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Dentro la foto di Giusi Montalbano e Angelo Del Cimmuto (Le Storie siamo noi '07)

Il contributo di cui qui presentiamo l'estratto è stato presentato a Le storie siamo noi 2007 - Convegno nazionale sull'orientamento Narrativo

Consulente di orientamento

È possibile raccontare una storia di vita professionale attraverso un'immagine? Questo è l'obiettivo, suggestivo, che ci siamo posti quando abbiamo pensato ad una esercitazione da realizzare con lo strumento "Dentro la foto" - ideato e messo a punto dall'Area Politiche per l'Orientamento dell'Isfol - utilizzato nell'ambito delle attività di ricerca.

"Dentro la foto" è un set di fotografie relative a situazioni, ambienti e spazi di vario genere e rappresenta uno strumento in grado di indurre un processo di elaborazione soggettivo mediante il quale, nell’ambito di un tempo dedicato all’immaginazione, le caratteristiche descrittive degli stimoli, e i riflessi che essi hanno per la persona, possono venire elaborate in maniera individuale. Ciascuno, infatti, tende ad attribuire agli stimoli i contenuti e i sentimenti della propria esistenza, nonché delle proprie caratteristiche personali, permettendo così di utilizzare le immagini come spunto per facilitare la narrazione.

Attraverso "Dentro la foto" proponiamo ai partecipanti di utilizzare il gruppo stesso come strumento di lavoro, dando così spazio ai vissuti professionali delle persone. I partecipanti, attraverso la costruzione di una storia di gruppo avranno la possibilità in un primo momento di dare spazio alla propria creatività lavorando in piccoli gruppi, in modo da facilitare le discussioni ed i confronti reciproci; successivamente, in plenaria, condivideranno l'esperienza narrativa di ciascun gruppo, permettendo così un confronto tra le diverse storie narrate, le diverse sfere emotive attivate e le diverse scelte compiute.

Giusi Montalbano, psicologa, specialista in Valutazione Psicologica. Dal 2001 collabora stabilmente in Isfol, come collaboratrice di ricerca presso l'Area Politiche per l'orientamento, partecipando alle diverse attività di ricerca, dalla fase di progettazione alla fase di valutazione e diffusione dei risultati. In particolare ha collaborato, negli ultimi anni, alla costruzione e validazione di strumenti per l'orientamento, occupandosi del coordinamento, monitoraggio delle ricerche, reclutamento e gestione dell’organizzazione relativa alla raccolta dati sul territorio.

Angelo Del Cimmuto (Roma, 1963) si occupa da dieci anni di formazione e di orientamento dei giovani e degli adulti. Ha condotto e coordinato diverse ricerche per conto del Laboratorio di metodologia della formazione professionale dell’Università Roma Tre, dell’ISFOL e di aziende private sui temi legati alla progettazione formativa integrata, all’orientamento di genere e degli adulti, alla consulenza specialistica in orientamento, alla qualità pedagogica dei processi formativi. Attualmente è ricercatore presso l’Area Politiche per l’orientamento dell’ISFOL.

 

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

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Partecipazione

di Michela Alvani

Il coinvolgimento dei singoli cittadini nella vita pubblica è un elemento essenziale per costruire comunità più democratiche, solidali e prospere. Essere un cittadino attivo vuol dire poter godere dei propri diritti, possedere gli strumenti intellettuali e materiali, avere la possibilità di intervenire nelle decisioni e influenzarle, impegnarsi in attività e iniziative che possano determinare la costruzione di una società migliore.

Partecipare significa prendere parte attiva a fatti di interesse collettivo, offrire il proprio contributo a qualcosa, manifestare attenzione per una vicenda e cooperare per raggiungere un risultato comune. (Hart, 1992)

Il processo di partecipazione presuppone il coinvolgimento di ogni singola persona all'interno di un gruppo, implica la proposta per la realizzazione di qualcosa e il raggiungimento di un obiettivo, richiede volontà e competenza nell'attivare momenti di coinvolgimento da parte di chi avvia il processo. Ne consegue che la partecipazione dei cittadini è tale solo se volontaria, e comunque influente sulle scelte delle autorità. (Vinazzani, 2009)

La pedagogia e la politica devono avere un ruolo di primo piano e lavorare in modo sinergico al fine di permettere la partecipazione dei cittadini alle questioni che direttamente li riguardano. Gli obiettivi cui dovrebbero tendere sono la diffusione di una cultura dei diritti, di una cultura rispettosa dell'Infanzia e programmare dei veri e propri corsi di educazione alla cittadinanza, rivolti a bambini, giovani e adulti, che non si risolvano in sterili lezioni di educazione civica.

Partecipando in modo consapevole i soggetti sviluppano competenza e sicurezza, le quali aumentano la motivazione a partecipare e a coinvolgere altri soggetti. Questi, a loro volta, svilupperanno capacità che aumenteranno la loro motivazione. E così avanti, dando luogo ad un movimento simile a quello di una spirale che si autoproduce.

La società complessa in cui viviamo soffre per l'incapacità di saper vedere la partecipazione dei cittadini come una risorsa. È, oggi più che mai, necessario creare un nuovo punto di vista che sappia avvertire quegli echi che giungono dal basso non come un problema da mettere a tacere, ma come uno slancio per ritrovare quel senso comunitario andato perso.

Riferimenti

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Vinazzani G., (2009), "Salute, comunità, partecipazione", in: La salute umana, Rivista bimestrale di promozione ed educazione alla salute, n°221-222, Centro sperimentale per l'educazione san itaria, Università degli studi di Perugia.

michelalviani@gmail.com

 

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