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STRUMENTI: Bibliografia sull'orientamento

Le nostre pubblicazioni sull'orientamento

Gli ultimi anni hanno visto succedersi una serie di pubblicazioni che riguardano direttamente l’orientamento narrativo o che possono essere considerate utili in relazione alla comprensione ed alla giustificazione di questo metodo. In questa sezione proponiamo allora un percorso, non esaustivo, relativo a questi testi cercando di precisarne la funzione.

Consulente di orientamento

Costruttori di storie. Quaderno di Lavoro del II Convegno Biennale sull’orientamento narrativo (con CD). Federico Batini, Simone Giusti (a cura di), con interventi di Federico Batini, Giuseppe O. Longo, Paolo Jedlowski, Giuseppe Mantovani,  Claudia Mazzeschi, Andrea Smorti, Michele Capurso, Natascia Tonelli, Loredana Laghezza, Samantha Bonucci, Alessio Surian, Maria D’Ambrosio. Pensa Multimedia, 2009. Quaderno di lavoro del II Convegno biennale con quadro della situazione circa la ricerca e le pratiche di orientamento narrativo, presentazione di laboratori e percorsi, lezioni magistrali e materiali utilizzabili contenuti nel CD

Le storie siamo noi. Gestire le scelte e costruire la propria vita con le narrazioni. Federico Batini, Simone Giusti, Paolo Jedlowski, Giuseppe Mantovani, Ludovica Scarpa, Andrea Smorti. Liguori, 2009. Un quadro delle principali fonti disciplinari e delle teorie di riferimento dell’orientamento narrativo e della nascita del metodo.
L’orientamento narrativo a scuola. Lavorare sulle competenze per l’orientamento dalla scuola dell’infanzia all’educazione degli adulti. Federico Batini, Simone Giusti. Erickson, 2008. Un inquadramento teorico/pratico dell’orientamento narrativo, indicazioni metodologiche sull’utilizzo ed un vasto repertorio di percorsi completi di schede e riutilizzabili dalla scuola dell’infanzia all’educazione degli adulti.
Il senso e la narrazione. Giuseppe O. Longo. Springer, 2008. Anche la scienza produce racconti sul mondo, soprattutto nella lunga fase della ricerca, quando chi indaga commette errori, combatte con delusioni, incertezze, produce immagini approssimate e riceve suggerimenti dalle fonti più improbabili, come non pochi scienziati hanno poi raccontato in alcune testimonianze.
Riscrivere la dispersione. Scrittura e orientamento narrativo per la prevenzione. Federico Batini, Maria D’Ambrosio. Liguori, 2008. L’applicazione del metodo della riscrittura di Pennebacker alla dispersione scolastica integrato con l’orientamento narrativo. Il volume comprende una ricerca ed i relativi risultati.
Storientando: un progetto e una ricerca con il metodo dell’orientamento narrativo. Federico Batini, Alessio Surian. Pensa, 2008. Le narrazioni come strumento di sviluppo e una ricerca su un vasto progetto alle scuole medie ed alle scuole superiori
L’isola sconosciuta: un progetto di orientamento narrativo. Metodi e risultati. Federico Batini. Pensa, 2008. L’inquadramento dell’orientamento narrativo all’interno del paradigma formativo dell’orientamento. Una ricerca su un progetto dell’associazione Pratika con metodo utilizzato e risultati.
Orientare l’orientamento. Politiche azioni e strumenti per un sistema di qualità. Anna Grimaldi, Keiri Becherelli, Stefania Ferrari (a cura di), Isfol, 2007. Il volume è la sintesi del grande convegno organizzato dall’ISFOL nel 2005. In quell’occasione viene presentato ufficialmente a livello nazionale l’orientamento narrativo (contributo di Federico Batini contenuto nel volume).
Raccontare storie. Politiche del lavoro e orientamento narrativo. Federico Batini, Gabriel Del Sarto. Carocci, 2007. L’applicazione dell’orientamento narrativo alle politiche del lavoro. L’orientamento narrativo come strumento per lo sviluppo di competenze.
Raccontare le competenze. Federico Batini, Gabriel Del Sarto, Matteo Perchiazzi. Transeuropa, 2007 (ristampa 2008). Una riflessione sulle modalità narrative per riconoscere e valutare le competenze, l’avanzamento delle competenze nel contesto scolastico e formativo.
Narrazione e invenzione. Manuale di lettura e scrittura creativa. Simone Giusti, Federico Batini, Gabriel Del Sarto. Erickson, 2007. Le modalità narrative in genere applicabili all’empowerment, alla crescita, allo sviluppo di competenze di interpretazione e di scrittura e lettura. Raccoglie percorsi e schede operative.
Dialoghi sull’orientamento. Dalle esperienze ai modelli. Anna Grimaldi, Angelo Del Cimmuto (a cura di), Isfol, 2006. Un volume sulla situazione e sugli sviluppi dell’orientamento. Di particolare interesse per l’orientamento narrativo la prefazione di Jean Guichard
Progetti di vita come progetti di formazione. Patrizia De Mennato (a cura di). Testi di P. de Mennato, M. Striano, V. d'Agnese, R. Biagioli, F. Lo Presti, M. Di Roberto, ETS, 2006. Una ricerca svolta presso il Servizio dell'orientamento dall'Università degli Studi di Napoli Parthenope è l’occasione per riflettere sulla teoria e la pratica di orientamento di matrice costruttivista, con particolare attenzione al rapporto tra narrazione e orientamento.
Orientamento informativo. Federico Batini, Nicola Giaconi, Erickson, 2006. Una rassegna degli strumenti di orientamento informativo e delle informazioni necessarie con schede riutilizzabili ed esercitazioni in chiave narrativa.

