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"Comprendere la differenza" di Federico Batini

"Comprendere la differenza" di Federico Batinidi Nakia Santinelli

"Comprendere la differenza verso una pedagogia dell'identità sessuale": è questo il titolo dell'opera di Federico Batini, ricercatore di pedagogia sperimentale ed esperto di orientamento narrativo, prevenzione del disagio e formazione di insegnanti ed educatori. In questo libro l'autore ci parla d'identità sessuale e della difficile comprensione delle diversità nella società d'oggi.

Per identità sessuale s'intende un'identità formata da varie componenti legate fra loro: sesso biologico (la nostra appartenenza fisiologica al sesso maschile o femminile), l'identità di genere (che è un costrutto personale, ovvero il nostro sentirci uomo o donna a prescindere dal sesso biologico), il ruolo di genere (costrutto culturale a cui uomo e donna devono aderire per "tradizione") e, infine, l'orientamento sessuale (l'attrazione erotica e affettiva verso persone dello stesso sesso, di sesso opposto o di entrambi i sessi). L'accettazione dell'identità sessuale risulta assai difficile in una società eteronormativa come la nostra in cui la retta via sembra essere solo quella dell'eterosessualità. Nella scuola il concetto di sessualità è affrontato solamente dal punto di vista biologico, trascurando l'aspetto emotivo e affettivo mentre, in molti altri contesti formativi, l'argomento non viene affatto trattato. Lo sviluppo dell'identità avviene nel periodo adolescenziale e proprio in questo periodo i ragazzi hanno la scuola come punto di riferimento e di crescita. Secondo l'autore la scuola dovrebbe fornire i giusti strumenti conoscitivi su qualsiasi argomento, soprattutto su quelli più attuali e interessanti per i giovani. Tutto ciò però nella maggior parte dei casi non avviene. È per questo che il libro ha come obiettivo quello di avviare verso una pedagogia dell'identità sessuale. A tal proposito l'ambito formativo si presta ad essere l'ambiente ideale, in cui ritrovare una vasta varietà d'identità. Un sondaggio effettuato sull'alfabetizzazione degli insegnanti in merito a questo argomento dimostra che gli stessi affermano di non essere preparati nell'affrontare il tema della sessualità e di avere grosse lacune circa la terminologia specifica. Sono state poi valutate anche le conoscenze degli studenti universitari nell'anno 2009/2010 attraverso laboratori in cui si chiedeva di dare una definizione di gay, lesbica ed transessuale. Dopo l'esperimento vi è stato un forte incremento di conoscenze riguardo l'argomento. La stessa cosa è stata fatta con i ragazzi di scuola secondaria superiore, ai quali sono state chieste informazioni sulla conoscenza o meno del termine omofobia, omosessualità, bullismo, se la tematica fosse stata affrontata in classe, ecc. Molti hanno affermato che nella loro scuola non vi fossero omofobi e nemmeno atti di bullismo, ma la cosa sconcertante è che molti ragazzi ritenessero l'omosessualità ancora una patologia. Ciò fa capire quanto oggi si abbia ancora timore a parlare di questi tipo di argomenti.

L'opera di Batini offre un contributo positivo al dibattito sull'argomento, fornisce le nozioni base su identità sessuale, omofobia, bullismo, diversità, ecc. La diversità, secondo l'autore, non deve avere come fondamenta i pregiudizi e gli stereotipi: ognuno dovrebbe capire che diversità è sinonimo di "unico" e "speciale" in senso più che positivo perché, in fondo, ognuno di noi è diverso dagli altri. Bisognerebbe imparare a riconoscere i propri pregiudizi, comprenderli e superarli perché è solo con questa ottica che, un domani, sarà possibile essere veramente liberi di esprimere fino in fondo se stessi; questo significa educare alla diversità.


 

di Antonella Biesco

Questo libro affronta le tematiche dell'identità sessuale,omofobia,transofobia e l'educazione alla diversità. Il suo scopo è quello di educare alla diversità.

Nei vari capitoli del libro si è cercato di spiegare in un primo tempo il significato dei vari termini.

