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"Leggere prima di leggere" di R. Cardarello, A. Chiantera

di Luca Parisi

L'Istituto Regionale per l'Apprendimento(IRPA) è stato promosso dalla regione Emilia Romagna ed ha come obbiettivo l'innovazione nel campo educativo e formativo; tra le varie sezioni di cui si occupa vi è quella dell'Infanzia, che prevede la qualificazione dei servizi educativi previsti per la prima età, ed è al centro della riflessione svolta in questo saggio.

In occasione di un convegno svoltosi a Bologna l'8 e il 9 aprile del 1988, al quale parteciparono molti importanti studiosi di didattica, tra cui R. Cardarello; G. D e Santis e S. Mantovani, vengono presentati una serie di lavori aventi come oggetto la lettura e i bambini.

Viene ribadito come sia importante introdurre il soggetto alla lettura sin dall'infanzia; però la lettura intesa in senso molto più ampio (da qua il titolo 'Leggere prima di leggere').

Innanzitutto è importante che le istituzioni, quindi scuola materna e asilo nido, facilitino l'ingresso del bambino alla letttura senza però anticipare nulla di ciò che riguardi alcuni apprendimenti,ma permettendo che lui scopra le possibilità di interazione con le prime forme simboliche.

Il libro, che sia con o senza immagini deve essere visto come un' oggetto familiare su cui il bambino sperimenta, che scopre come meglio crede, però è importante che anche l'adulto partecipi alla scoperta del libro insieme al bambino condividendo con lui le sorprese, le emozioni e le conoscenze.

La domanda che ci si pone è quella di come suscitare interesse per la lettura nel bambino, che ovviamente deve essere associata ad un momento piacevole e stimolante.

E' necessario che ci siano oggetti semplici e familiari, poichè spesso un libro porta con sè sentimenti e paure che un bambino ha dentro di sè.

Per questo è molto importante come viene presentato dall'adulto , e affinchè sviluppi competenze bisogna scegliere un contenuto particolarmente significativo per il bambino.

Il tipo di lettura deve essere adeguato alla sua età, quindi partire gradualmente da immagini semplici a storie complesse.

Un ruolo importantissimo è affidato all'adulto, che introduce il libro leggendo la storia ai bambini, per loro infatti è molto importante poichè aqcuisiscono l'amore per la lettura e la capacità di ascolto.

Viene criticato quell'approccio che incentra tutto nel metodo di lettura, quando sarebbe più importante concentrarsi sul fatto stesso di leggere, quindi cercando di sviluppare la motivazione e l'interesse a leggere.

Il libro viene visto come intermediario tra il bambino che ascolta e l'adulto che legge, viene sottolineato il fatto che l'adulto che legge non è solo l'educatore, deve essere anche il genitore o il parente.

Anche l'immagine qua assume un valore simbolico, poichè dal bambino non viene solo letta, ma gli viene chiesto di interpretarla riconoscendone i codici.

Questo inevitabilmente sviluppa anche una migliore capacità linguistica,un'alfabetizzazione visuale e un incremento della motivazione alla scoperta. E' importantissimo che lettura delle immagini sia anch'essa un momento piacevole, ma allo stesso tempo impegnativo; però è fondamentale che il bambino non si senta inferiore al compito che gli è stato affidato dall'insegnante, non si senta teso e non abbia timore.

La scrittura è quel prodotto ce deriva da un lungo periodo di ascolto delle storie raccontate dagli adulti; l'insegnante deve accettare quindi la scrittura di ogni bambino poichè essa rappresenta la sua personalità, perciò egli non deve nemmeno porsi come depositario assoluto della lingua scritta.

E' affrontato anche il tema dell'influenza del contesto sociale, sostenendo appunto che l'insuccesso scolastico è spesso dovuto ad un' esperienza linguistica carente di contenuti, quindi viene ripreso il discorso di Bernstein, secondo cui appunto un'esperienza linguistica si definisce attraverso il contesto generale (propria cultura o del gruppo di appartenenza) e particolare(situazione in cui si agisce).