Il futuro in giallo. Esperienze e materiali per l’orientamento narrativo. Federico Batini, Gloria Capecchi. Zona, 2006. L’utilizzo del genere letterario giallo come strumento di orientamento narrativo. Percorsi e strumenti.
Manuale per orientatori. Federico Batini (a cura di), Erickson, 2005 (ristampa 2008), Manuale per orientatori con i principali metodi (compreso l’orientamento narrativo).
Pensare il futuro una pratica di orientamento di gruppo. Anna Grimaldi, Francesco Avallone, Isfol, 2005. Il  volume, progettato con l’intenzione di facilitare un pensiero progettuale aiuta a ricostruire la propria storia di vita, ad individuare le capacità personali e professionali a definire il progetto professionale e le azioni concrete per realizzarlo.
Narrazioni di narrazioni. Pagine di orientamento narrativo. Federico Batini, Gabriel Del Sarto, Erickson, 2005, Il punto sull’orientamento narrativo con una serie di strumenti e di percorsi utilizzabili. La relazione tra orientamento narrativo e progetto di vita.
Foto dal futuro. Orientamento narrativo. Federico Batini, Renato Zaccaria, Zona, 2002. Contributi di: Federico Batini, Christian Alin, Andrea Smorti, Ugo Cornia, Teresa Albano, Paolo Nori, Andrea Fontana, Giampiero Rigosi, Renato Zaccaria. Uno dei primi progetti di largo respiro con l’orientamento narrativo ed il foto linguaggio. I primi risultati della ricerca.
Per un orientamento narrativo. Federico Batini, Renato Zaccaria (a cura di), Angeli, 2000 (esaurito). Testi di Renato Zaccaria, Federico Batini, Duccio Demetrio, Vincenzo Ceccarelli, Annamaria Di Paolo, Bruno Rossi, Loretta Fabbri, Andrea Fontana, Brunetto Salvarani, Cecilia Batini. Il testo si propone, nel quadro di una contestualizzazione teorica, di narrare alcune esperienze, di suggerire percorsi e materiali per l'utilizzo di una nuova metodologia di orientamento: l'orientamento narrativo che fa riferimento ai paradigmi della pedagogia narrativa, della riflessività e dell'autobiografia. Si tratta del risultato dei primi tre anni di lavoro con l’orientamento narrativo.