Che cos'è l'omofobia? Che cos'è l'identità sessuale? Da quali componenti è formata e il suo sviluppo?

L'identità sessuale è formata da quattro componenti:sesso biologico,identità sessuale di genere,ruolo di genere e orientamento sessuale.

Essa è molto complessa e si sviluppa secondo modalità,influenze e tempi differenti,si collega alle dimensioni affettive emozionali e psicologiche e si intreccia con la storia biologica e psicologica di ogni soggetto.

Invece, l'omofobia è la condizione di avversione nei confronti dell'omosessualità e da essa nasce il bullismo omofobico,cioè quel tipo di bullismo che isola,insulta i soggetti omosessuali.

Gli ultimi capitoli del libro trattano un'attività di ricerca che si è svolta nelle scuole secondarie e nell'università,per constatare le conoscenze su questi temi.

L' indagine all interno dell'università è stata svolta nell'anno accademico 2009/2010,presso la facoltà di scienze della formazione di Perugia. In un primo momento, sono stati consegnati a tutti gli studenti tre cartoncini colorati su cui scrivere la definizione di lesbica,gay e transessuale. La stessa cosa è stata ripetuta alla fine del laboratorio. Da questa indagine è emerso che nella fase iniziale del laboratorio erano presenti stereotipi riferiti agli omosessuali e inoltre, gli studenti avevano poca consapevolezza della differenza tra orientamento sessuale e identità di genere. Mentre nella fase finale erano,ancora presenti degli stereotipi di tipo positivo però si stava prendendo coscienza della differenza tra orientamento sessuale e identità di genere.

L'altro lavoro di ricerca è stato svolto a Terni,nell'istituto professionale coinvolgendo le classi quinte dove è stato usato il questionario ad alta e media strutturazione. Il suo scopo era quello di verificare le radici e il problema dell'omofobia.

Il questionario,si presentava articolato in tre sezioni per un totale di quindici domande.

Da questa ricerca è emerso che la maggior parte dei studenti, ritiene che gli omosessuali devono essere tutelati e rispettati in quanto cittadini e persone,che hanno gli stessi diritti degli eterosessuali.

Però da questa ricerca si è constatato anche che molti ragazzi non conoscono affatto questi temi o solo in maniera superficiale; ciò accade perché, la scuola in primo luogo e poi la famiglia parlano in maniera superflua dei concetti riguardanti questi temi.Molte volte neanche se ne parla, si preferisce il silenzio piuttosto che argomentare certe tematiche. Infatti e venuto fuori che molti insegnati,educatori e maestri sono poco preparati su queste tematiche. Cosa molto sbagliata perché questi sono temi di attualità,di fondamentale importanza ed è soprattutto nelle scuole,che si dovrebbe promuovere questo tipo di educazione,in quanto è il luogo di formazione del giovane e della sua cultura. Delle volte bisognerebbe soffermarsi di più su tematiche di attualità invece che sul contenuto di un opera o semplicemente la spiegazione di un autore;al fine di eliminare qualsiasi tipo di pregiudizio o stereotipo su tali concetti.

Questo libro affronta tematiche molto importanti, usa un linguaggio semplice e comprensibile ed È un ottimo libro per chi ha poca conoscenza riguardo certi concetti o per chi le apprende solo attraverso giornali e televisione.


 