La visione di Cristina Zucchermaglio che viene proposta in questo saggio è molto interessante per capire come sia dannoso e inutile un' approccio meccanico alla lettura e alla scrittura, che mortifica l'intelligenza del bambino.

E' necessario quindi valorizzare gli aspetti esteriori del produrre e il contributo conoscitivo e creativo che il bambino può dare.

Viene affidato un grande compito alla scuola, che non solo si deve occupare dell'insegnamento della lettura scritta, ma anche al piacere e alla decodificazione del segno iconico; a questo proposito si prefigura la necessità di proporre un'alternativa valida ai mass-media.

Trovo questo saggio molto attuale, soprattutto perchè promuove la fruizione letteraria dai primissimi anni di vita e da molta importanza alla scuola dell'infanzia, nella quale i bambini sperimentano la lettura anche attraverso 'mini-biblioteche' alla loro portata.

Il punto centrale della riflessione, che poi è quello che mi ha colpito di più, è che non è necessaria tanto una definizione di lettura, quanto è importante che nei bambini nasca la passione per la lettura come un insieme di sorprese, ascolto ed emozioni.

Animazione

Molti insegnanti, operatori, maestre di scuole materne e elementari, animatori di comunità, dopo aver parlato per molte ore in classe, durante convegni, in contesti di formazione...
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Partecipazione

di Michela Alvani

Il coinvolgimento dei singoli cittadini nella vita pubblica è un elemento essenziale per costruire comunità più democratiche, solidali e prospere. Essere un cittadino attivo vuol dire poter godere dei propri diritti, possedere gli strumenti intellettuali e materiali, avere la possibilità di intervenire nelle decisioni e influenzarle, impegnarsi in attività e iniziative che possano determinare la costruzione di una società migliore.

Partecipare significa prendere parte attiva a fatti di interesse collettivo, offrire il proprio contributo a qualcosa, manifestare attenzione per una vicenda e cooperare per raggiungere un risultato comune. (Hart, 1992)

Il processo di partecipazione presuppone il coinvolgimento di ogni singola persona all'interno di un gruppo, implica la proposta per la realizzazione di qualcosa e il raggiungimento di un obiettivo, richiede volontà e competenza nell'attivare momenti di coinvolgimento da parte di chi avvia il processo.

Ne consegue che la partecipazione dei cittadini è tale solo se volontaria, e comunque influente sulle scelte delle autorità. (Vinazzani, 2009)

La pedagogia e la politica devono avere un ruolo di primo piano e lavorare in modo sinergico al fine di permettere la partecipazione dei cittadini alle questioni che direttamente li riguardano. Gli obiettivi cui dovrebbero tendere sono la diffusione di una cultura dei diritti, di una cultura rispettosa dell'Infanzia e programmare dei veri e propri corsi di educazione alla cittadinanza, rivolti a bambini, giovani e adulti, che non si risolvano in sterili lezioni di educazione civica.

Partecipando in modo consapevole i soggetti sviluppano competenza e sicurezza, le quali aumentano la motivazione a partecipare e a coinvolgere altri soggetti. Questi, a loro volta, svilupperanno capacità che aumenteranno la loro motivazione.

E così avanti, dando luogo ad un movimento simile a quello di una spirale che si autoproduce.

La società complessa in cui viviamo soffre per l'incapacità di saper vedere la partecipazione dei cittadini come una risorsa. È, oggi più che mai, necessario creare un nuovo punto di vista che sappia avvertire quegli echi che giungono dal basso non come un problema da mettere a tacere, ma come uno slancio per ritrovare quel senso comunitario andato perso.

Riferimenti

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innocenti, Firenze.

Vinazzani G., (2009), "Salute, comunità, partecipazione", in: La salute umana, Rivista bimestrale di promozione ed educazione alla salute, n°221-222, Centro sperimentale per l'educazione san itaria, Università degli studi di Perugia.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

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