Il contributo di cui qui presentiamo l'estratto è stato presentato a Le storie siamo noi 2007 - Convegno nazionale sull'orientamento Narrativo
Scegliere una modalità o un’altra di orientamento equivale a esercitare un’opzione per un’antropologia o un’altra (per una sociologia, una psicologia, una pedagogia).
Chi crede che oggi siamo in una società complessa e che i destini di ognuno siano differenti per condizioni di partenza, per possibilità, per potenzialità e per esperienze vissute non può pensare ad un orientamento deterministico. Non che prima donne e uomini fossero diversi, semplicemente una società che, esplicitamente, tendeva alla conservazione per rafforzare la propria stabilità e prevedibilità consentiva processi diversi.
L’orientamento oggi diventa soprattutto produzione di senso rispetto alla propria vita (dimensione del futuro) e attribuzione di senso (dimensione del passato). Per favorire questo processo è necessaria una dimensione non fatalistica del proprio destino che schiaccia soltanto nella seconda dimensione (attribuzione di senso ex post o attribuzione di senso pescando dai repertori di significazione socialmente disponibili).
Oggi infatti così come da più parti si postula la necessità di imparare ad imparare, individuando nelle competenze metacognitive, quelle che controllano i nostri processi di apprendimento e i processi cognitivi più in generale, le competenze più importanti per la società della conoscenza (almeno alle nostre latitudini) si può affermare la stessa cosa rispetto all’orientamento.
Possiamo allora coniare un nuovo termine: la metaipseità, ovvero la competenza di governo e controllo della propria identità e del proprio sviluppo, questa metacompetenza si nutre di percezione di autoefficacia, di competenze comunicative e relazionali, di competenze progettuali creative, di competenze organizzative etc…, ma soprattutto di capacità di governo (nel pensiero e nell’agentività) della produzione di senso.
Attribuire senso e produrre senso sono competenze che si snodano lungo l’intero arco dell’esistenza, che postulano una continuità.
La competenza che costituiscono la metaipseità sono una mescolanza di logica e creatività: bisogna rinunciare al mito del traguardo per centrarci sul mito del cammino: l’orientamento è un processo formativo particolare, non è uno scioglimento.
La metodologia narrativa supporta proprio lo sviluppo di queste competenze attraverso un potenziamento di quelle che, recentemente, sono state definite come life skill in modo naturale, da sempre infatti i racconti hanno aiutato le culture ed i singoli soggetti a produrre senso.
Riferimenti bibliografici
Notizia biobibliografica
Federico Batini, direttore delle agenzie formative Pratika e Nausika, è professore a contratto presso l’Università di Firenze e in corsi e scuole di specializzazione post laurea. È presidente nazionale di COFIR e membro della Segreteria Nazionale del Forum Permanente per l’Educazione degli Adulti. Fondatore della metodologia dell'orientamento narrativo, ha curato con Renato Zaccaria il volume Per un orientamento narrativo (Franco Angeli 2000). Tra le sue ultime pubblicazioni in volume sull’orientamento si segnalano: con Gabriel Del Sarto, Narrazioni di narrazioni (Erickson 2005), Manuale per orientatori (Erickson 2005), con Gloria Capecchi, Strumenti di partecipazione (Erickson 2005), con Simone Giusti e Gabriel Del Sarto, Narrazione e invenzione (Erickson 2007). Insieme a Simone Giusti dirige la collana “Comunità e persone. Sviluppo, formazione e orientamento”, Centro Studi Erickson di Trento. Dirige la rivista LLL.
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