di Laura Alpaca
Pezzana per il suo ultimo libro sceglie un titolo abbastanza “pittoresco” : “Un omosessuale normale“ in verità per una società del terzo millennio che sembra apparire aperta ai cambiamenti ,ancora la maggior parte di noi etero, rimane restia nel concepire che il concetto di omosessualità sia un identità normale . Proprio per questo l’autore affronta questo tema, da un punto di vista fortemente personale, raccontando la propria vita di omosessuale, attraverso un percorso esistenziale multiplo, che si fonde tra vicende private e pubbliche, ripercorrendo fatti di cronaca e di costume che hanno lasciato un segno nell’Italia del 1940 fino ai giorni nostri. Pezzana non a caso sceglie per il suo libro un sottotitolo che in poche parole riassume tutto ciò: ”Diario di una ricerca d’identità attraverso il ricordo, la storia, il costume, le vite". L’autore nel libro sembra aver vissuto molte vite, ognuna scandita da un rigore: nella difesa dei diritti civili degli omosessuali, infatti, egli è il primo fondatore del movimento gay nel 1971 chiamato ”Fuori”. L’autore racconta l’esperienza del “fuori” ed anche di alcuni compagni di viaggio: da Pannella (con Marco e Radicali eravamo delle persone, dei cittadini.
“Niente di più niente di meno.”) a Gianni Vattimo, definito “omosessuale di corte”, che non volle far parte dell’associazione (“temeva che il padrone di casa non gli rinnovasse l’affitto”) all’amico Aldo Busi irritato dall’etichetta di scrittore omosessuale (“ma prima o poi, se, lo vorrà, dovrà fare i conti con la propria identità”). Il libro è suddiviso in diversi passaggi della sua vita, che vanno dai ricordi d’infanzia ,alle prime percezioni del sesso, i viaggi, incontri ed amicizie con persone più o meno famose, la scoperta di un mondo gay con un proprio linguaggio specifico “per riconoscere e farsi riconoscere dai propri simili“, dallo sguardo degli omosessuali forgiato da anni di clandestinità coatta “Può essere contenuto e non far passare nulla negli occhi, può evocare l’antico riflesso timoroso di ricevere un segno di riprovazione o di fastidio. Può, però, anche fulminare e colpire nel segno. Inseguire ed essere accolto. Ricevere una risposta intimidita o strafottente, grata o dubbiosa.Lo sguardo è un’arma che abbiamo imparato a usare con grande perizia”. Sottolinea poi un’altro tema che emerge con l’affermazione dell’omosessualità: l’omofobia, ovvero un avversione immotivata e irrazionale alle persone omosessuali ,che è ancora molto radicata in tutto il mondo , dipingendo così una società ancora bigotta, che solo all’apparenza riesce a stare al passo con i tempi ,ma in realtà è ancora legata a vecchie fondamenta piene di ipocrisie e pregiudizi, ad un disvalore sociale ,non ancora percepito,che non lasciano spazio ad in individuo con un identità sessuale diversa da quella prevalente.”Eppure dovrebbe essere evidente che il desiderio degli omosessuali in nulla differisce da quello degli eterosessuali. Solo che a questi ultimi è concesso manifestarlo, a noi no”. Il libro si conclude con le tematiche del sesso e dell’amore, è proprio quest’ultimo aspetto a sottolineare la difficoltà di vivere una vita da omosessuale.
L’autore racconta con ”commozione” l’incontro di due ragazzi che mentre passeggiano per le strade di Torino, si lasciano andare a dolci effusioni con un vigoroso trasporto, senza nessun timore.
Egli li definisce “coraggiosi”, ed è sicuro che saranno loro ad aprire nuovi orizzonti per una società migliore. Pezzana raramente ha ignorato il fattore umano nei suoi libri, quest’ultimo né è un ulteriore conferma. E’ un libro composto da racconti brevi che lasciano trapelare in alcuni casi una sottile ironia nel ricordo di alcuni avvenimenti, la sua lettura è scorrevole e affascinante allo stesso tempo, riesce a farti entrare con l’immaginazione nelle emozioni e nelle delusioni che hanno caratterizzato questo suo lungo “viaggio“ per la costruzione della propria identità. E’ adatto a tutti coloro che intendono informarsi ed interrogarsi su l’omosessualità e tutte le sue sfaccettature, da come nasce come si sviluppa, e come oggi non sia vista più come una malattia, abbattendo le barriere culturali e mentali indifferentemente dal proprio orientamento sessuale.




