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Ricerche "Le Storie siamo noi" 2011

Alcune di queste ricerche sono pubblicate sul volume "COSTRUIRE IL FUTURO CON LE STORIE - QUADERNO DI LAVORO III CONVEGNO NAZIONALE SULL'ORIENTAMENTO NARRATIVO" edito da Pensa Multimedia.

La formazione delle giovani madri sole.

Un approccio narrativo

Maria Grazia Simone

Il contributo considera lo studio preparatorio ed il percorso di ricerca progettato per offrire un originale intervento di formazione ad un piccolo gruppo di giovani madri sole, ospiti di una comunità educativa residenziale del territorio salentino.

Vengono analizzate le caratteristiche principali di questa particolare tipologia di persone...

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The literary text as educational tool in situations of youth distress.

A research in the field

 

Magda Sclaunich

Read ing is an activity that can touch in a very particular and intense way the interior world of an adolescent. In reading, the subject is not just a passive observer about the story, but he becomes active part in it, he feels emotions and feelings originated by what he read.The process of construction of a personal identity has a primary...

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The most significant experience I had in the field of art...

Marcello Monaldi, Magda Sclaunich

This paper is the result of the interaction between scholars which work in two different scientifical fields, namely Aesthetics and Didactics.

Academical experts are today discussing about the different typologies of learning activities (Semeraro, 2010). Traditionally, the academical context tends to promote the lesson...

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Narrarsi per rileggere la propria esperienza professionale.

Un modello di riconoscimento delle competenze di studenti lavoratori

 

Pietro Lucisano, Anna Salerni, Patrizia Sposetti

Il contributo presenta il modello di riconoscimento delle competenze di studenti lavoratori, elaborato dai corsi di laurea in Scienze dell'educazione dell'università "La Sapienza" e i risultati della sua sperimentazione.

Il modello parte dalla convinzione che una riflessione guidata sulla esperienza lavorativa e personale faciliti lo sviluppo...

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Felicia Grillo

Crisi personale e crisi letteraria.

Il caso di Così è se vi pare

La scrittura rappresenta la forma prioritaria della comunicazione, il mezzo privilegiato che gli uomini di ogni epoca hanno utilizzato al fine di esprimere, in maniera più o meno pubblica, pensieri ed emozioni. A tal proposito, quindi, andrebbe chiarito un asserto dalla valenza molto deduttiva che consiste nella possibilità di identificare ogni...

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Emanuela Nardo

Fiabe e favole come veicolo di approccio a popoli e culture

Le storie hanno un forte potere evocativo, si prestano a svariete interpretazioni da un punto di vista antropologico, sociologico e psicologico o psicoanalitico. Esiste molta letteratura sulle interpretazioni delle storie, poiché di esse è costellata la nostra vita. Nell'ambito dei programmi Brocca per la Scuola secondaria di secondo grado...
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Liborio Dibattista e Francesca Morgese

La narrazione e le storie nella didattica della scienza: il contributo della storia e d

ella filosofia della scienza

Da molti anni documenti ministeriali italiani ed europei consigliano calorosamente l'introduzione della storia e della filosofia della scienza nella didattica delle discipline scientifiche a scuola.

Sussiste un generale accordo tra pedagogisti e storici della scienza sull'efficacia di questo approccio nell'apprendimento scolastico...

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Ornella De Sanctis, Maria D'Ambrosio

Orientamento nei processi formativi

La stretta connessione tra orientamento e formazione apre una riflessione sulla figura professionale del formatore in quanto orientatore.

Il volume fonda le pratiche di orientamento sulla metafora della narrazione e, quindi, su una sottesa e continua ricerca di senso che ciascun processo formativo porta con sé, riconoscendo...

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Giuseppe Cinquepalmi

Storytelling per la formazione alla leadership

Il presente contributo intende mostrare come lo storytelling possa applicarsi alla formazione manageriale. Rifacendosi a studi noti e alle recenti sperimentazioni sulla leadership education, si individuano gli elementi focali attorno a cui ruotano le più diffuse teorie e prassi educative di questo settore. Sono, inoltre, riportate...

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Ada Manfreda

Dalla malattia vissuta  alla malattia narrata.

Una ricerca sui bisogni di salute con approccio narrativo

Il lavoro propone una ricerca sui bisogni di salute, condotta secondo l'approccio narrativo. Viene preliminarmente definito lo scenario teorico e metodologico che ha guidato la definizione del disegno di ricerca. Si è fatto riferimento in particolare ai costrutti di: relazione di cura, bisogno, di mappatura dei bisogni a carattere...

