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"Gay e lesbiche, quando si è attratti da persone dello stesso sesso" di Pietrantoni L., Prati G.

"Gay e lesbiche, quando si è attratti da persone dello stesso sesso" di Pietrantoni L., Prati G.di Agnese Bartolini

Questo libro approfondisce la tematica dell'omosessualità partendo dalla sua origine, da come è nata la parola e descrive, grazie ai documenti ritrovati, come nella Grecia antica l'omosessualità maschile e femminile fosse accetta come una possibile variante del modo di sentire umano e fosse legalmente tollerata dai sistemi culturali, politici e religiosi. Gli autori sostengono che in ogni cultura e società di qualsiasi periodo storico si sono sviluppate opinioni, credenze e giudizi sull'omosessualità. Nella società moderna occidentale si registrano atteggiamenti ambivalenti e opinioni variabili da persona a persona, anche se da gli ultimi sondaggi si può affermare che di fronte ad una storia piena di pregiudizi, discriminazione e violenza verso l'omosessualità, si assiste ad un graduale cambiamento in positivo ed a una crescente visibilità delle tematiche dei gay nei mass media e nell'ambito politico. Certo è che rimangono comunque verso l'omosessualità dei stereotipi e dei pregiudizi radicati nel senso comune. Secondo gli autori gli stereotipi sulle persone omosessuali sono numerosi e di diverso tipo, nella maggior parte dei casi sono negativi, caratterizzati dall'erronea associazione dell'omosessualità all'abuso su minori, concezione più volte duramente contraddetta da ricercatori e studiosi. Ma ce ne sono alcuni considerati positivi come l'essere dotati di sensibilità, intelligenza e gioiosità. L'omofobia è la paura e l'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali considerata analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo. Con il termine "omofobia" quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all'omosessualità o alle persone omosessuali. L' omofobia non è inserita in alcuna classificazione clinica delle varie fobie, è solo un atto discriminatorio.

I fattori di rischio associati allo status di minoranza sessuale, comprendente discriminazione, invisibilità e rigetto da parte dei membri della famiglia, possono portare ad un aumento dei comportamenti associati al rischio di vittimizzazione, di debolezza e timidezza che possono facilitare l' abuso da parte di un adulto.

I giovani omosessuali sono più ad alto rischio di abuso psicologico o fisico da parte di genitori o tutori. Le ragioni più logiche per questa disparità sono, secondo gli autori, la facilità di etichettatura specificatamente sulla base del loro profilo sessuale apparente o della loro apparenza non conforme al genere. Centri di crisi nelle città più grandi e siti di informazione in Internet sono nati per aiutare a superare le difficoltà incontrate. In questo libro viene trattato il rapporto tra salute intesa sia in senso fisico, sia mentale. Nella storia sono state elaborate diverse teorie: storicamente, ma ancora qualcuno lo sostiene, si pensava ad una malattia mentale. Freud postulò che l'omosessualità non è un problema religioso, morale e giuridico ma un problema di salute. Infatti dalla prima metà dell'ottocento fino alla seconda metà del novecento gay e lesbiche potevano trovarsi internati nel manicomio a causa del loro orientamento sessuale e per curare l'omosessualità si praticavano delle vere e proprie torture come ad esempio la somministrazione di scosse elettriche. Nella seconda metà del novecento, dopo una lunga ricerca, viene affermato che l'omosessualità non è più una malattia né psichica, né emotiva, né fisica, ma si può definire come una pulsione sessuale. Oggi i gay e le lesbiche convivono con i loro compagni e chi edono un riconoscimento giuridico, o meglio un riconoscimento ufficiale della vita di coppia. Quasi tutti i paesi occidentali hanno regolamentato le unioni omosessuali; in molti stati il matrimonio è stato esteso alle coppie dello stesso sesso, in altri paesi europei esistono forme giuridiche che garantiscono diritti simili al matrimonio, come i PACS in Francia, il contratto di vita comune in Germania, mentre in Islanda e in Svezia, oltre alla cerimonia civile è anche possibile il matrimonio in chiesa. Chiedono questo perché il matrimonio offre una protezione negli eventi particolarmente traumatici che fanno parte della vita di una persona, ad esempio in caso di morte di uno dei partner, il congiunto può prendere decisioni sul funerale e ha automaticamente diritto all'eredità. Questo non è solo un diritto che chiedono gli omosessuali ma anche le coppie eterosessuali conviventi di fatto, giuridicamente e religiosamente non sposate.

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