di Chiara Ciribifera
Questo libro intende riflettere sulla condizione umana,assumendo una nuova prospettiva.
Il titolo Paradoxa indica ciò che va contro l'opinione diffusa,intende aprire spazi di riflessione profonda intorno alla disabilità intesa come focus per discutere poi di etica e di antropologia.
I temi affrontati riguardano la giustizia,i diritti delle persone con disabilità che a loro volta rimandano alla questione della soggettività umana.
Il testo riporta la classificazione ICF"classificazione internazionale del funzionamento,della disabilità e della Salute"riconosciuta da 191 paesi come il nuovo strumento per descrivere la salute e la disabilità delle popolazioni ma non è assolutamente una classificazione delle persone.
Il principio di universalità è alla base di questa classificazione infatti si sottolinea il fatto che la disabilità al pari del funzionamento umano è visto come un aspetto della condizione umana e non come le caratteristiche di un gruppo minorato di persone.
I termini scelti dalla classificazione sono neutri se non addirittura positivi,si sceglie infatti di eliminare handicap a favore dell'utilizzo del termine disabile.
Nell'arco della vita ogni persona può trovarsi nella condizione di disabilità ma spesso ciò viene dimenticato e la società è spinta a considerare la disabilità non come questione politica e sociale ma come una "iettatura"che poiché inguaribile non merita il tempo della cura.
Si ribadisce più volte che l'aver cura del disabile è dapprima un atto politico che richiede una condivisione sociale delle responsabilità.
Viene evidenziato anche il ruolo delle emozioni come esso abbia una grande rilevanza a livello sociale.
A mio parere questo testo riesce a fornire in maniera esauriente una rilettura della condizione umana e della persona stessa.
La sofferenza,la malattia,cosi familiari all'uomo ci rimandano alle pratiche del curare e del prendersi cura e ci ricorda che ciò che è inguaribile non coincide con ciò che è incurabile.
Credo che questo libro possa essere utile per chi intraprende o per chi già svolge la professione di educatore ma anche semplicemente per chiunque si trovi a contatto con persone disabili sia all'interno della famiglia che in qualsiasi altro ambito sociale.






