pratika

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

VIDEO: Il colloquio di orientamento - Lez. 05 - Efficacia/Getione

video_orientamento05«La preoccupazione maggiore dell'operatore non deve essere il problema del cliente di per sé, quanto piuttosto la relazione che il cliente con il suo problema, vale a dire i significati che il soggetto attribuisce al problema» (Roger Mucchielli).

Perché un colloquio sia efficace l'orientatore deve avere sempre, come obiettivo, l'indipendenza e l'autonomia del soggetto, da conquistarsi nel più breve tempo possibile.

La gestione del colloquio occorre dunque che sia tesa alla rilevazione delle risorse oltre che delle problematiche del soggetto, per far sì che ogni decisione, ogni scelta che viene fatta nel corso del colloquio sia frutto della esplicita volontà del cliente.

Un colloquio per essere efficace deve, tener conto, ovviamente, di quelle che sono per prima cosa le necessità esplicitate all'inizio, la motivazione per la quale il cliente ha deciso di compiere un percorso di orientamento e poi di quelle che sono le problematiche e le necessità emerse nel corso dei colloqui.

L'operatore deve rifuggire alla tentazione di essere un solutore di problemi, piuttosto tenga a mente la figura del facilitatore, il suo aiuto infatti deve essere un aiuto come supporto all'indipendenza.

Indicazioni bibliografiche:

Batini F., 2001, Lo sguardo che carezza da lontano. Per una formazione alla relazione di aiuto, Milano, Angeli.
Lai. G. P., 1980, Le parole del primo colloquio, Torino, Boringhieri.
Novara D., 1997, L'ascolto si impara, Torino, EGA.

Pratika è leader a livello nazionale nella formazione degli Orientatori. Da quest'anno è attivo il corso di Specializzazione in Orientamento Narrativo

 

NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

Animazione

Il filo conduttore della collana Comunità e persone è il concetto di empowerment, inteso come l’insieme di conoscenze, di modalità relazionali, di competenze che permette a...
Leggi tutto  

Partecipazione

di Michela Alvani

Il coinvolgimento dei singoli cittadini nella vita pubblica è un elemento essenziale per costruire comunità più democratiche, solidali e prospere. Essere un cittadino attivo vuol dire poter godere dei propri diritti, possedere gli strumenti intellettuali e materiali, avere la possibilità di intervenire nelle decisioni e influenzarle, impegnarsi in attività e iniziative che possano determinare la costruzione di una società migliore.

Partecipare significa prendere parte attiva a fatti di interesse collettivo, offrire il proprio contributo a qualcosa, manifestare attenzione per una vicenda e cooperare per raggiungere un risultato comune. (Hart, 1992)

Il processo di partecipazione presuppone il coinvolgimento di ogni singola persona all'interno di un gruppo, implica la proposta per la realizzazione di qualcosa e il raggiungimento di un obiettivo, richiede volontà e competenza nell'attivare momenti di coinvolgimento da parte di chi avvia il processo.

Ne consegue che la partecipazione dei cittadini è tale solo se volontaria, e comunque influente sulle scelte delle autorità. (Vinazzani, 2009)

La pedagogia e la politica devono avere un ruolo di primo piano e lavorare in modo sinergico al fine di permettere la partecipazione dei cittadini alle questioni che direttamente li riguardano. Gli obiettivi cui dovrebbero tendere sono la diffusione di una cultura dei diritti, di una cultura rispettosa dell'Infanzia e programmare dei veri e propri corsi di educazione alla cittadinanza, rivolti a bambini, giovani e adulti, che non si risolvano in sterili lezioni di educazione civica.

Partecipando in modo consapevole i soggetti sviluppano competenza e sicurezza, le quali aumentano la motivazione a partecipare e a coinvolgere altri soggetti. Questi, a loro volta, svilupperanno capacità che aumenteranno la loro motivazione.

E così avanti, dando luogo ad un movimento simile a quello di una spirale che si autoproduce.

La società complessa in cui viviamo soffre per l'incapacità di saper vedere la partecipazione dei cittadini come una risorsa. È, oggi più che mai, necessario creare un nuovo punto di vista che sappia avvertire quegli echi che giungono dal basso non come un problema da mettere a tacere, ma come uno slancio per ritrovare quel senso comunitario andato perso.

Riferimenti

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Vinazzani G., (2009), "Salute, comunità, partecipazione", in: La salute umana, Rivista bimestrale di promozione ed educazione alla salute, n°221-222, Centro sperimentale per l'educazione san itaria, Università degli studi di Perugia.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

Il Metodo Delphi, con la sua particolare struttura, consente, tramite la somministrazione ripetuta di questionari, di ottenere non soltanto opinioni singole, ma di sollevare un confronto...
Leggi tutto  

Orientamento

Pratika regala il volume, in versione PDF, Per un orientamento narrativo. Globalizzazione, nomadicità, un'epoca nella quale cambiamento, flessibilità e mobilità sono parole...
Leggi tutto  
You are here:
Mappa del sito - Contatti - FAQ - Privacy - Copyright - Feed Pratika