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Alcologia e salute mentale

alcologiaLe situazioni multiproblematiche secondo l'approccio ecologico-sociale

a cura di Giuseppe Corlito

In un'ottica ecologico-sociale e secondo l'insegnamento di Vladimir Hudolin, gli autori dei saggi raccolti in questo manuale cercano di chiarire il rapporto tra alcolismo e salute mentale nella convinzione che i problemi alcolcorrelati si sviluppano sotto l'influenza di un gran numero di fattori che interagendo variamente tra loro determinano una situazione di disagio. Viene ribadita la necessità di una lettura multidimensionale della sofferenza che ne deriva, svincolandosi da una prospettiva causale semplice secondo cui un fenomeno causa l'altro, e l'indispensabilità di una comprensione a vari livelli.

La biologia individuale, fattori psicologici e familiari, gli stili di vita adottati, il contesto economico e sociale sono tutti aspetti da prendere in considerazione nel trattamento dei casi in cui l'alcol si combina con il disagio psichico (problemi doppi), ma anche con droga e disagio psichico (problemi tripli).

Tale approccio e l'esperienza maturata nei Club degli Alcolisti in Trattamento invita però ad andare oltre il trattamento e il recupero delle famiglie con problemi alcolcorrelati, promuovendo la salute mentale all'interno della comunità locale, per costruire una cultura alternativa che favorisca stili di vita e comportamenti appropriati anche attraverso l'impegno a migliorare il contesto ambientale, relazionale e sociale.

Alcologia e salute mentale
> Edizioni Erickson

Informazione sul volume:
Contenuti
- Presentazione (Piero Iozzia e Luigina Mariani)
- Introduzione (Cristina Lodi et al.)
- Il concetto ecologico-sociale e la complessità della sofferenza umana (Giuseppe Corlito e Francesco Bardicchia)
- La formazione e l'aggiornamento nei programmi ecologico-sociali (Angelo Tedioli)
- Indicazioni per il medico di base (Claudio Zorzi)
- La medicina di base e i servizi socio-sanitari: una riflessione «meridiana» (Giovanni Aquilino)
- L'approccio ecologico-sociale e la trasformazione della cultura dominante: la spiritualità antropologica (Giuseppe Corlito e Maria Antonia Papapietro)
- Problemi complessi (doppi, tripli e multipli): le «ricadute» (Francesco Bardicchia)
- Depressione e problemi alcolcorrelati (Giuseppe Corlito)
- Il club degli Alcolisti in Trattamento e i problemi doppi e complessi (Stefano Alberini e Francesco Piani)

pp.138
cm 17x24
ISBN: 978-88-7946-820-6

Rivolto a:
Psicologi clinici, specialisti di alcologia, operatori dei gruppi di mutuo aiuto.

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Formazione

di Simone Cini

Porsi obiettivi non è facile e frequentemente le persone si ritrovano ad abbandonarli. Questo succede, il più delle volte, perchè un obiettivo è poco realistico o perchè non si riesce a definire le tappe con cui raggiungerlo. Ci viene in aiuto l'acronimo SMART.

Con questo acronimo viene sintetizzato il metodo che in The Practice of Management, volume del 1954 di Peter Drucker (http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Drucker), propone riguardo agli obiettivi.

Questa parola gioca su due piani. Uno legato al significato diretto e l'altro alle parole che escono dal suo sviluppo.

Nel primo caso: SMART in inglese vuol dire intelligente, come a sottolineare quale sia la caratteristica che deve avere qualunque obiettivo.

Nel secondo caso abbiamo l'acronimo:

  • S = Specifico
  • M = Misurabile
  • A = Accessibile
  • R = Realistico
  • T = Temporizzabile

Proviamo ad analizzarle una per una:

Specifico vuol dire che gli obiettivi devono essere posti in maniera tale che sia chiaro cosa si vuole raggiungere. Devono essere riferiti a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico. Devono essere tenuti presenti molti fattori: cosa vogliamo fare, come vogliamo farlo, entro quando vogliamo portarlo a termine, chi vogliamo coinvolgere, perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo.

Misurabile significa che un obiettivo ben strutturato deve consentire di capire in termini quantitativi se è stato raggiunto o quanto manca al suo raggiungimento.

Accessibile vuol dire che l'obiettivo deve essere pensato in funzione di quello che ho a disposizione: capacità, risorse, strumenti, motivazione ecc. Se non prendo in considerazione tali parametri rischio di venire scoraggiato, di subire un crollo della motivazione. Contemporaneamente l'obiettivo prefissato deve essere in grado di stimolarmi (per obiettivi semplici non ho bisogno di tutta questa riflessione).

Realistico perchè è facile farsi prendere la mano e puntare a risultati eccessivamente lontani. Cadere in questo errore vuol dire rischiare di farsi scoraggiare e quindi mollare tutto. Fissare obiettivi importanti è affascinante e fissarne di immensi affascina ancora di più però, frequentemente, rende tutto irrealizzabile.

Temporizzabile ovvero definire l'obiettivo in funzione del tempo. Occorrerà quindi definire un tempo di scadenza di quell'obbiettivo. Questo definisce l'urgenza e la mancanza di tale parametro da la possibilità di "tirarla per le lunghe". Urgente non è un parametro temporale.

Qualcosa che è sottinteso ma mai fortemente esplicitato, se non alla domanda "Perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo?", sono i valori. Ma forse emergono sempre nel momento in cui ci poniamo obiettivi, forse sono valori specifici e momentanei o forse sono valori che ci accompagnano sempre; sta di fatto che non è facile fare qualcosa che è contrario ai nostri principi anche quando questo qualcosa è strutturato in maniera ineccepibile.

 

Orientamento

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