Batini F., Zaccaria R. (2000), Per un orientamento narrativo, Franco Angeli, Milano.

Batini F. (2001), Lo sguardo che carezza da lontano. Per una formazione alla relazione d’aiuto, Franco Angeli, Milano

Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori. Metodi e scenari per l’empowerment personale e professionale, Trento, Erickson.

Batini F. (2005), Come trovare lavoro, Roma, Buffetti.

Batini F, Del Sarto G. (2005), Narrazioni di narrazioni. Orientamento narrativo e progetto di vita, Trento, Erickson.

Batini F., Capecchi G., Forzoni A. (a cura di, 2005), Dopo il diploma? Manuale per l’orientamento post-diploma, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F, Capecchi G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione, Trento, Erickson.

Batini F., Capecchi G., Forzoni A. (a cura di, 2005), Dopo il diploma? Manuale per l’orientamento post-diploma, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F., Giaconi N. (2006), Orientamento informativo, Trento, Erickson

Batini F., Moreschi M., Parri A., (a cura di, 2006), Il mio futuro: scegliere dopo l’obbligo formativo, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F., Lambruschini L. (a cura di, 2006), Un mestiere difficile: genitori di ragazzi che scelgono, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F., Giaconi N. (2006), Orientamento informativo, Trento, Erickson

Scenari

Alberici A., Globale e locale nell’educazione del XXI secolo, in Atti del Convegno Internazionale, “ Antinomie dell’educazione nel XXI secolo”, Roma, 30,31gennaio, 1 febbraio 2003, in corso di stampa.

Alberici A., La dimensione lifelong learning nella teoria pedagogica, in Isfol, Dalla pratica alla teoria per la formazione: un percorso di ricerca epistemologica, Franco Angeli, Milano, 2001.

Alberici, A., Imparare sempre nella società della conoscenza, Bruno Mondadori, Milano, 2002.

Alberici A. Serreri, P. Competenze e formazione in età adulta. Il bilancio di competenza, Monolite, Roma, 2003.

Batini F. (a cura di) (2005), Manuale per orientatori, Erickson, Trento.

Batini F., Zaccaria R., Per un orientamento narrativo, Milano, Angeli, 2000.

Beck U., Che cos’è la globalizzazione. Rischi e prospettive della società planetaria, Roma, Carocci, 2002.

Burbules N.C., Torres C. A., Globalizzation and education. Critical perspectives, Routledge, New York, 2000.

Castells M., The power of Identity, Blackwell Publishers, Oxford, 1997

Commissione delle Comunità Europee, Memorandum on Lifelong Learning, Bruxelles, 2000.

Demetrio D., Alberici A., Istituzioni di Educazione degli Adulti, Guerini e Associati, Milano, 2002.

Gallino L., Globalizzazione e disuguaglianze, Laterza, Bari-Roma, 2000.

Giddens A, Le conseguenze della modernità. Fiducia e rischio, sicurezza e pericolo, Bologna, Il Mulino, 1994;

Green A., Education, globalization and the nation state, MacMillian Press, ltd, London, 1997.

Habermas J., Teoria dell’agire comunicativo, , Bologna, Il Mulino, 1986.

Morin E., Kern A.B., Terra-Patria, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1994

Robertson R. , Globalizzazione. Teoria sociale e cultura sociale, Trieste, Asterios Editore, 1999.

Schön, D.A. Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica professionale, trad. ital., Dedalo, Bari,1993.

Surian A., Un’altra educazione è possibile. Forum mMondiale dell’educazione di Porto Allegre, Editori Riuniti, Roma, 2002.

Surian A.,(a cura di), Un’altra educazione in costruzione. Secondo Forum Mondiale dell’educazione di Porto Alegre, Edizioni ETS, Pisa, 2003.

Touraine A., Società e sistema. Come li riscrive Alain Touraine, in Le parole nel tempo ( a cura di D. De Masi e D. Pepe), Milano, Guerini e Associati, pp. 453-481.