di Benedetta Bastioli

Nelle società odierne americana , francese, italiana , inglese , spagnola ecc e in tutte quelle società che si definiscono democratiche e che affermano di tutelare l'uomo in quanto essere umano , troviamo ancora situazioni dove gli omosessuali sono vittime di violenza, di pregiudizi e di frasi stereotipate. La maggior parte dei cittadini non conosce il significato della parola omosessuale, non sa qual è la differenza tra sesso biologico e identità di genere . I cittadini discriminano un omosessuale solo perché rappresenta la minoranza , perché è il più debole ed è facile deridere delle persone indifese che spesso sono vittime di violenze fisiche ma anche verbali . Il libro di Federico Batini " Comprendere la differenza. Verso una pedagogia dell ' identità sessuale" può essere diviso in due parti. Una prima parte dedicata alle componenti dell' identità sessuale , allo sviluppo dell 'identità sessuale, alla storia recente dell' omofobia, ed infine stereotipi e pregiudizi riguardanti omosessuali . l' identità sessuale di ogni essere umano è formata da ben quattro componenti: il sesso biologico , l' identità di genere ,il ruolo di genere ed infine l orientamento sessuale. L' identità sessuale si sviluppa con tempi e modalità differenti per ogni essere umano . Durante lo sviluppo la parte biologica e quella psicologica si intrecciano. Nel libro si afferma che la categoria etero e quella gay non sono altro che un' invenzione della società occidentale. Nel libro si parla anche di quando l' omosessualità è nata. Le prime persecuzioni ci sono state alla fine dell' impero romano nel 476 d.C. Dal VI al XI secolo è stata legata alla stregoneria e all' eresia , nel rinascimento Leonardo da Vinci e Michelangelo hanno ricevuto una condanna perché omosessuali . Nel 1875 per la prima volta Bentham si schiera a favore degli omosessuali ,nel 1880 medicina e psichiatria affermano che l' omosessualità è una malattia e va curata . Il primo stato al mondo che riconosce il matrimonio omosessuale è l Olanda mentre la Danimarca sarà il primo stato a riconoscere l' adozione. Molto significativa è la parte dove si affronta il tema dei pregiudizi e degli stereotipi. Quest' ultimi sono assoluti e generalizzati .Non si può giudicare una persona solo perché appartiene ad un determinato gruppo; prima di giudicare si deve conoscere e non basta sapere l' identità per evitare tutto questo l' essere umano dovrebbe osservare attentamente e riflettere. Pregiudizi e stereotipi servono all' uomo per tranquillizzarlo e per far si che l uomo riesca a controllare il mondo che lo circonda. Per annullare tutto questo giudicare non conoscendo basta l esperienza diretta .Nel libro di Federico Batini troviamo anche delle pagine dedicate all' omofobia e alla trans fobia. Per omofobia si intende un atteggiamento di disprezzo e di disgusto verso gli omosessuali; questi termini vengono usati con un fine negativo . La parola omofobia è stata coniata nel 1972 mentre trans fobia è un termine pIù recente ed è riferito ai transessuali. In luoghi educativi come a scuola si sviluppa il bullismo omofobico che agisce in maniera diretta, insulta ed isola, fa sentire diversa una persona solo a causa dell 'identità sessuale. Molti giovani si sono tolti la vita. Questi accaduti però fanno clamore solo quando escono nelle locandine dei giornali. Il bullismo può avere varie forme fisiche verbali ed infine dirette. Nella seconda parte del libro troviamo alcune ricerche riguardanti l istruzione e la formazione .La prima riguarda la percezione dell' omosessualità. Negli studenti universitari sono stati selezionati 24 partecipanti che appartengono ad una fascia culturale medio alta è stato riscontrato che le idee sull'omosessualità cambiamo prima e dopo questi laboratori. Un'altra ricerca riguarda gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Si chiedeva ai ragazzi di compilare un questionario x capire quanto sapevano sul tema dell' omosessualità, perché la mancata informazione comporta i pregiudizi e gli stereotipi, quindi l' informazione va aumentata. L ultima ricerca riguarda gli insegnanti, la loro percezione e i loro livelli di percezione attraverso una variante del del phi. L insegnanti non sono poi cosi preparate sul tema ma anzi, dovrebbero essere sempre aggiornate. È importante promuovere nelle scuole e nei luoghi educativi attività conoscitive verso questi temi attuali. E' fondamentale che i giovani devono conoscere il significato della parola "omosessuale"e dei concetti legati a questo tema. Nel 2011 non si può condannare un ragazzo perché omosessuale . La società e la scuola devono affrontare questi argomenti. Fondamentale è il messaggio che vuole mandare l' autore di questo libro è che si deve educare alla diversità e insegnare a tutti la capacità di guardarsi come in uno specchio riflesso per capire quanto dell 'altro c è in noi . I ragazzi in particolare, perché sono la nuova generazione, il futuro e devono conoscere e non fermarsi all 'apparenza, a stereotipi e pregiudizi.


