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NORMATIVA: Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 - "Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente"

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Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 - "Integrare maggiormente l'orientamento permanente...

Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 - "Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente"

Esperto Consulente di OrientamentoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO, CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

  1. La crescente globalizzazione del commercio come anche il prolungamento della vita lavorativa richiedono più che mai l'adattamento costante delle competenze individuali al fine di anticipare meglio le evoluzioni prevedibili o necessarie e poter così rendere più sicuri i percorsi professionali.
  2. L'allargamento dell'Unione europea ha accresciuto il potenziale di mobilità nell'istruzione e nella formazione, come pure sul mercato del lavoro, creando così la necessità di preparare i cittadini dell'Unione a sviluppare i propri percorsi professionali e di apprendimento in un ambito geografico allargato.
  3. La vita dei cittadini è sempre più caratterizzata dal moltiplicarsi dei passaggi: tra insegnamento scolastico, istruzione e formazione professionale (IFP), e insegnamento superiore o occupazione, o tra occupazione e disoccupazione, formazione ulteriore o uscita dal mercato del lavoro. L'orientamento svolge un ruolo decisivo nelle decisioni importanti a cui i singoli sono confrontati nell'arco della vita. Esso può così contribuire alla responsabilizzazione dei singoli per una gestione più sicura del proprio percorso professionale nel quadro dell'odierno mercato del lavoro e per la realizzazione di un equilibrio migliore tra vita privata e professionale.
  4. Il mercato del lavoro è segnato anche da uno squilibrio tra persistenza della disoccupazione e difficoltà di assunzione in taluni settori e l'orientamento serve come mezzo per assicurare una migliore risposta alle necessità del mercato del lavoro.
  5. L'inclusione sociale e la parità di opportunità costituiscono ancora le sfide principali per le politiche dell'istruzione, della formazione e dell'occupazione,

CONFERMANO: la definizione di "orientamento" come processo continuo che mette in grado i cittadini di ogni età, nell'arco della vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, prendere decisioni in materia di istruzione, formazione e occupazione nonché gestire i loro percorsi personali di vita nelle attività di istruzione e formazione, nel mondo professionale e in qualsiasi altro ambiente in cui è possibile acquisire e/o sfruttare tali capacità e competenze. L'orientamento comprende attività individuali o collettive di informazione, di consulenza, di bilancio di competenze, di accompagnamento e di insegnamento delle competenze necessarie per assumere decisioni e gestire la carriera.

 

RAMMENTANO CHE:

  1. Esperto Consulente di Orientamentola risoluzione del Consiglio, del 28 maggio 2004, sul rafforzamento delle politiche, dei sistemi e delle prassi in materia di orientamento lungo tutto l'arco della vita precisa i grandi obiettivi di una politica in materia di orientamento permanente per tutti i cittadini dell'Unione europea.
  2. La raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente sottolinea, in riferimento a varie competenze chiave, che la capacità di cercare le opportunità di istruzione e formazione nonché gli strumenti di orientamento e sostegno disponibili è essenziale ai fini della realizzazione personale, dello sviluppo professionale e dell'integrazione sociale.
  3. La risoluzione del Consiglio, del 15 novembre 2007, sulle nuove competenze per nuovi lavori  invita gli Stati membri e la Commissione a preparare le persone a nuovi lavori nella società dei saperi grazie a servizi di orientamento professionale che consentano alle persone in cerca di lavoro di individuare i moduli di competenza richiesti per accedere a nuovi lavori nei settori in cui esistono carenze di competenze.
  4. La relazione congiunta 2008 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del programma di lavoro "L'apprendimento permanente per la conoscenza, la creatività e l'innovazione" [4] ricorda che è importante rivolgere "un'attenzione particolare all'orientamento lungo tutto l'arco della vita".
  5. Le conclusioni del Consiglio, del 25 maggio 2007, relative a un quadro coerente di indicatori e parametri di riferimento per monitorare i progressi nella realizzazione degli obiettivi di Lisbona in materia di istruzione e formazione costituiscono uno strumento importante che consente di valutare lo stato di realizzazione degli obiettivi fissati dalla strategia di Lisbona e che, a tale titolo, può controllare i progressi compiuti dagli Stati membri in materia di orientamento nel quadro della strategia nazionale di apprendimento permanente.
  6. La raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente [6] pone in essere un quadro di riferimento comune che dovrà fungere da dispositivo di trasposizione tra i diversi sistemi delle qualifiche e i rispettivi livelli, in grado di favorire la mobilità della popolazione attiva e di integrare l'orientamento nelle politiche e nelle prassi degli Stati membri nel campo dell'istruzione e dell'occupazione.
  7. Le conclusioni del Consiglio, del 22 maggio 2008, sull'istruzione destinata agli adulti  ricordano i vantaggi economici, sociali e individuali di un rafforzamento dell'istruzione e della formazione destinate agli adulti e insistono sul fatto che spetta alle autorità pubbliche istituire efficaci sistemi di informazione ed orientamento basati su un approccio maggiormente incentrato sulle persone allo scopo di renderle più attive ed autonome, con equità, nel campo dell'istruzione e della formazione.