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Animazione

Nel ventennio 1984-2004 i paesi dell’Unione Europea sono stati profondamente interessati da riforme dei sistemi di istruzione, in particolare si assiste, assieme alle logiche, e sostanziali...
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Partecipazione

di Michela Alviani

La p ar

tecipazione alla società ha inizio nel momento in cui il bambino viene al mondo, e si scopre capace di influenzare gli eventi con il pianto e con i gesti. Il grado e la natura di tale influenza variano in relazione alla cultura o alla particolarità della famiglia in cui egli viene a trovarsi.

Dunque, partecipare fin da piccoli si può, basta trovare la strategia e gli strumenti appropriati per coinvolgere e stimolare i bambini. Chiaramente va posta attenzione a non attribuire loro il ruolo di adulti, rendendoli partecipi di troppe iniziative che magari non sono alla loro portata. (Lorenzo,1998; Rossi, 2005)

I bambini hanno una peculiare attitudine alla ricerca e alla progettualità, mostrano sensibilità ai bisogni dei più deboli e dei diversi, sono dei suggeritori continui di interessi. Inoltre, possiedono una naturale capacità di coinvolgere altre fasce di età ed altre categorie sociali, fungendo da catalizzatori nei processi partecipativi.

Assumere come punto di partenza lo sguardo, il pensiero, la parola, il gesto di un bambino, avvicinarsi al suo linguaggio verbale, visivo e corporeo, possono rendere alcune situazioni molto più semplici di come appaiono all'occhio adulto.

È meraviglioso osservare come coloro che sono considerati minori, in quanto ad età, siano capaci di mettere in difficoltà i grandi con la loro essenzialità di linguaggio, meravigliandosi, inoltre, per l'incapacità degli adulti di agire, di pensare alle piccole cose e di risolvere i problemi tramite azioni semplici.

È dunque importante quanto mai necessario assicurare il diritto di partecipazione dei bambini a tutte le questioni che riguardano la loro vita, nel gioco come nello studio, in famiglia come nella società. Ma questo può essere garantito dalle Agenzie educative che del bambino si occupano sin dalla primissima infanzia. Deve essere programmato un percorso di crescita che miri all'autodeterminazione del bambino, un processo mirato a rendere capace il soggetto di esercitare influenze sulla propria vita, di compiere scelte, di accogliere il punto di vista altrui e di saper trovare soluzioni pratiche ed immediate a situazioni problematiche. (Batini, Capecchi, 2005)

La partecipazione dei bambini alla vita sociale e scolastica può avvenire a vari livelli e si può manifestare in molteplici forme. Roger Hart, esperto internazionale dei diritti dell'infanzia e della partecipazione, nel 1991 ha elaborato una Scala che misura il grado in cui i bambini vengono coinvolti dagli adulti.

I livelli della Scala della Partecipazione sono otto, raggruppati in due aree, quella della Partecipazione e quella della Non-partecipazione. I primi tre livelli rappresentano forme illusorie di coinvolgimento e riguardano quelle situazioni in cui gli adulti utilizzano i bambini per un proprio tornaconto, per rafforzare un'idea o per fungere da simboli durante incontri pubblici. Entrando, invece, nel merito dei modelli di partecipazione vera e propria, si passa a quelle situazioni in cui i bambini sono investiti di un ruolo all'interno di un progetto, vengono consultati, possono partecipare alla condivisione degli obiettivi e alle decisioni operative del progetto stesso. Il più alto livello di partecipazione si raggiunge quando i progetti sono pensati e gestiti dai giovani i quali coinvolgono gli adulti, dando vita ad un ribaltamento di ruoli. (Hart, 1992)

Riferimenti:

Batini, F., Capecchi, G. (a cura di, 2005), Strumenti di partecipazione. Metodi, giochi e attività per l'empowerment individuale e lo sviluppo locale, Eickson, Trento.

Hart R., (1992), Children's participation. From tokenism to citizenship, Innocenti Essays n°4, UNICEF, Istituto degli Innoce nti, Firenze.

Lorenzo R., (1998), La città sostenibile. Partecipazione, luogo, comunità, Eleuthera, Milano.

Rossi F., (2005), Di chi è la scuola? La partecipazione responsabile dei bambini, Carocci Faber, Roma.

michelalviani@gmail.com

 

Formazione

La microprogettazione di un intervento rappresenta la fase centrale di qualunque attività di aula all'interno di uno schema che potremo ridurre a quattro punti chiave: Presa in carico...
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Orientamento

La narrazione è un processo cognitivo attraverso il quale strutturiamo, in unità temporalmente significative, unità di esperienza, attribuendo loro un ordine, dei rapporti. Lo stesso proce...
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