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Pensare il futuro di Rita Porcelli e Giusi Montalbano (Le Storie siamo noi '07)

Il contributo di cui qui presentiamo l'estratto è stato presentato a Le storie siamo noi 2007 - Convegno nazionale sull'orientamento Narrativo

Consulente di orientamento

In che modo si può sostenere la persona nel passaggio da un futuro "impensabile" ad un futuro realizzabile? È il quesito che ha portato l’Area Politiche per l’Orientamento dell’Isfol a progettare e realizzare il percorso di orientamento PENSARE IL FUTURO. Una pratica di orientamento in gruppo. Il titolo richiama immediatamente la finalità del percorso stesso, che intende facilitare l’esplorazione, attraverso il gruppo, delle dimensioni che possono sostenere la persona nel passaggio da un futuro impensabile ad un futuro progettuale e sostenibile. La scelta di utilizzare il gruppo in questo percorso è stata motivata da almeno due ragioni metodologiche. La prima riguarda l’attivazione di un setting di gruppo, in quanto la possibilità di confrontarsi con altri soggetti – soprattutto in condizioni assimilabili alla propria – permette una ristrutturazione cognitiva ed emotiva del proprio futuro in modo più efficace, anche per il solo fatto di promuovere la consapevolezza di non essere isolati rispetto alla progettazione del proprio futuro. La seconda ragione, non meno importante della prima, riguarda invece l’opportunità di vivere il gruppo come luogo privilegiato per la promozione di empowerment, in cui il gruppo stesso ne diventa il catalizzatore.

In tale ottica, la realizzazione del percorso permette di sottolineare tre momenti fondamentali:

  • recuperare e riconoscersi la possibilità di desiderare (aspirazioni personali, sogni ed ambizioni);
  • avviare un percorso di consapevolezza delle risorse interne ed esterne in grado di facilitare od ostacolare la realizzazione delle proprie aspirazioni;
  • definire un obiettivo professionale e costruire attorno ad esso un progetto personale.

In questo contributo ripercorreremo alcune esercitazioni contenute all’interno della pratica, allo scopo di sperimentare in gruppo modalità comportamentali di fronteggiamento di situazioni e di reazioni emotive a tali situazioni, stimolando anche un confronto tra le diverse modalità emotive, cognitive e comportamentali che emergono.

Rita Porcelli, psicologa, dottore di ricerca in Psicologia Cognitiva. Dal gennaio 2003 collabora stabilmente in ISFOL – Area Politiche per l’Orientamento - in qualità di collaboratore con funzioni di ricerca. Partecipa alle varie attività realizzate dall’Area, dalla fase di progettazione alla fase di valutazione e diffusione dei risultati, sulle tematiche pregnanti il tema dell’Orientamento tra cui i professionisti, i modelli teorico-culturali, gli strumenti e i percorsi. In particolare negli ultimi anni ha approfondito lo studio delle dimensioni e dei percorsi che interessano l’Orientamento a scuola e si sta occupando dell’Orientamento di genere con una attenzione specifica al tema degli equilibri tra ambiti di vita. Docente a contratto presso l’Università “La Sapienza” di Roma, nello specifico per gli insegnamenti di: “Laboratorio di Ricerca-Intervento” presso la Facoltà di “Psicologia 1” (dal 2002 al 2004); di “Psicologia dei gruppi” (dal 2004 al 2005) e di “Psicologia delle Istituzioni” (dal 2004 al 2007) presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Giusi Montalbano, psicologa, specialista in Valutazione Psicologica. Dal 2001 collabora stabilmente in Isfol, come collaboratrice di ricerca presso l'Area Politiche per l'orientamento, partecipando alle diverse attività di ricerca, dalla fase di progettazione alla fase di valutazione e diffusione dei risultati. In particolare ha collaborato, negli ultimi anni, alla costruzione e validazione di strumenti per l'orientamento, occupandosi del coordinamento, monitoraggio delle ricerche, reclutamento e gestione dell’organizzazione relativa alla raccolta dati sul territorio. Relativamente ai percorsi messi a punto e realizzati, si è occupata in particolare del percorso di bilancio di competenze Isfol, attraverso il coordinamento del gruppo di ricerca e con attività di tutorship. Ha partecipato inoltre alle diverse attività di ricerca nell'ambito dei modelli teorici, dei professionisti e di percorsi di orientamento per diversi target di utenti.

 

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

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Orientamento

di Federico Batini

I titoli di studio e la società in movimento

In una società stabile i titoli di studio rispondono ad una funzione precisa. Laddove è possibile, infatti, determinare, con un buon grado di prevedibilità, i percorsi attraverso i quali ci si può preparare ad una professione si costruiscono sistemi improntati su questa logica, si definiscono percorsi formativi e si collega l'accesso ad una professione ad un particolare percorso formativo, si attribuisce a un titolo o a una qualifica la funzione di garantire sull'accesso di soggetti adeguati e preparati a svolgere quella professione. Questa logica ha avuto senso, unita al congegno disciplinare (discipline come metodi di gestione e di "potere" sul sapere, almeno dall'illuminismo, tramontata l'illusione enciclopedica) per molto tempo, perché per molto tempo abbiamo vissuto in società stabili o a cambiamento lento.

In una società caratterizzata dal continuo mutare di dispositivi e pratiche sociali, di modalità di relazione e interconnessione, di richieste del mercato del lavoro in termini di tipologie di professionalità e singole competenze richieste i titoli di studio faticano a rivestire la stessa funzione. Oggi si chiede, infatti, ai sistemi di istruzione di fornire quelle competenze di base e trasversali che possano servire agli apprendimenti successivi, ovvero che consentano a un soggetto di guidare e determinare il proprio apprendimento. L'apprendimento è continuo (termini che indicano la necessità di apprendere sempre sono usciti dalla ristretta cerchia degli specialisti per approdare su quotidiani e televisioni) e dunque per i singoli soggetti diventa essenziale poter essere capaci di scegliere gli apprendimenti, trovare dove svilupparli, regolare il proprio apprendimento.

Gli orientatori

Gli orientatori rivestono, in questa fase di cambiamento, supporti fondamentali per i soggetti che non sono stati preparati dal sistema di istruzione alla gestione di tutti questi processi di cambiamento.

L'orientatore assume allora anche uno scopo formativo nei confronti dei soggetti e precisamente deve avere l'obiettivo di far sviluppare ai soggetti che incontra competenze di autorientamento.

Al fine di non cronicizzare la domanda orientativa dei soggetti e creare dipendenza occorre che i soggetti apprendano a: interpretare le realtà e costruire significati, conoscere se stessi e le proprie competenze, mettere in campo progetti o, meglio, strategie, scegliere percorsi formativi e professionali.

Nella formazione degli orientatori questo significa porre attenzione a nuove competenze per questi professionisti così decisivi per il nostro futuro.

Riferimenti bibliografici

Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

Batini F., Zaccaria R. (a cura di, 2000), Per un orientamento narrativo, Milano, Angeli.

Batini F. (2011), Storie, futuro e controllo, Napoli, Liguori.

Capecchi G. (2005), La formazione degli orientatori: esperienze europee, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

Grimaldi A. (a cura di, 2003a), Profili professionali per l'orientamento: la proposta ISFOL, Milano, Franco Angeli.

Grimaldi A. (a cura di 2003b), L'orientamento in Europa: alcune esperienze significative, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.

A. Grimaldi, R. Porcelli (a cura di, 2003), Orientamento e scuola: quale ruolo per l'insegnante, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.

Grimaldi A. (2005), Verso un nuovo scenario per l'orientamento, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

 
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