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Percorsi nella scuola primaria e dell'infanzia di Simona Borghini e Fabio Sciarretta (Le Storie siamo noi '07)

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Due percorsi di orientamento narrativo, il primo per bambini di 4-5 anni alunni della scuola dell'infanzia (I Circolo Didattico di Grosseto), il secondo per bambini della scuola primaria di I°...

Il contributo di cui qui presentiamo l'estratto è stato presentato a Le storie siamo noi 2007 - Convegno nazionale sull'orientamento Narrativo

Due percorsi di orientamento narrativo, il primo per bambini di 4-5 anni alunni della scuola dell'infanzia (I Circolo Didattico di Grosseto), il secondo per bambini della scuola primaria di I° grado (Istituto Comprensivo di Arcidosso), si sono dati l'obiettivo generale di promuovere e sostenere il processo di costruzione dell’identità personale dei bambini attraverso la narrazione, la condivisione e la valorizzazione di vissuti quotidiani. Il percorso “L’inventore di sogni”, destinato a bambini di 10/11 anni, è articolato in 3 incontri di 4 ore ciascuno, più un’incontro conclusivo di 2 ore, per un totale di 14 ore.

 

Incontri

LA CASA DEGLI INVENTORI DI SOGNI

IL BAULE DEI SOGNI

DOPO STANOTTE NON SAREMO PIÙ GLI STESSI

AVVENTURE FANTASTICHE DI SOGNATORI INGUARIBILI

Obiettivi

Favorire la riflessione sul sé attraverso il riconoscimento dei propri interessi e il racconto di sé.

Sviluppare capacità di l’ascolto tramite la narrazione di sé ascoltata dalla voce dell’altro.

Favorire la comprensione di sé e del proprio posto nel mondo attraverso la narrazione di un episodio importante della propria memoria e la riflessione sulle persone significative.

Sviluppare la capacità di proiettarsi nel futuro, attraverso l’immaginazione e la narrazione del futuro immaginabile.

Favorire riflessione e condivisione del significato del percorso, attraverso la visione di un documento filmato riassuntivo.

Il percorso “Ieri, oggi e domani” è articolato in 6 incontri di 1 h e 30 ciascuno, per un totale di 9 ore per sezione.

 

Incontri


SVEGLIA, È ORA DI ALZARSI


LO SAI CHE…


SIGNOR PENNARELLO E SIGNORA MATITA


A CHE GIOCO GIOCHIAMO?



LA PAURA FA 90? MEGLIO RIDERCI SOPRA…


BUONANOTTE, A DOMANI

Obiettivi

Favorire la conoscenza reciproca e la percezione di sé nel confronto con l’altro mediante la riflessione sui propri interessi

Sviluppare le competenze memoriali e la narrazione di sé in contesti di vita quotidiana

Predisposizione al lavoro di gruppo attraverso la negoziazione dei processi decisionali individuali nella costruzione di narrazioni

Predisposizione al lavoro di gruppo attraverso la negoziazione dei processi decisionali individuali nell’organizzazione di attività ludiche

Favorire l’espressione dei sentimenti e delle emozioni dei bambini

Comprendere il concetto di “futuro” attraverso il concetto di “domani” e facilitare le primissime competenze progettuali

Simona Borghini, è psicologa e psicoterapeuta di orientamento costruttivista. Collabora con l’agenzia formativa SSA, per la quale si occupa di progettazione e coordinamento di percorsi di orientamento e di docenza nelle materie afferenti alle aree orientamento, empowerment e comunicazione.

Fabio Sciarretta, mediatore linguistico e culturale e formatore, ha svolto attività di orientamento con stranieri e senza fissa dimora. Lavora nel settore educativo della cooperativa sociale Portaperta e si occupa di orientamento narrativo per l'Altra Città di Grosseto.

 

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta anche noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Una bibliografia ragionata sui temi: Dispersione e disagio scolastico, Bullismo, Omofobia, Intercultura, Identità e orientamento sessuale, Accoglienza e integrazione.
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Formazione

La spiegazione è il metodo standard della lezione. Nella lezione l'insegnante spiega e lo studente ascolta e assorbe. Questo metodo è stato spesso criticato dal momento che è basato...
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Orientamento

D.P.R. 12 Luglio 2000, n. 257 - Regolamento di attuazione dell'art. 68 della legge 17 maggio 1999, n.144, concernente l'obbligo di frequenza di attivita' formative fino al diciotte...
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