Ascolto

Baldini M. (1988), Educare all’ascolto, La Scuola, Brescia

Batini F. (2001), Lo sguardo che carezza da lontano. Per una formazione alla relazione d’aiuto, Franco Angeli, Milano

Carkhuff R.(1988), L’arte di aiutare, Erickson, Trento

Cian L. (1992), La relazione di aiuto, Elle Di Ci, Torino

Colasanti A. R., Mastromarino R., Ascolto attivo, Centro IFREP, Roma

Curran C. (1967), L’entretien non-directif, Edit Universitaires, Paris

Genevay B., Katz R. S.(1994, ed. or. 1990), Le emozioni degli operatori nella relazione di aiuto, Erickson, Trento

Giordani B. (1977), La relazione di aiuto, secondo l’indirizzo di C. Rogers, La Scuola, Brescia.

Gordon T. (1991, ed. or. 1974), Insegnanti efficaci, Giunti e Lisciani, Firenze

Mizzau M. (1974), Prospettive della comunicazione interpersonale, Il Mulino, Bologna

Mucchielli R. (1987), Apprendere il counseling. Manuale di autoformazione al colloquio di aiuto, Erickson, Trento

Murgatroyd S. J. (1995), Il Counseling nella relazione di aiuto, Sovera, Roma

Nanetti F. (1998), L’arte di dialogare, Quattroventi, Urbino

Novara D. (1997), L’ascolto si impara. Domande legittime per una pedagogia dell'ascolto, EGA, Torino

Sclavi M. (2000), Arte di Ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Pesaro Milano, Le Vespe Ed.

Semi A. (1987), Tecnica del colloquio, Cortina, Milano.

Bilancio di Competenze

Espace de Femmes pour la Formation et l’Emploi (2000), Dalla biografia al progetto. Bilancio – portfolio di competenze, Rosemberg e Sellier.

ISFOL (1989), Valutare l’investimento formazione, F.Angeli, Milano.

ISFOL (1993), La valutazione nel Fondo Sociale Europeo, F.Angeli, Milano.

ISFOL (1994), Competenze trasversali e comportamento organizzativo, Angeli, Milano.

Selvatici, A., D’angelo M.G. (a cura di, 2000), Il bilancio di competenze, Franco Angeli, Milano.

Trentini, G.(a cura di, 2000), Manuale del colloquio e dell’intervista, UTET, Torino.

Ricerca attiva del lavoro

Bolles R. N. (2002) What color is your parachute?, Ten Speed Press, Berkeley CA

Porot D. (1996) The PIE method, JIST Works, Indianapolis

Antoni G., Giaconi N. (2001) Trovare il lavoro che piace, Maggioli, Rimini

Antoni G., Giaconi N. (2003), Scegli la tua professione. Il bilancio delle competenze per la creazione dell’obiettivo professionale, Rimini, Maggioli.

Batini F. (a cura di, 2005), Manuale per orientatori. Metodi e scenari per l’empowerment personale e professionale, Trento, Erickson.

Batini F., Giaconi N. (2006), Orientamento informativo, Trento, Erickson

Batini F. (2005), Come trovare lavoro, Roma, Buffetti.

Batini F, Capecchi G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione, Trento, Erickson.

Batini F, Del Sarto G. (2005), Narrazioni di narrazioni. Orientamento narrativo e progetto di vita, Trento, Erickson.

Batini F., Capecchi G., Forzoni A. (a cura di, 2005), Dopo il diploma? Manuale per l’orientamento post-diploma, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F., Moreschi M., Parri A., (a cura di, 2006), Il mio futuro: scegliere dopo l’obbligo formativo, Arezzo, ZU (Zona Università).

Batini F., Lambruschini L. (a cura di, 2006), Un mestiere difficile: genitori di ragazzi che scelgono, Arezzo, ZU (Zona Università).

Bolles R. N. (2002), What color is your parachute?, Berkeley CA, Ten Speed Press.