 

di Emela M. Rusid

L'autore analizza il tema con il supporto di ricerche basate su testimonianze soggettive di persone omosessuali, che si sono dovute confrontare con la società per l'accettazione della propria identità sessuale. I risultati della ricerca mettono in evidenza quanto sia lungi dalla nostra società la maturazione del superamento consapevole della concezione etero normativa. Difficoltà che si riscontra sia a livello popolare, con una generale denigrazione inveterata riguardo l'identità omosessuale, sia a livello governativo, con la ritrosia verso provvedimenti legislativi che tengano conto delle diversità di identità sessuale. Il libro a tal proposito cita il caso italiano della legge 164/1982, che riconosce la possibilità di mutale il proprio genere sessuale solo a fronte del sostenimento di un intervento chirurgico agli organi genitali. Presso la popolazione invece gli stereotipi e i pregiudizi continuano ad abbondare: si va dalla concezione, tratta dalle scienze mediche del passato, di un'omosessualità come patologia ad un presunto rapporto tra l'essere omosessuale ed il desiderio di essere donna. E' risaputo come l'opinione popolare ponga il dito sull'ambiente familiare,ad esempio, quale causa del manifestarsi di tendenze omosessuali nell'individuo, mentre "lo sviluppo dell'identità sessuale si basa sulla storia biologica e psicologica del soggetto", nel senso che costui va strutturando nel corso della crescita fenomeni biologici di attrazione sessuale

verso un determinato genere, ma anche processi psicologici di affettività nell'ottica di una generale crescita identitaria e fisica della persona tutta. A tal proposito l'autore espone una propria ricerca sull'influenza ambientale in famiglie con componenti eterosessuali e non, dimostrando quanto sia infondata la "vulgata" che vuole questo fattore determinante per la strutturazione dell'identità sessuale del fanciullo (Batini-Santoni 2009). Ma l'ottica del libro non si limita alla denuncia dell'ottusità vigente circa la tematica dell'omosessualità, infatti propone anche una via per uscirne: l'educazione. Un'educazione alla cittadinanza e all'apertura verso le differenze individuali, priva di pregiudizi. Un compito che ricade in primis sulla scuola, grande laboratorio di introduzione alla società, in cui si possa parlare e discutere apertamente su temi legati all'identità sessuale, senza timori e censure, così da far sentire partecipi alla normalità della vita anche quei ragazzi che vanno scoprendo una propria identità omosessuale. In Italia, purtroppo, siamo molto indietro. Le ritrosie vengono dal passato del nostro paese e di certo non ha giovato un certo ambiente cattolico perbenista e bacchettone, che ha troppo a lungo occupato il "feudo" della scuola italiana. Il libro così va progettando un programma di educazione scolastica che deve, da principio, riguardare gli agenti stessi dell'educazione, docenti ed educatori in genere, spesso del tutto impreparati ad affrontare una tematica giudicata dai più sconveniente, se non addirittura pericolosa e diseducativa. L'obiettivo fondamentale di tutto ciò è che non sia assista mai più, un giorno, a fatti di cronaca che denunciano quanto sia diffuso l'atteggiamento "omofobico" in questo paese. E la scuola non più che sentirsi coinvolta, dato che il bullismo omofobico non è altro che l'incipit di manifestazioni di odio e aggressività fisica e verbale verso persone omosessuali o presunte tali. L'autore in sostanza sostiene, a ragione, la necessità di formare le nuove generazioni a compiere un vero e proprio "salto" culturale sul tema dell'accettazione delle differenze sessuali, unico modo efficace per stroncare le renitenze troppo forti e diffuse. Si spera così che un giorno la maggioranza delle persone sia persuasa dal fatto che l'omosessualità non va contro la natura, dato che è nella natura dell'uomo, da sempre, al pari dell'eterosessualità. Inoltre dobbiamo ricordarci che dietro a qualunque negazione esiste un alto livello di desiderio, sentimento o oggetto che sia. Per concludere, quale conclusione più eloquente che citare le parole di Magnus Enquist: "ci sono cose che vanno contro natura molto più dell'omosessualità , cose che soltanto gli uomini riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama".