 

RILEVANO CHE:

  1. I recenti rapporti di valutazione, in particolare quello del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) del 2008 sull'attuazione della risoluzione del 2004, sottolineano che, nonostante i progressi registrati, sono necessari ulteriori sforzi per fornire servizi di orientamento di migliore qualità, offrire un accesso più equo orientato alle aspirazioni e alle esigenze dei cittadini, coordinare e costruire partenariati tra le offerte di servizi esistenti.
  2. Nel 2007 gli Stati membri hanno istituito una rete europea per lo sviluppo delle politiche in materia di orientamento permanente (ELGPN), costituita dai rappresentanti degli Stati membri che decidono di parteciparvi, aumentando così le possibilità di apprendimento reciproco e di cooperazione ai fini dello sviluppo delle politiche, dei sistemi e delle prassi vigenti tra gli Stati membri in materia di orientamento permanente.
  3. È necessario consolidare le priorità volte ad attuare attivamente una politica in materia di orientamento nell'ambito delle strategie nazionali di apprendimento permanente. Occorre tradurre tali priorità in azioni e avvalersi dei meccanismi e strumenti europei.

 

INVITANO GLI STATI MEMBRI A:

  • Esperto Consulente di Orientamentorafforzare il ruolo dell'orientamento permanente nell'ambito delle strategie nazionali di apprendimento permanente, conformemente alla strategia di Lisbona e al quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione,
  • se del caso, esaminare le politiche e le prassi in materia di orientamento a livello nazionale,
  • applicare i seguenti principi guida (quali precisati nelle "Linee di azione" figuranti in allegato, in funzione del contesto e della legislazione nazionali e per accompagnare i passaggi nell'intero arco della vita dei cittadini:
    1. favorire l'acquisizione della capacità di orientamento nell'arco della vita;
    2. facilitare l'accesso di tutti i cittadini ai servizi di orientamento;
    3. rafforzare la garanzia di qualità dei servizi di orientamento;
    4. incoraggiare il coordinamento e la cooperazione dei vari soggetti a livello nazionale, regionale e locale.
  • sfruttare le opportunità offerte dal programma di apprendimento permanente (LLL) e dai fondi strutturali europei, conformemente alle priorità degli Stati membri.

 

INVITANO GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE, NELL'AMBITO DELLE RISPETTIVE COMPETENZE, A:

  1. rafforzare la cooperazione europea in materia di orientamento permanente in particolare attraverso la rete ELGPN, sostenuta dal programma di apprendimento permanente, e in collegamento con il Cedefop. In particolare:
    • facilitare gli scambi tra gli Stati membri sulle rispettive politiche esistenti, sulle prassi e sulla valutazione che ne danno affinché possano attingere l'ispirazione dagli esempi di riuscita,
    • assicurare il follow-up dell'attuazione a livello nazionale ed europeo delle 4 linee di azione della presente risoluzione per mezzo di indagini, studi, relazioni e attività di apprendimento fra pari, ivi compresi studi di casi concreti e conferenze a livello europeo,
    • adoperarsi per accrescere la coerenza e la conciliazione dell'orientamento permanente con i vari settori delle politiche europee, specie quelle relative all'occupazione e all'inclusione sociale,
    • esaminare l'opportunità di sviluppare a livello europeo una politica dell'orientamento basata su prove di efficacia;
  2. fornire ai cittadini e agli attori dell'orientamento risorse di informazione affidabili che coprano l'insieme dei sistemi di istruzione e formazione e dei servizi di orientamento nazionali grazie soprattutto alla rete Euroguidance;
  3. promuovere lo sviluppo dell'orientamento permanente nei paesi terzi, nel rispetto delle quattro linee della risoluzione, specie attraverso le attività della Fondazione europea per la formazione professionale.

Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta anche noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado. Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Una bibliografia ragionata sui temi: Dispersione e disagio scolastico, Bullismo, Omofobia, Intercultura, Identità e orientamento sessuale, Accoglienza e integrazione.
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Formazione

di Federico Batini

"Bisognerebbe vivere a posteriori. Decidiamo tutto troppo presto."

(Daniel Pennac, La passione secondo Thérèse)

Questa matrice viene attribuita ad Eisenhower nel periodo in cui non era ancora generale.

Si tratta di uno strumento utile alla presa di decisioni.

Come all'interno di una storia si possono individuare i personaggi e le azioni fondamentali e quelli secondari così nella matrice di Eisenhower veniamo invitati a incrociare importanza ed urgenza.

Cappuccetto Rosso è un personaggio importante della propria storia, ma non tutte le sue azioni possono essere ritenute "urgenti" per la storia.

Quando usiamo il pensiero narrativo, dunque disponiamo il passato o la nostra previsione del futuro, come una storia, riusciamo ad accorgerci di cosa è importante e cosa non lo è, la stessa funzione la riveste, per il pensiero paradigmatico, questa matrice.

Incrociando i quadranti si ottiene allora una tabella come questa sotto in cui è possibile circa varie attività o obiettivi, o azioni che dobbiamo fare... provare a stilare delle priorità reali.

Per la procedura completa rimando al contributo di Simone Cini in questa stessa area risorse.

 

Orientamento

A conclusione del percorso i partecipanti dovranno aver rafforzato le proprie competenze di scelta e quelle di autoanalisi, aver acquisito maggiore coscienza delle proprie risorse e dei...
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