«Occorre stare in un tempo lungo, in una possibilità di aspettarsi, di aspettare l'altro. E a volte saper aspettare, attendere, è più importante, più difficile...» (Andrea Canevaro).
Il rapporto tra esperto e cliente implica il reciproco riconoscimento dei ruoli. L'orientatore ha una competenza professionale, un ruolo preciso, quindi la relazione non deve essere scambiata, inutilmente, con una relazione amicale. Seppure non vi debba essere una normatività, una direttività da parte dell'orientatore egli assume un ruolo innegabile.
Per passare in rassegna gli stili relazionali che possono essere adottati ci può venire in aiuto la letteratura anglofona sull'agevolazione. L'agevolazione può essere considerata come una delle accezioni del processo di facilitazione. Molto diffusa negli Stati Uniti la figura dell'agevolatore richiama, normalmente, a sei strategie di relazione:
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Prescrittiva: in questo stile di relazione si offrono regole che dirigano il comportamento della persona in situazione di bisogno, non si risolve direttamente il suo problema, ma gli si prescrive la "cura" per potersi "medicare";
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Informativa: è un tipo di relazione nel quale ha largo spazio un processo di interpretazione, l'aiutante si comporta in maniera didattica, offre informazioni, istruzioni che si presume possano contribuire ad un adeguamento del comportamento, dei pensieri, degli stati d'animo;
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Comparativa: in questa strategia di relazione risultano fondamentali i feedback di ritorno, l'helper offre verifiche dirette sulle attitudini limitanti, sui comportamenti bloccanti, sui valori e gli stati d'animo che scoraggiano il cambiamento della persona in situazione di bisogno, incoraggiandola a riconoscere e modificare queste situazioni;
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Catartica: in questo tipo di relazione l'helper incoraggia le liberazioni emotive del soggetto in situazione di difficoltà, ne stimola la verbalizzazione o altre forme di comunicazione, stimola in lui una forma di catarsi appunto;
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Catalitica: è centrata sull'incoraggiamento, sulla facilitazione dei processi attraverso i quali la persone può riprendere il controllo, pieno e personale, del proprio percorso di sviluppo e dello stesso programma di aiuto;
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Sostenitiva: un tipo di relazione nella quale l'approvazione, il sostegno, il suggerimento (molto parco), il consolidamento dei progressi fatti sono comportamenti tipici dell'helper; egli, infatti, cerca di assistere la persona in situazione di bisogno ad accettare il proprio percorso di sviluppo.
Queste sei strategie possono, comunque, essere raggruppate in due macrogruppi, due stili di aiuto principali: lo stile direttivo, normativo o prescrittivo e lo stile sviluppante, facilitativo o non direttivo. Per il colloquio di orientamento è senza dubbio da preferirsi lo stile sviluppante o facilitativo.
Indicazioni bibliografiche:
Batini F., 2001, Lo sguardo che carezza da lontano. Per una formazione alla relazione di aiuto, Milano, Angeli.
Scurati C., 1976, Non direttività, La Scuola, Brescia.
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