«Se la vita è un gioco di carte noi nasciamo senza conoscerne le regole. Nonostante ciò tutti siamo chiamati a giocare una mano» (Niki de Saint Phalle).
Ogni colloquio deve concludersi con un riepilogo di ciò che è accaduto, alla fine di ogni colloquio infatti vi sono alcune cose delle quale occorre accertarsi. Deve essere chiaro, a costo di qualche ripetizione: che cosa abbiamo fatto oggi, quali sono le nostre prossime tappe, quale il prossimo appuntamento (quando, dove, a che ora), con quale compito svolto autonomamente il cliente dovrà presentarsi, quali azioni dovrà intraprendere nel tempo intercorrente tra un colloquio e l'altro...
In poche parole dobbiamo produrre alcuni effetti: offrire la sensazione che un percorso è iniziato, che già si delineano le prime tappe, che il percorso prende una forma ed una direzione; rinforzare l'autonomia del cliente, concordando con lui alcune azioni che gli consentano di andare avanti da solo, cosciente che poi, quelle azioni, potranno essere verificate con noi nell'appuntamento successivo; assegnare un appuntamento con precisione, in modo che vi sia un luogo ed un tempo definito.
Indicazioni bibliografiche:
Batini F., 2001, Lo sguardo che carezza da lontano. Per una formazione alla relazione di aiuto, Milano, Angeli.
May R, 1991, L'arte del counseling, Roma, Astrolabio.
Pombeni M.L., 1996, Il colloquio di orientamento, Roma, NIS.
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