Briganti A., Monti A. (a cura di, 2002), Rapporto sull’istruzione universitaria in Italia, Milano, Angeli.

Frey L’, Ghignosi G. (2002), L’importanza della riforma universitaria in corso in Italia, Milano, Angeli.

Groupe de réflexion sur l’education et la formation (1997), Rapport- Accomplir l’Europe par l’éducation et la formation, Bruxelles-Luxembourg,CECA-CE-CEEA.

Porot D. (1996), The PIE method, Indianapolis, JIST Works.

Pombeni M. L’ (1996), Orientamento scolastico e professionale, Bologna, Il Mulino.


NOTA: (materiale originale, riproduzione vietata se non esplicitamente autorizzata) I materiali sono prodotti da Associazione Pratika© e dai rispettivi autori. Potrai utilizzare liberamente, tutto o in parte, questo materiale per scopi personali e didattici citando la fonte in questo modo: Materiale prodotto da Associazione Pratika© e NOME DELL' AUTORE - www.pratika.net

Animazione

Mi leggi (racconti) una storia?

Quanti di noi, genitori, educatori, insegnanti, animatori, si sono sentiti fare questa domanda. Forse è passato molto tempo, ma ci sono ottime probabilità che la stessa domanda l'abbiamo fatta an che noi, tanti anni prima a qualcuno degli adulti significativi che ci circondavano. Ascoltare una storia, leggere una storia è un processo estremamente semplice, familiare a ciascuno di noi ed, al tempo stesso, qualcosa di estremamente complesso, che chiama in causa processi cognitivi ed emotivi, che struttura i modi con i quali diamo senso e significato agli eventi della vita ed alla vita medesima, che ci "forma" in un senso molto più ampio di quello che pensiamo. Da millenni presso le comunità umane i genitori attraverso fiabe e favole forniscono una prima chiave di lettura per l'esperienza dei figli (più avanti rifletteremo dunque sulla scelta e sulla modificazione, nel corso del tempo, di questo tipo di storie)1.

Tutti (o quasi) abbiamo qualche ricordo legato a qualcuno che, più probabilmente quando eravamo bambini (ma non soltanto, visto il fiorire di associazioni e gruppi legati alla lettura ad Alta Voce come LaAV – www.narrazioni.it) ci ha raccontato o letto ad alta voce delle storie. Questo ricordo è, solitamente, estremamente piacevole e si pone in contraddizione con l'esperienza che, successivamente, molti di noi hanno fatto della lettura nell'istruzione scolastica, specie in quella di secondo grado.

Lì spesso la lettura viene avvertita come un obbligo, come un dovere, come qualcosa che "si deve fare" e non viene collegata, in alcun modo, all'esperienza personale, anzi si colloca in un'area che appare, per molteplici motivi, quanto di più lontano possa esserci dall'esperienza di vita quotidiana. Quando la lettura diventa un modo per verificare la conoscenza dei generi letterari o per iniziare un'analisi del testo, quando ciò che ci viene proposto è funzionale alla lettura di saggi critici o non intercetta, in alcun modo, la nostra esperienza personale... la lettura perde il proprio senso principale, quello di consentirci repertori di esperienza protetta, di mettere in parola sensazioni, emozioni, eventi della nostra esperienza personale, quella, in poche parole, di arricchire la nostra vita.

La lettura, insomma, trova nella scuola, che dovrebbe favorirla, praticarla, farla sperimentare una battuta di arresto (i motivi sono molteplici: dalla scelta dei testi alla modalità di utilizzo degli stessi nell'esperienza scolastica). A volte, però, dopo la delusione ed il conseguente allontanamento scolastico, il rapporto con la lettura riemerge, trovando strade e percorsi particolarissimi (e personalissimi) per conquistarsi un proprio spazio. Quando questo accade possiamo procedere a ritroso per scoprire che, almeno una volta, nella vita, solitamente nella prima infanzia, c'è stato un rapporto positivo con la lettura e con le storie. Le storie che vengono lette e raccontate nella prima infanzia hanno dunque un effetto di lungo periodo, molto superiore al gradimento ed alla sensazione di accudimento (che già non sono poca cosa) che si sperimenta nell'immediato. Questo effetto produce, magari a quindici anni di distanza, un'affezione duratura alla lettura, ma ha prodotto anche effetti cognitivo-emotivi che ci hanno sostenuto e ci hanno permesso di "leggere" il mondo intorno persino nel periodo di distanza e rifiuto della lettura stessa.

