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VIDEO: Il colloquio di orientamento - Lez. 02 - Accoglienza

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L'accoglienza è un momento molto importante nel colloquio di orientamento, in essa già si determinano alcune delle condizioni che poi guideranno la riuscita o meno del percorso di...

video_orientamento02«Affinché questa comprensione e questo incontro abbiano luogo, occorre portarsi fuori dal tempo. Uscire dal "nostro" tempo. Del resto, noi non siamo mai "là", siamo sempre altrove. Nel passato, con i nostri ricordi. Nel futuro con i nostri progetti. Siamo sempre in un "prima" e in un "dopo". E mai in un "adesso". Perché vi sia questo incontro, occorre uscire dal nostro tempo, che corre all'impazzata.» (Frédéric Leboyer).

L'accoglienza è un momento molto importante nel colloquio di orientamento, in essa già si determinano alcune delle condizioni che poi guideranno la riuscita o meno del percorso di orientamento.

Occorre riflettere sul fatto che tra due persone che si incontrano per la prima volta possono determinarsi delle dinamiche di scoperta reciproca oppure di blocco, di difesa, di evitamento.

Occorre riflettere anche in relazione ai ruoli: compete all'orientatore, è lui il professionista, lo stabilire un clima di reale accoglienza, accoglienza incondizionata, accettazione del soggetto che gli si presenta di fronte.

Risulta necessario sin dall'esordio stabilire le motivazioni che guidano questo percorso, gli obiettivi dello stesso, non prima, però, di aver stabilito un clima relazionale favorevole, produttivo per la comunicazione. Stabilire una reciproca fiducia consentirà, successivamente, di potersi confrontare. Sin dall'inizio è dunque il caso di restituire, da parte dell'orientatore, quello che il cliente ha detto, in modo da offrirgli la certezza che quello che egli dice non è caduto nel vuoto.

Un colloquio di orientamento è infatti una situazione comunicativa nella quale la definizione che il cliente offre di sé deve tener conto dei suoi bisogni, delle sue risorse, dei suoi limiti, dei suoi impedimenti, è quindi una relazione particolarmente significativa e difficile.

Infine il setting fisico, esso deve avere, per quanto possibile, caratteristiche di semplicità, riservatezza, neutralità.

Indicazioni bibliografiche:

Valgono le medesime indicazioni bibliografiche date nella prima lezione, inoltre si consiglia:
Annamaria Di Fabio, 1998, Psicologia dell'orientamento: problemi, metodi e strumenti, Firenze, Giunti (vedi in particolare Appendice 2.2)
Maria Luisa Pombeni, 1990, Orientamento scolastico e professionale, Bologna, Il Mulino (testo utile per tutte le lezioni).

Pratika è leader a livello nazionale nella formazione degli Orientatori. Da quest'anno è attivo il corso di Specializzazione in Orientamento Narrativo

 

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

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Formazione

di Simone Cini

Le presentazioni utilizzate in aula sono uno strumento efficace di cui, frequentemente, si abusa. La maggior parte delle persone che devono svolgere una lezione si avvale di computer e proiettore per affiancare il proprio insegnamento quando, nella maggioranza dei casi, questo potrebbe essere benissimo svolto con l'utilizzo di lavagna a fogli mobili e poco altro.

Ma sono parole scritte sull'acqua che scorre. Avere a disposizione qualcosa come le slide offre troppa sicurezza in più al docente e, soprattutto se si tratta di persone alle prime armi, l'idea di avere un filo logico così strutturato a disposizione alletta e tranquillizza.

Quindi, viste le premesse, meglio lavorare bene ed utilizzare le presentazioni nella maniera più opportuna.

Gli errori su cui facilmente si inciampa sono:

  • Utilizzare presentazioni lunghissime;
  • utilizzare le slide come sostegno per il docente e non per l'apprendimento;
  • i contenuti delle presentazioni ricalcano fedelmente quanto dirà il docente;
  • densità di parole;
  • densità di effetti speciali;
  • colori e sfondi che disturbano la visione dei partecipanti;
  • ...

Prima di tutto dobbiamo tener di conto che le presentazioni elettroniche che proietteremo sono soltanto strumenti ed in quanto tali sostituibili con qualunque cosa. Quello che andrò a proiettare posso benissimo tradurlo su una lavagna a fogli mobili o altro.

Ma se proprio non ne potete fare a meno pensate che le vostre presentazioni andranno pensate e preparate.

Prima di tutto buttate giù le vostre idee su cartaceo, accumulate idee e fate una sorta di brain storming. Non vi preoccupate se alcune cose vi sembrano "strampalate", magari potrete usarle per inserire qualcosa che spezza con la monotonia e ricattura l'attenzione dei partecipanti.

Eliminate il superfluo e anche buona parte di ciò che superfluo non è. Per la prima parte ricordate che il vostro compito è quello di passare contenuti, conoscenze, idee e non quello di far passare il tempo. Per quanto riguarda la seconda parte pensate che se inserite tutto quello che sapete rispetto all'argomento nella presentazione qualunque domanda potrebbe mettervi in difficoltà. Diciamo quindi che il 60/70 % finirà nella presentazione ed il resto lo userete per integrare e rispondere alle domande dei partecipanti.

Pensate all'apertura, alla chiusura e a qualche storia da inserire nel mezzo. Le persone ricordano meglio quando riescono a collegare quello che ascoltano a eventi vissuti, a facce, a dialoghi. Se le storie che racconterete (vere o verosimili) saranno puntuali e, possibilmente, divertenti (non sottovalutate mai il potere del sorriso) sarà più facile catturare i partecipanti, alleggerire la loro esperienza con voi e concludere in bellezza. La chiusura non deve essere assolutamente sottovalutata, al ristorante un pessimo dolce o un pessimo caffè potrebbero rovinarvi il ricordo di un buon pasto.

Non parlatevi addosso. E' un errore comune di chi deve parlare davanti ad un pubblico. Chi è davanti a voi ha quasi sicuramente meno dimestichezza di voi con gli argomenti che state trattando quindi cercate di utilizzare termini semplici e comprensibili (non banali).

A questo punto avete tutto per trasferire in elettronico la vostra presentazione.

Ancora alcune cose da ricordare durante la realizzazione e l'utilizzo della presentazione:

  • Cercate la bellezza, la linearità e la semplicità
  • Utilizzate la regola del 5/5: in ogni slide massimo cinque righe di cinque parole
  • Cercate immagini evocative e mettetele nel posto giusto e che compaiano al momento giusto. Immagini brutte, sgranate e messe a caso penalizzano il vostro lavoro.
  • Cercate di tenere in mente la sequenza di diapositive, chi vi ascolta si accorge di tutte le vostre incertezze (qualcuno anzi attende un vostro cenno di debolezza).
  • Non leggete e non ripetete quello che è scritto nella slide. Quello già lo leggono da soli voi dovete aggiungere e raccontare cose.
 

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