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Riscrivere la dispersione (Le Storie siamo noi '09)

 

Intervento di Maria D'Ambrosio al 2° Convegno sull'Orientamento Narrativo "Le Storie siamo noi '09"

Contesto del progetto e attori

  •  L’istituzione: Amministrazione Provinciale di Arezzo Settore istruzione – risorse del Fondo Sociale Europeo, della Regione Toscana, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
  • L’ente attuatore: Associazione Pratika (con la consulenza del prof. Andrea Smorti)
  • I destinatari: Gli alunni di due prime superiori dell’ITSAS di Arezzo e di due terze medie dell’Istituto Garibaldi di Capolona e Subbiano

Premesse teoriche e metodologiche alla ricerca

  • Il metodo centrato sulla riscrittura progressiva – quattro sessioni (Pennebaker, 2004) - riferite a “un evento per il quale vale la pena di andare a scuola” e ad “un evento per il quale non vale la pena di andare a scuola”: il cambiamento del modo di scrivere rispetto ad un evento corrisponde ad un cambiamento del modo di pensare (interpretare, attribuire senso) allo stesso evento
  • La trasformazione della memoria autobiografica: il sé autobiografico si modifica nell’atto stesso di costruire la propria autobiografia (Smorti, 2007)
  • La narrazione e l’orientamento narrativo come percorsi di auto-orientamento e rafforzamento dell’autoefficacia (Batini-Del Sarto, 2005; Batini-Giusti, 2008; D’Ambrosio, 2004) efficaci per la prevenzione della dispersione scolastica

La ricerca: le fasi

Ricerca-azione collocata dentro un quadro afferente all’orientamento narrativo e alla riscrittura espressiva
  • Lettura del fenomeno della dispersione
  • Progettazione dell’intervento diretto ai soggetti (la riscrittura e i colloqui individualizzati) e ai gruppi
  • Intervento
  • Raccolta e analisi dei risultati (analisi lessico testuale delle riscritture con il software LIWC; analisi dei risultati per classe; analisi schede di valutazione individuali e diari di bordo; analisi griglie emerse dai colloqui)
  • Verifica dell’efficacia dell’intervento agito attraverso la tripla azione (intervento di gruppo; colloqui individuali; riscritture)

La ricerca: gli obiettivi

Prevenzione della dispersione scolastica attraverso:
  • Rafforzamento della consapevolezza nei soggetti e quindi sviluppo della capacità di dirigere attivamente la propria esistenza: l’empowerment e il self-empowerment
  • Attivazione di un processo di riflessione cognitiva sul vissuto di ciascuno
  • Sviluppo di competenze di auto-orientamento

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NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

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Formazione

di Federico Batini

"Bisognerebbe vivere a posteriori. Decidiamo tutto troppo presto."

(Daniel Pennac, La passione secondo Thérèse)

Questa matrice viene attribuita ad Eisenhower nel periodo in cui non era ancora generale.

Si tratta di uno strumento utile alla presa di decisioni.

Come all'interno di una storia si possono individuare i personaggi e le azioni fondamentali e quelli secondari così nella matrice di Eisenhower veniamo invitati a incrociare importanza ed urgenza.

Cappuccetto Rosso è un personaggio importante della propria storia, ma non tutte le sue azioni possono essere ritenute "urgenti" per la storia.

Quando usiamo il pensiero narrativo, dunque disponiamo il passato o la nostra previsione del futuro, come una storia, riusciamo ad accorgerci di cosa è importante e cosa non lo è, la stessa funzione la riveste, per il pensiero paradigmatico, questa matrice.

Incrociando i quadranti si ottiene allora una tabella come questa sotto in cui è possibile circa varie attività o obiettivi, o azioni che dobbiamo fare... provare a stilare delle priorità reali.

Per la procedura completa rimando al contributo di Simone Cini in questa stessa area risorse.

 

Orientamento

di Federico Batini

Formare gli orientatori è un atto fondamentale per il futuro. Non porsi domande sul nuovo ruolo dell'orientamento e dunque sulle nuove necessità di competenze per gli orientatori significa ignorare completamente le dinamiche di forte cambiamento che si sono innestate nella società.

L'orientamento è oggi in piena "crisi di crescita" e, come tutte le crisi, questa produce una rilevante confusione, anche se, probabilmente, l'esito finale sarà quello di una ridefinizione dell'identità dell'orientamento stesso in una direzione più coerente con i tempi che stiamo vivendo: "quello che manca al sistema di orientamento nazionale, connotandosi così come un sistema dagli obiettivi poco chiari e dai contorni sfumati, è una chiara e condivisa produzione normativo-legislativa. E necessario quindi che pratiche e servizi siano ancorati a solidi e stabili modelli di riferimento, ad obiettivi espliciti e condivisi, ad una attenta e permanente lettura ed analisi della domanda, a strumenti validi e attendibili, a modelli di competenze e professionalità degli operatori chiaramente definiti, a strutture ed attrezzature comode ed agevoli" (Grimaldi, 2005, p. ).

Si ritiene allora fondamentale aumentare l'attenzione circa l'offerta di formazione per i professionisti dell'orientamento, ponendo attenzione ed aumentando la severità nei confronti delle improvvisazioni, delle denominazioni equivoche e non trasparenti, verificando la capacità di dialogo tra teoria e pratica, ponendo attenzione a quelle proposte per le quali le competenze in uscita degli orientatori sono chiaramente indicate e costituiscono il vero obiettivo di riferimento. In gioco c'è il futuro dell'orientamento e delle persone che intercetta.

La formazione degli orientatori totalmente centrata su aspetti teorici e/o su strumenti riferibili ad un solo modello è oggi di bassa utilità. Scarsamente utili si rivelano anche quei percorsi che fanno riferimento a titoli "orientatore" oppure altre denominazioni, ma che si esauriscono in poche decine di ore di aula. La formazione degli orientatori è una formazione complessa che richiede di essere svolta in alcune centinaia di ore (il riferimento di un minimo di 700 ore tra aula, stage e formazione a distanza può costituire un riferimento efficace) e di centrarsi sulle pratiche, sugli strumenti e sulla formalizzazione teorico-metodologica degli stessi.

Senza dubbio utili sono, inoltre, i contributi in grado di comparare le differenti modalità di formazione e i relativi obiettivi in termini di competenze di altri paesi (Grimaldi, a cura di, 2003b; Capecchi, 2005).

Riferimenti bibliografici

Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

Batini F. (2011), Storie, futuro e controllo, Napoli, Liguori.

Capecchi G. (2005), La formazione degli orientatori: esperienze europee, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

Grimaldi A. (a cura di, 2003a), Profili professionali per l'orientamento: la proposta ISFOL, Milano, Franco Angeli.

Grimaldi A. (a cura di 2003b), L'orientamento in Europa: alcune esperienze significative, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.

A. Grimaldi, R. Porcelli (a cura di, 2003), Orientamento e scuola: quale ruolo per l'insegnante, Isfol Strumenti e Ricerche, Milano, Franco Angeli.

Grimaldi A. (2005), Verso un nuovo scenario per l'orientamento, in: Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori, Trento, Erickson.

 
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