano in relazione alla cultura o alla particolarità della famiglia in cui egli viene a trovarsi. Dunque, partecipare fin da piccoli si può, basta trovare la strategia e gli strumenti appropriati per coinvolgere e stimolare i bambini. Chiaramente va posta attenzione a non attribuire loro il ruolo di adulti, rendendoli partecipi di troppe iniziative che magari non sono alla loro portata. (Lorenzo,1998; Rossi, 2005)

I bambini hanno una peculiare attitudine alla ricerca e alla progettualità, mostrano sensibilità ai bisogni dei più deboli e dei diversi, sono dei suggeritori continui di interessi. Inoltre, possiedono una naturale capacità di coinvolgere altre fasce di età ed altre categorie sociali, fungendo da catalizzatori nei processi partecipativi.

Assumere come punto di partenza lo sguardo, il pensiero, la parola, il gesto di un bambino, avvicinarsi al suo linguaggio verbale, visivo e corporeo, possono rendere alcune situazioni molto più semplici di come appaiono all'occhio adulto.

È meraviglioso osservare come coloro che sono considerati minori, in quanto ad età, siano capaci di mettere in difficoltà i grandi con la loro essenzialità di linguaggio, meravigliandosi, inoltre, per l'incapacità degli adulti di agire, di pensare alle piccole cose e di risolvere i problemi tramite azioni semplici.

È dunque importante quanto mai necessario assicurare il diritto di partecipazione dei bambini a tutte le questioni che riguardano la loro vita, nel gioco come nello studio, in famiglia come nella società. Ma questo può essere garantito dalle Agenzie educative che del bambino si occupano sin dalla primissima infanzia. Deve essere programmato un percorso di crescita che miri all'autodeterminazione del bambino, un processo mirato a rendere capace il soggetto di esercitare influenze sulla propria vita, di compiere scelte, di accogliere il punto di vista altrui e di saper trovare soluzioni pratiche ed immediate a situazioni problematiche. (Batini, Capecchi, 2005)

La partecipazione dei bambini alla vita sociale e scolastica può avvenire a vari livelli e si può manifestare in molteplici forme. Roger Hart, esperto internazionale dei diritti dell'infanzia e della partecipazione, nel 1991 ha elaborato una Scala che misura il grado in cui i bambini vengono coinvolti dagli adulti.

I livelli della Scala della Partecipazione sono otto, raggruppati in due aree, quella della Partecipazione e quella della Non-partecipazione. I primi tre livelli rappresentano forme illusorie di coinvolgimento e riguardano quelle situazioni in cui gli adulti utilizzano i bambini per un proprio tornaconto, per rafforzare un'idea o per fungere da simboli durante incontri pubblici. Entrando, invece, nel merito dei modelli di partecipazione vera e propria, si passa a quelle situazioni in cui i bambini sono investiti di un ruolo all'interno di un progetto, vengono consultati, possono partecipare alla condivisione degli obiettivi e alle decisioni operative del progetto stesso. Il più alto livello di partecipazione si raggiunge quando i progetti sono pensati e gestiti dai giovani i quali coinvolgono gli adulti, dando vita ad un ribaltamento di ruoli. (Hart, 1992)

Riferimenti:

Batini, F., Capecchi, G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attività per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale, Eickson, Trento.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innoce nti, Firenze.

Lorenzo R., (1998), La città sostenibile. Partecipazione, luogo, comunità, Eleuthera, Milano.

Rossi F., (2005), Di chi è la scuola? La partecipazione responsabile dei bambini, Carocci Faber, Roma.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

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