 

di Elisabetta Conti

Lo sviluppo dell'identità sessuale si sviluppa in tempi diversi ed ha un procedimento complesso. Un soggetto, nell'adolescenza, ha una fase dinamica in cui avvengono cambiamenti significativi come una migliore comprensione di sé e la scoperta della propria attrazione sessuale. Un ruolo fondamentale, in questa fase di passaggio, che marca l'ingresso nell'età adulta, lo ha la scuola, che propone una serie di modelli attraverso i quali si struttura l'identità sessuale. Proprio in questa fase, si percepisce il proprio orientamento sessuale, cioè l'attrazione affettiva ed erotica di una persona nei confronti di altre: nei confronti dello stesso sesso biologico, omosessuali, nei confronti dell'altro sesso, eterosessuali, e nei confronti di entrambi, bisessuali. La nostra cultura vede l'eterosessualità come una norma e, infatti, la formazione di un orientamento sessuale è spesso oggetto di discussioni. Nel 1800 si affermò che l'omosessualità fosse una malattia da curare verso l'eterosessualità; nel 1900 aumenta l'omofobia fino ad arrivare alla percezione nazista con molti omosessuali condannati, come ad esempio Turing, che seguì alla costruzione di computer elettronici, fu nel 1952 imprigionato con l'accusa di omosessualità e che lo portò al suicidio. L'omofobia non è un timore vero e proprio, ma possiamo identificarlo come un pregiudizio. Una discriminazione nei confronti degli omosessuali. Le forme di omofobia sono molto diffuse nella nostra società e numerosi sono i casi di bullismo omofobico, quella forma che scredita, isola soggetti ritenuti differenti nell'identità sessuale. La prevenzione di questi comportamenti inizia sin da piccoli accettando un'educazione all'identità sessuale che porti a pensare a una società che non esclude un qualche tipo di differenza. C'è da chiedersi se lo Stato ha diritto di regolare i comportamenti sessuali dei propri cittadini? Come lo Stato, così anche gli stessi abitanti hanno degli stereotipi e/o dei pregiudizi nei confronti di altri gruppi sociali ed è opportuno rimuoverli confrontandoli con i propri. Su questo tema, inoltre, si è svolta una ricerca nelle quali ci si è chiesto quanta conoscenza hanno i ragazzi/e sul tema dell'identità sessuale e come mai si scatenano tali pregiudizi. Solo conoscendo le discriminazioni si posso no studiare le tecniche educative pedagogiche adeguate. In conclusione molti studenti intervistati non hanno una buona conoscenza delle componenti della propria identità sessuale, che non è solo biologica, ma anche affettiva e psicologica. È importante, invece, per una buona crescita e conoscenza di sè, comprenderle tutte. A conclusione sono emersi pareri discordanti: una buona percentuale di favorevoli all'omosessualità, un'altra rilevante di non favorevoli, e una buona percentuale che afferma che gli omosessuali devono essere tutelati. La parola diversità non si collega all'omosessualità, ma con essa si delinea l'unicità di ogni individuo.

Personalmente a me è piaciuto molto questo libro, mi ha suscitato particolarmente interesse sin dall'inizio. È un libro ricco sia di caratteri sull'identità sessuale, sia di racconti che possono aiutare a capire. Io penso che la nostra sia una società un po' indietro su questo punto di vista, è una cultura che ha ancora dei pregiudizi sull'omosessualità ben saldi. Occorre un grande lavoro e un forte impegno per convincere milioni e milioni di persone che gli omosessuali e l'omosessualità sono una "diversità" da accettare e con cui convivere laicamente e "in pace". È opportuno, dunque, inserire nella scuola approfondimenti su queste tematiche, analizzarle e discuterle insieme. In questo modo riusciremo a superare i pregiudizi e gli stereotipi che ormai sono ben saldi nella nostra società e nella nostra cultura e riuscire a capire che tutte le persone hanno la stessa dignità, pari diritti alla vita e alla salute fisica e psicologica. Gli uomini e le donne omosessuali sono stati etichettati "contro natura" ma proprio nel mondo della natura arrivano risposte che aiutano a superare molti pregiudizi. In natura esistono molti animali che mostrano comportamenti omosessuali e non finalizzati alla riproduzione.