Le storie di ciascuno di noi crescono ogni giorno, ogni giorno si arricchiscono e si modificano: quelle che ci raccontano e ci raccontiamo, quelle che ascoltiamo, leggiamo, sentiamo, viviamo, quelle in cui, persino senza esserne coscienti, ci imbattiamo (le storie contenute nelle pubblicità, nelle fiction televisive, le storie on line...).

1 Nell'ambito della 9a Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi 2010, il Gruppo di servizio per la letteratura giovanile ha organizzato il Convegno Dove vai principe azzurro? Fiabe di ieri e di oggi. Nell'ambito di quel Convegno è stata organizzata un'indagine (pur senza ambizioni di rappresentatività e generalizzabilità e presentandosi come sondaggio) estremamente indicativa circa la frequentazione delle fiabe. Da questo sondaggio emerge che le quattro fiabe preferite risultano essere Pinocchio (19%), seguita da Cenerentola (17%) e da Gli Aristogatti e Biancaneve (entrambi con l'11%), percentuali significative sono riscontrate anche per La Sirenetta, La Bella e La Bestia e La Bella Addormentata (tutte e 3 al 6%). Il 66% degli adulti intervistati ha dichiarato di leggere fiabe ai propri bambini ed alunni e alla domanda su chi leggesse loro fiabe quando erano bambini il 71% ha dichiarato che erano i genitori mentre il restante 29% ha risposto i nonni (con occorrenze pari a zero per gli insegnanti!). Soltanto il 42% degli intervistati (costituito in gran parte da insegnanti, bibliotecari, educatori, ... addetti ai lavori, insomma) ha dichiarato di conoscere fiabe con testo italiano e testo originale a fronte (anche se poi l'85% li ritiene utili). Il 100% degli intervistati ritiene (e questo è un dato di particolare rilevanza) che esista un limite di età per leggere le fiabe. Per il tema trattato in questo volume di particolare rilevanza la domanda circa l'effetto e le possibilità offerte dalle fiabe: il 27% ritiene che con le fiabe si possa "fantasticare" e un altro 27% ritiene che si possa "sognare", il 19% ritiene che attraverso le fiabe si possa "sviluppare una mentalità aperta e flessibile", il 15% "arricchire le conoscenze culturali" e soltanto il 12%, infine, pensa che si possano "individuare simboli e metafore". Si evince come la funzione di intrattenimento e di "gioco" sia quella più facilmente attribuita alle fiabe medesime. Alla domanda sulla fruizione delle fiabe attraverso il mezzo televisivo o cinematografico e quale conoscenza delle fiabe esso veicoli le risposte sono state: alternativo (31%), incompleto (31%), originale (18%), pregiudiziale (14%), sufficiente (6%). Il sondaggio in forma completa è edito sulla Rivista "Pagine giovani. Rivista del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile", Anno XXXV, 147, n. 1 gennaio‐marzo 2011 (pagg. XV‐XX)

 

Partecipazione

Oggi, mentre in molti paesi dell'Unione europea stiamo discutendo il Trattato costituzionale, desidero ricordare uno dei principi basilari della Carta dei diritti fondamentali: il principio di...
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Formazione

Il filo conduttore della collana “Comunità e persone” è il concetto di empowerment, inteso come l’insieme di conoscenze, di modalità relazionali, di competenze che permette a...
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Orientamento

Il portafoglio delle competenze è uno dei prodotti finali del Bilancio di Competenze e della Certificazione delle competenze (che alcune regioni italiane stanno cercando di implem...
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