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Le Storie siamo noi 2011

"Le Storie siamo noi 2011", 3° Convegno sull'Orientamento NarrativoI lavori in preparazione di "Le Storie siamo noi" 2011, 3° Convegno nazionale sull'orientamento narrativo che si svolgerà nel mese di Maggio del 2011, sono entrati nel vivo con l'incontro del Coordinamento scientifico ed organizzativo svolto a Grosseto il 14 ed il 15 Maggio 2010. Durante l'incontro sono state individuate numerose linee guida per la prossima edizione. Per adesso viene pubblicata una breve introduzione intitolata "Le storie siamo noi" 2011 - Lezioni, ricerche, cantieri di pratiche, narrazioni. Tra pochi giorni verranno invece inseriti le specifiche ed il modulo di intervento per la Chiamata a contributi.
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Metodi e tecniche dell'orientamento narrativo

ornarrativo
Inizio: MARZO 2012
Attraverso il percorso in Metodi e tecniche dell'orientamento narrativo si acquisiscono competenze di progettazione e somministrazione di attività volte all'orientamento, la prevenzione della dispersione e l'empowerment dei soggetti...
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Registrazione e missaggio audio

Registrazione e missaggio audioInizio: MARZO 2012
Chi è l'Addetto Registrazione e missaggio audio: Si occupa delle produzioni sonore dal vivo (durante rappresentazioni teatrali, concerti, film, trasmissioni radiofoniche o televisive), delle registrazioni musicali, dal vivo...
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Tecnico qualificato in tatuaggio

tatuatoreInizio: MARZO 2012
Chi è il Tecnico qualificato in tatuaggio: E' una professionalità le cui caratteristiche sono normate a livello regionale, che opera nel settore dei servizi dei parrucchieri e di trattamenti di bellezza. Realizza tatuaggi sulla...
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Tecnico per l'animazione di comunità

animatoreIniziato il 14 NOVEMBRE 2011
Chi è l'Animatore di Comunità: E' una professionalità che opera nel settore della sanità e dell'assistenza sociale. Promuove lo sviluppo della crescita personale, dell'inserimento e della partecipazione sociale dei soggetti...
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Animazione

Il filo conduttore della collana Comunità e persone è il concetto di empowerment, inteso come l’insieme di conoscenze, di modalità relazionali, di competenze che permette a...
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Partecipazione

Oggi, mentre in molti paesi dell'Unione europea stiamo discutendo il Trattato costituzionale, desidero ricordare uno dei principi basilari della Carta dei diritti fondamentali: il principio di...
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Formazione

di Simone Cini

Porsi obiettivi non è facile e frequentemente le persone si ritrovano ad abbandonarli. Questo succede, il più delle volte, perchè un obiettivo è poco realistico o perchè non si riesce a definire le tappe con cui raggiungerlo. Ci viene in aiuto l'acronimo SMART.

Con questo acronimo viene sintetizzato il metodo che in The Practice of Management, volume del 1954 di Peter Drucker (http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Drucker), propone riguardo agli obiettivi.

Questa parola gioca su due piani. Uno legato al significato diretto e l'altro alle parole che escono dal suo sviluppo.

Nel primo caso: SMART in inglese vuol dire intelligente, come a sottolineare quale sia la caratteristica che deve avere qualunque obiettivo.

Nel secondo caso abbiamo l'acronimo:

  • S = Specifico
  • M = Misurabile
  • A = Accessibile
  • R = Realistico
  • T = Temporizzabile

Proviamo ad analizzarle una per una:

Specifico vuol dire che gli obiettivi devono essere posti in maniera tale che sia chiaro cosa si vuole raggiungere. Devono essere riferiti a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico. Devono essere tenuti presenti molti fattori: cosa vogliamo fare, come vogliamo farlo, entro quando vogliamo portarlo a termine, chi vogliamo coinvolgere, perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo.

Misurabile significa che un obiettivo ben strutturato deve consentire di capire in termini quantitativi se è stato raggiunto o quanto manca al suo raggiungimento.

Accessibile vuol dire che l'obiettivo deve essere pensato in funzione di quello che ho a disposizione: capacità, risorse, strumenti, motivazione ecc. Se non prendo in considerazione tali parametri rischio di venire scoraggiato, di subire un crollo della motivazione. Contemporaneamente l'obiettivo prefissato deve essere in grado di stimolarmi (per obiettivi semplici non ho bisogno di tutta questa riflessione).

Realistico perchè è facile farsi prendere la mano e puntare a risultati eccessivamente lontani. Cadere in questo errore vuol dire rischiare di farsi scoraggiare e quindi mollare tutto. Fissare obiettivi importanti è affascinante e fissarne di immensi affascina ancora di più però, frequentemente, rende tutto irrealizzabile.

Temporizzabile ovvero definire l'obiettivo in funzione del tempo. Occorrerà quindi definire un tempo di scadenza di quell'obbiettivo. Questo definisce l'urgenza e la mancanza di tale parametro da la possibilità di "tirarla per le lunghe". Urgente non è un parametro temporale.

Qualcosa che è sottinteso ma mai fortemente esplicitato, se non alla domanda "Perchè dobbiamo raggiungere quell'obiettivo?", sono i valori. Ma forse emergono sempre nel momento in cui ci poniamo obiettivi, forse sono valori specifici e momentanei o forse sono valori che ci accompagnano sempre; sta di fatto che non è facile fare qualcosa che è contrario ai nostri principi anche quando questo qualcosa è strutturato in maniera ineccepibile.

 

Orientamento

D.P.R. 12 Luglio 2000, n. 257 - Regolamento di attuazione dell'art. 68 della legge 17 maggio 1999, n.144, concernente l'obbligo di frequenza di attivita' formative fino al diciotte...
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