Secondo il mio parere l'omosessualità è un aspetto della natura, e per questo si deve avere rispetto nei confronti degli omosessuali perché, ogni persona è libera di scegliere e di percepire una propria identità sessuale. Il mondo sarebbe più bello è felice se ci fosse amore libero per tutti.


 

di Nardi Greta

"Comprendere prima di intervenire e per intervenire " questa la motivazione, in estrema sintesi, che ha spinto Federico Batini alla composizione del volume "Comprendere la differenza. Verso una pedagogia dell'identità sessuale". Sono ancora molti quelli che non riescono a far rientrare l'omosessualità nel concetto di normalità, nonostante sia stata ormai da tempo eliminata dal DSM. L'autore del libro si prefigge quindi come scopo principale quello di tracciare delle prime linee per una pedagogia dell'identità sessuale, sottolineando come questo atteggiamento, oltre che da pregiudizi, ha origine principalmente dalla scarsa conoscenza del fenomeno, da una bassa padronanza terminologica e dalla mancanza di informazione, che vengono rappresentati da stereotipi sociali, familiari e mediatici e che conducono ad atteggiamenti di avversione nei confronti di omosessuali (omofobia) e transessuali (trans fobia). In questo lavoro Batini incoraggia la società e in particolare gli adulti con responsabilità educativa a distinguere tra opinioni e convinzioni pseudo-scientifiche da combattere attraverso la proposta e diffusione di definizioni corrette (a partire da quelle circa le quattro componenti dell'identità sessuale alle quali l'autore dedica un intero capitolo) da affiancare anche alla conoscenza di storie, di esperienze, di racconti e film su temi legati alla sessualità ed all'identità sessuale, in modo da favorire un pensiero critico e riflessivo. Il libro regala numerosi spunti di riflessione in quanto si rivela un'ottima "guida" per scoprire la bellezza del comprendere per comprendersi: conoscere le proprie emozioni aiuta a riconoscerle negli altri e ci permette di cogliere come queste siano cosi simili eppure cosi differenti ma tutte con la stessa legittimità e profondità. Batini rivolgendosi ad un pubblico variegato e spesso confuso, decide di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, arricchendo il testo con numerosi esempi tratti dalla propria esperienza personale o che comunque rispecchiano situazioni e credenze comuni. Vari capitoli inoltre sono introdotti da una citazione e la parte finale del libro è interamente dedicata all'esposizione di alcune ricerche condotte dall'autore stesso, riferite al mondo dell'istruzione e della formazione che rendono il volume più vivo ed attuale, e che sottolineano, da un lato, la mancanza di preparazione degli insegnanti e il silenzio intorno ai temi legati alla sessualità, considerati non necessari alla formazione dell'alunno, ma anche quanto in realtà sia alto il livello di curiosità ed il desiderio di conoscere dei giovani. Le opportunità per un'adeguata educazione alla diversità da quanto emerge nel testo di Batini, ci sono, specialmente se si pone l'attenzione su una corretta alfabetizzazione degli insegnati circa l'identità sessuale in modo da permettere loro di affrontare queste tematiche con gli alunni. Ogni singolo gesto, ogni singola azione può aiutare a combattere stereotipi e pregiudizi, bisogna però essere uniti su questa lotta.

Quali requisiti considerare imprescindibili? Il dialogo aperto ed il confronto per parlare al fine di capire ed accettare.

Animazione

Molti insegnanti, operatori, maestre di scuole materne e elementari, animatori di comunità, dopo aver parlato per molte ore in classe, durante convegni, in contesti di formazione...
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Partecipazione

di Michela Alviani

"Vogliamo la partecipazione attiva dei ragazzi: maggiore consapevolezza e rispetto fra le persone di ogni età verso il diritto di ogni bambino di partecipare pienamente, nello spirito della Convenzione sui diritti dell'infanzia," era il grido di Severn Cullis-Suzuki, 13 anni, rivolto ai delegati delle Nazioni Unite presenti al Summit della Terra del '92.

I diritti di partecipazione dei bambini rientrano nella più ampia gamma di tutele indicate nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancita dall'ONU il 10 dicembre del 1948. Questi diritti "sono concessi alle persone solo in virtù del fatto che sono esseri umani" (OMS,2004).

Sulla stessa linea si trova Ban Ki-Moon, il Segretario generale dell'ONU, che, in occasione della giornata dei diritti umani, il 10 dicembre 2011, ha lanciato il seguente messaggio:

"I diritti umani appartengono a ciascuno di noi senza eccezioni. Se non li conosciamo, se non pretendiamo che vengano rispettati e se non difendiamo il nostro diritto, e quello degli altri, ad esercitarli, rimarranno solo parole vuote in un documento scritto decine di anni fa" (A.A. V.V. 2011).

Esattamente come gli adulti, i bambini godono di diritti fondamentali: hanno bisogno di nutrirsi, di vestirsi, di una casa, di cure e di protezione. Hanno inoltre il diritto di imparare e di esprimere la propria opinione, e anche quello di divertirsi.

Chiaramente bisogna creare un terreno adatto affinché possa svilupparsi un ottimale processo partecipativo, come ad esempio l'accesso ad una buona informazione e l'utilizzo di spazi, procedure e strumenti che incoraggino, piuttosto che intralciare, il coinvolgimento dei bambini.

Per quanto concerne il diritto al gioco, questo non va negato neanche qualora ci sia necessità di ricoverare un bambino in ospedale.

Uno degli articoli della Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale recita così "I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco,ricreazione e studio - adatte alla loro età, sesso, cultura e condizioni di salute - in ambiente adeguatamente strutturato ed arredato e devono essere assistiti da personale specificatamente formato per accoglierli e prendersi cura di loro." (ABIO, 2007)

In riferimento agli spazi educativi che i bambini quotidianamente frequentano, va tenuto conto, nel momento della progettazione e/o disposizione degli ambienti, del diritto di frequentare un ambiente vivibile, funzionale alle loro particolari esigenze e al loro bisogno di sperimentare. Tutto ciò richiama il diritto al gioco e ad una corretta fruizione del tempo libero, il quale andrebbe vissuto con spontaneità e non sulla base di bisogni indotti. La formula della partecipazione dei bambini alla progettazione dei propri spazi di vita risulta, dunque, essere la più adatta per rispondere a queste esigenze.

Anche in situazioni di gravissima povertà e in zone di guerra, in bambini non rinunciano a reclamare il diritto di giocare, di sorridere, di avere dei luoghi belli e tranquilli in cui incontrarsi, impersonando così la speranza per una condizione di vita migliore e più dignitosa. (Hart, 1992)

Riferimenti:

A.A. V.V., (2011), Ban Ki-Moon: "Ancora troppa repressione". L'appello per la giornata dei diritti umani, quotidiano La Repubblica, del 10-12-2011.

Baraldi C., (2001), I diritti dei bambini e degli adolescenti: una ricerca sui progetti legati alla 285, Donzelli, Roma.

Bobbio N., (1992), L'età dei diritti, Einaudi, Torino.

Fondazione ABIO, (2007), Fondazione italiana per il bambino in ospedale.

Harrison G., (2010), "Antropologia e diritti umani dei minori di età", in: Cittadini in crescita, n°3, Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Lansdown G., (2001), Promuovere la partecipazione dei ragazzi per costruire la democrazia, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

OMS, (2004), ICF versione breve: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, Erickson, Trento.

 

Formazione

Le presentazioni utilizzate in aula sono uno strumento efficace di cui, frequentemente, si abusa.

La maggior parte delle persone che devono svolgere una lezione si avvale di computer e proiettore per affiancare il proprio insegnamento quando, nella maggioranza dei casi, questo potrebbe essere benissimo svolto con l'utilizzo di lavagna a fogli mobili e poco altro. Leggi tutto  

Orientamento

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE - Atti di Indirizzo del 6 agosto 1997: Direttiva n. 487 - DIRETTIVA SULL'ORIENTAMENTO 
DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI...
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